12/05/2014
Attenzione alla salute dei nostri amici.
"LA FILARIOSI"
I SINTOMI
Filariosi: un pericolo reale
La filariosi è un’insidiosa malattia parassitaria che colpisce cani e gatti. Esiste in due forme: la filariosi cardiopolmonare, dovuta a Dirofilaria immitis, e la filariosi sottocutanea, dovuta a Dirofilaria repens. Entrambi i parassiti sono piccoli vermi, tondi e bianchi, appartenenti alla classe dei Nematodi e sono trasmessi ai nostri animali dalle zanzare tramite il loro pasto di sangue. Pur essendo simili, danno però origine a patologie distinte.
La filariosi cardiopolmonare
Quando la zanzara punge un animale parassitato assume, insieme al sangue, le larve del parassita; queste restano nell’insetto per circa due settimane e sono poi pronte per essere inoculate, attraverso un’altra puntura, negli ospiti definitivi, cioè nel cane e nel gatto. Nell’organismo degli animali le larve evolvono nelle forme giovanili e attraverso il circolo sanguigno raggiungono il cuore, dove divengono vermi adulti. Le filarie adulte, quindi, si localizzano nel cuore e nei grossi vasi sanguigni e possono raggiungere dimensioni rilevanti (fino a 15 centimetri di lunghezza); Le filarie adulte si riproducono ed immettono in circolo le larve figlie (microfilarie) che, assunte dalle zanzare, andranno a colpire altri animali, chiudendo così il ciclo.
Filariosi sottocutanea
La filariosi sottocutanea, meno conosciuta, può colpire, a differenza di quella cardiopolmonare, anche l’uomo, costituendo una zoonosi.
Il ciclo biologico è analogo al precedente e la trasmissione avviene sempre tramite le zanzare. L’unica differenza è quella della localizzazione dei vermi adulti, che qui si stabiliscono nel sottocute. Negli animali il parassita è responsabile di forme cutanee. Nell’uomo il parassita non completa il proprio ciclo biologico e determina lesioni nodulari di 1-2 centimetri di diametro nel punto di inoculazione. Sono segnalate in letteratura medica anche forme oculari.
Il ciclo biologico delle filariosi ha nel cane una durata di 5-6 mesi. Una singola puntura di zanzara può trasmettere contemporaneamente entrambe le filariosi. I parassiti adulti sopravvivono a lungo negli animali, arrivando a una durata di 5-6 anni di vita.
I sintomi
Il cane contrae la malattia nel periodo che va da aprile a ottobre, quando sono presenti le zanzare. I primi sintomi compaiono tuttavia diversi mesi dopo l'infestazione, quando l'organismo reagisce contro il parassita e il cuore, danneggiato e sfiancato dalla presenza delle filarie, inizia a funzionare male. Il cane appare stanco, tossisce, è affannato anche dopo piccoli sforzi e, con il passare del tempo, diviene sempre più inappetente e depresso.
Si parla, in questo caso, di “sindrome da minor rendimento”. In seguito, il danno cardiocircolatorio si aggrava e la malattia si ripercuote negativamente su tutto l'organismo, provocando difficoltà respiratorie, accumulo di liquido a livello addominale ed anche problemi neurologici.
Se la filariosi cardiopolmonare non viene riconosciuta e curata, può portare a morte il cane.
UN PROBLEMA IN ESPANSIONE
In Italia, la filariosi cardiopolmonare è presente da centinaia di anni, nel Nord Italia e, in particolare, in tutta la Pianura Padana. Negli ultimi tempi, tuttavia, sono in costante aumento i casi di malattia anche in altre aree geografiche: in tutta la Toscana, nelle zone pianeggianti e costiere della Sardegna e in alcune aree della Sicilia e della Campania. La filariosi sottocutanea è presente nelle stesse zone, come anche in molte altre aree del centro-sud.
Tra le cause che hanno contribuito all'espansione della malattia, vi sono l'abitudine sempre più frequente a spostarsi insieme ai propri animali, ad esempio per le vacanze, e l'incremento demografico delle zanzare(prima di tutto la Culex pipiens, che si è adattata molto bene agli ambienti urbani e metropolitani) in conseguenza dell’evoluzione delle condizioni climatiche.
Nelle zone di origine del parassita i cani colpiti possono arrivare al 50-60% della popolazione.
Va inoltre sfatato il luogo comune che vuole che gli animali di casa non si ammalino; in realtà, non c’è cane che in estate non possa ve**re punto da una zanzara infetta. Una sola puntura di una zanzara infetta è sufficiente a trasmettere più larve del parassita e a causare la malattia. Proteggendo gli animali, infine, si protegge indirettamente anche l'uomo, riducendo i rischi di trasmissione della forma sottocutanea.
LA TERAPIA
La terapia della filariosi cardiopolmonare nel cane è complessa e prevede l'adozione di misure farmacologiche, che devono essere dosate attentamente dal Medico Veterinario in base allo stadio della malattia e allo stato di salute generale dell'animale. Nel cane, inoltre, se le filarie sono rimaste a lungo nel cuore dell'animale, questo resterà cardiopatico anche dopo la terapia, poiché il danno cardiaco non sempre è reversibile.