Marzia Marangoni - Psicologa

Marzia Marangoni - Psicologa # stress # benessere

Nel lavoro clinico, una delle frasi che ascolto più spesso è:“So che questo comportamento mi fa stare male, ma mi ritrov...
20/01/2026

Nel lavoro clinico, una delle frasi che ascolto più spesso è:
“So che questo comportamento mi fa stare male, ma mi ritrovo a farlo sempre.” Oppure: “Lo so razionalmente, ma il mio corpo reagisce prima.”
È l’esperienza di chi si sente come un criceto sulla ruota: si corre, si ripete, si promette di cambiare direzione, ma il movimento resta sempre lo stesso.
Succede, ad esempio, quando dici di voler restare calm@ e invece senti il cuore accelerare, i muscoli tendersi, la voce cambiare
ancora prima di avere un pensiero chiaro su ciò che sta accadendo.
Questo non è un fallimento della volontà.
È una sequenza neurobiologica.
Le neuroscienze mostrano che gli stimoli emotivamente rilevanti
seguono una via rapida, sottocorticale: l’informazione passa dall’amigdala e dal sistema limbico prima di raggiungere le aree corticali deputate alla valutazione e alla scelta consapevole.
Questa via è veloce, automatica, non verbale.
Serve a garantire la sopravvivenza, non la coerenza con i nostri propositi.
Quando queste risposte vengono apprese in contesti precoci o emotivamente intensi, il cervello le consolida come schemi di funzionamento preferenziali.
È qui che possiamo collocare Anánkē, oggi:
non come destino astratto, ma come necessità neurobiologica appresa.
Il corpo e il comportamento “scelgono” prima perché sono stati addestrati a farlo.
La corteccia arriva dopo, spesso per spiegare, razionalizzare o colpevolizzarsi.
Per questo il cambiamento non avviene.. chiedendo al pensiero di controllare ciò che è automatico.
Avviene quando il sistema nervoso vive nuove esperienze di sicurezza, sufficientemente ripetute e relazionali
da poter rallentare la ruota.
Capire Anánkē nel cervello non significa arrendersi alla ripetizione.
Significa sapere dove intervenire, senza trasformare la fatica in colpa.

Sono molto felice di ospitare nel mio studio di Consulenza Psicologica questo bellissimo percorso di scrittura.Tra mura ...
13/01/2026

Sono molto felice di ospitare nel mio studio di Consulenza Psicologica questo bellissimo percorso di scrittura.
Tra mura che custodiscono storie, sono certa che anche quelle che nasceranno da queste penne troveranno uno spazio accogliente, in cui prendere forma e voce.

In studio, molto spesso sento dire:“So che mi fa male, ma non riesco a fare diversamente.”Non è una mancanza di volontà....
11/01/2026

In studio, molto spesso sento dire:
“So che mi fa male, ma non riesco a fare diversamente.”

Non è una mancanza di volontà.
Non è pigrizia.
E nemmeno resistenza al cambiamento.

In psicologia esiste una parola antica per descrivere questa esperienza: Anánkē.
Nella mitologia greca è la forza della Necessità, ciò che accade perché deve accadere, anche contro il desiderio e la ragione.

Clinicamente, Anánkē vive in quelle parti della psiche che hanno imparato molto presto che ripetere era più sicuro che rischiare.
Per questo alcune scelte si presentano come obbligate, alcune relazioni come inevitabili, alcuni comportamenti come l’unica via possibile... anche quando sono disfunzionali, anche quando generano sofferenza.
Capire Anánkē non significa rassegnarsi.
Significa smettere di colpevolizzarsi per ciò che, a un certo punto della vita, ha avuto una funzione di sopravvivenza, difensiva.

Il lavoro psicologico inizia qui: riconoscendo la necessità che sta alla base di quella reazione che si sente inevitabile, riconoscendo le funzioni protettive che ha avuto in alcuni momenti della vita, quelli dove si avevano meno risorse. E' da lì che parte il cambiamento.

Come ogni inizio d’anno, anche quest’anno io e la mia famiglia ci siamo fermati a condividere gli obiettivi.Non quelli “...
03/01/2026

Come ogni inizio d’anno, anche quest’anno io e la mia famiglia ci siamo fermati a condividere gli obiettivi.
Non quelli “giusti”, non quelli da miglioramento a tutti i costi.
Quelli che sentiamo possibili, sostenibili, umani.
Ed è da lì che mi è tornata in mente una frase potente:
RESISTERE AL CAPITALISMO LIMBICO.
All’inizio dell’anno ci viene chiesto di:
migliorarci, performare, ottimizzare, correggerci.
Obiettivi, liste, abitudini vincenti.
Ma raramente ci chiediamo da dove nascono questi obiettivi.
Il capitalismo limbico funziona così:
trasforma le emozioni in leve di consumo,
l’insicurezza in mercato,
il desiderio in urgenza,
la mancanza in colpa.
E così anche gli obiettivi personali rischiano di nascere lì:
non da ciò che ci fa stare meglio,
ma da ciò che promette di renderci più accettabili.
Resistere non significa rinunciare a crescere.
Significa scegliere obiettivi che non violentano il sistema nervoso.
Obiettivi che:
non nascono dalla paura di essere “sbagliati”
non chiedono di ignorare il corpo
non pretendono di funzionare sempre
Forse, quest’anno, migliorarsi può voler dire:
rallentare dove sei sempre in allerta
smettere di forzarti a “sentire giusto”
ascoltare ciò che non produce risultati immediati
Resistere al capitalismo limbico
è un atto psicologico, prima ancora che politico.

Ci sono ancora pochi posti disponibili. Per studentesse e studenti di scuola secondaria di secondo grado la partecipazio...
09/10/2025

Ci sono ancora pochi posti disponibili. Per studentesse e studenti di scuola secondaria di secondo grado la partecipazione ai seminari verrà riconosciuta da come attività di PCTO.

Ci sono ancora pochi posti disponibili. Per studentesse e studenti di scuola secondaria di secondo grado la partecipazio...
09/10/2025

Ci sono ancora pochi posti disponibili. Per studentesse e studenti di scuola secondaria di secondo grado la partecipazione ai seminari verrà riconosciuta come attività di PCTO.

Io e  vi aspettiamo: è il primo di 4 appuntamenti
03/10/2025

Io e vi aspettiamo: è il primo di 4 appuntamenti

25/09/2025
Grazie COSP Verona ETS per aver organizzato 4 incontri in cui parlerò di scenari futuri, paure, speranze, opzioni di sce...
22/09/2025

Grazie COSP Verona ETS per aver organizzato 4 incontri in cui parlerò di scenari futuri, paure, speranze, opzioni di scelta

4 incontri organizzati da  dove parlerò di futuro, paure, speranze, scenari, opzioni di scelta...
22/09/2025

4 incontri organizzati da dove parlerò di futuro, paure, speranze, scenari, opzioni di scelta...

La famiglia non può essere ridotta a una semplice somma di individui. È, in una prospettiva psicologica, un peculiare e ...
09/09/2025

La famiglia non può essere ridotta a una semplice somma di individui. È, in una prospettiva psicologica, un peculiare e complesso "organizzatore relazionale". Il suo compito più profondo e, per certi versi, "drammatico" – nel senso di un'azione complessa e potenzialmente conflittuale – è quello di tenere insieme varie differenze fondamentali che definiscono l'umano. In particolare mi riferisco alle differenze tra generi (maschile e femminile), tra generazioni (genitori e figli, ma anche nonni e nipoti) e tra stirpi (il ramo paterno e quello materno).
Questo compito-sfida, che si ripresenta ad ogni nuova nascita, è cruciale. La generatività familiare si realizza solo nella misura in cui i membri riescono a gestire queste differenze in modo produttivo e positivo. Il "generare" umano va ben oltre il semplice "riprodurre", che è tipico del mondo animale e ha come fine il mantenimento della specie, svanendo l'unicità del singolo. Al contrario, generare significa dare vita a una persona, potenziarne un essere unico e irripetibile. La persona, fin dalla nascita, ha valore in sé e si fa in relazione con l'altro. Il processo di "farsi persona" è intimamente legato alla cura altrui e alla prova della riuscita sta proprio nel desiderio di prendersi cura dell'altro, ovvero nella spinta generativa.

In questo contesto, la procreazione assume il carattere di un atto generativo. L'approccio si differenzia da un'ottica individualistica, oggi diffusa, dove il figlio è spesso visto come frutto della scelta del singolo e non del desiderio di una coppia collegata alle generazioni precedenti. Un tempo, il figlio era "figlio di famiglia" , mentre oggi il rapporto di filiazione tende a diventare l'unica forma di indissolubilità, e il figlio stesso istituisce la coppia. Ma la genealogia familiare, lungi dall'essere scomparsa, è semplicemente andata in ombra , pronta a riemergere, ad esempio, in caso di divorzi o successioni. In questo senso, generare è ancora oggi un processo complesso che coinvolge una rete relazionale non lineare.

venerdì 20 all'Esev ci sarà un importante convegno dove voci autorevoli si confronteranno sui temi dell'Age Diversity ne...
18/06/2025

venerdì 20 all'Esev ci sarà un importante convegno dove voci autorevoli si confronteranno sui temi dell'Age Diversity nelle aziende e nella nostra società.
Ci sarò anche io a portare la testimonianza di un corso, di cui sono stata co-docente, dove abbiamo lavorato su stereotipi, bias, comunicazione a partire dal fare... dove fare è martellare, trapanare, siliconare, stuccare....
Che nesso c'è tra un appartamento che è un cantiere in fase di ristrutturazione e le relazioni che si creano in un habitat professionale?
Venite venerdì per scoprirlo.

👷‍♂️ Cantieri per l’Age Diversity Management

Venerdì 20 giugno si terrà il seminario conclusivo ‘Nuovi orizzonti‘ del progetto Cantieri per l’Age Diversity Management, progetto ancora in corso.
Il progetto è nato per sensibilizzare sul tema della diversità di età nel settore edile e migliorare la cooperazione tra generazioni, il benessere dei lavoratori e la produttività e sostenibilità sociale dell’impresa. 🏗
I problemi attuali nel mondo dell’edilizia sono la perdita dei capisaldi esperti più anziani e la difficoltà di attrarre giovani lavoratori. Il settore necessita di nuovi metodi per contrastare la ‘Age Diversity’, abbattendo gli stereotipi e l’ageismo e supportando l’inclusione con politiche di welfare e aiuti di supporto psicofisico.

L’incontro sarà un’occasione per osservare i risultati di questo grande progetto e discuterne con gli addetti ai lavori (prof. Gosetti, prof. Checcucci, prof. Zanutto).

Gli esiti hanno confermato che per lavorare bene insieme, non serve avere la stessa età, ma avere lo stesso orizzonte 💪

📅 Venerdì 20 giugno
⏰ Dalle 9 alle 13
📍 Aula Magna della Scuola Edile di Verona ESEV-CPT.

Per il programma del seminario, visita il nostro sito 👉 https://www.esevcpt.it/nuovi-orizzonti-seminario-finale-cantieri-per-lage-diversity-management/

PER ISCRIVERSI 👉 https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeiauRXa7Qgk9IJdnbwktgw3QoHV-9heAZrSXLFCGimg__37w/viewform

Indirizzo

Via Miniscalchi Erizzo N 1 San Zeno Di Mozzecane
Villafranca Di Verona
37069

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