Studio di Psicologia e Psicoterapia Dott.ssa Sofia Solinas

Studio di Psicologia e Psicoterapia Dott.ssa Sofia Solinas servizio sanitario salute mentale supporto alla persona terapeuta EMDR
psicoterapeuta etno sistemico

Che gran paternità quella degli alberi, che sanno dare a ciascuno dei loro rami un cammino verso la luce.(Lorenzo Oliván...
24/12/2025

Che gran paternità quella degli alberi, che sanno dare a ciascuno dei loro rami un cammino verso la luce.
(Lorenzo Oliván)

Buone feste!

La sofferenza è sempre stata oggetto di business.Lo vediamo da decenni: industrie farmaceutiche che si sono arricchite f...
17/12/2025

La sofferenza è sempre stata oggetto di business.

Lo vediamo da decenni: industrie farmaceutiche che si sono arricchite fino a diventare potenze economiche globali, trasformando il dolore in opportunità di mercato.

Ma per molto tempo — nonostante tutto — la terapia è rimasta fuori da questa logica.

Un luogo umano, intimo, non replicabile.
Uno spazio dove il tempo si dilata, dove non si promettono soluzioni, ma si sostiene un processo, passo dopo passo.

Oggi però qualcosa è cambiato.

Startup con alle spalle milioni di euro in investimenti entrano nel nostro campo con logiche da e-commerce:
sedute in saldo, pacchetti promozionali, terapie vendute come abbonamenti.

“Acquista questo prodotto e ricevi un percorso di supporto psicologico”.

E io credo che, di fronte a questo scenario, sia giusto — e forse doveroso — prendere parola.

Perché la terapia non è una merce.
Non può esserlo.
Non lo sarà mai, se continuiamo a custodirne il senso.

Andare in terapia è un gesto profondo.

Un sì che arriva dopo giorni, mesi, anni di resistenza.
Un sì che nasce da una crepa, da una stanchezza che non regge più, da un filo sottile di speranza che torna a farsi sentire.
Un sì che non si compra, ma matura lentamente dentro una persona.

Chi arriva in terapia non sta facendo un acquisto.
Sta dicendo: non ce la faccio più da solo, non voglio più far finta, ho bisogno di qualcuno che regga con me quello che sto portando.

Questo gesto ha un peso simbolico enorme.

Ed è proprio questo peso che rischiamo di perdere quando la cura viene trattata come qualcosa che si compra — o, peggio ancora, che si regala.

La terapia è uno spazio particolare:
chi entra non porta un problema da eliminare, ma una storia che chiede di essere compresa, tenuta, riorganizzata.

Ridurre tutto questo a un prodotto vendibile è un rischio enorme.
Non solo per chi chiede aiuto, ma per la cultura della cura stessa.

Quando la cura viene trattata come una promozione, cambia il patto implicito.
Cambia il modo in cui il paziente si presenta.
Cambia il modo in cui il terapeuta viene percepito.

E, lentamente, cambia anche il nostro modo di stare nel ruolo.

Perché se ciò che offriamo è un servizio come un altro, allora anche il terapeuta diventa sostituibile.
Scambiabile.
Valutabile solo in termini di costo, velocità, soddisfazione immediata.

Ma la terapia non funziona così.
Non è rapida.
Non è garantita.
Non è misurabile con metriche di consumo.

La sua forza sta proprio nel fatto che non promette risultati immediati, ma una possibilità reale di cambiamento.
Una possibilità che richiede tempo, presenza, continuità, e una relazione che non può essere compressa in un modello di business.

“Quando la cura perde il suo peso, diventa più facile da comprare.
Ma smette di fare ciò per cui è nata.”
( Il terapeuta scalzo)

Il conflitto di molte persone risiede nello smisurato desiderio di intimità e nella paura di essa. Cosa può esserci tant...
16/12/2025

Il conflitto di molte persone risiede nello smisurato desiderio di intimità e nella paura di essa.
Cosa può esserci tanto da imbrigliare una persona così profondamente?

Per alcuni questo ha a che fare con la comprensione e l'accettazione dei propri limiti, il più diffuso l'accettazione del proprio stato di
uomini mortali.

E così pur di rifuggire la propria umanità si incorrono incontri sessuali a temperature elevate, sport estremi, sensazioni forti, scariche di adrenalina con il perenne risultato di solitudine interna e vuoto esistenziale.
Creare significati e significanti porta a nuove possibilità: invece di continuare ad inserire delle toppe, si opta per un telaio in cui tessere una stoffa più resistente e vivace di fronte alle sfide che la vita comporta.

14/12/2025
11/12/2025

𝗜𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝘀𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗺𝗲, 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗶𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲, 𝗺𝗮 𝗹'𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲: 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘃𝘂𝗼𝘁𝗼 𝗲 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼.
𝗗𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗶, 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗱𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼𝘀𝗮: 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹'𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲, 𝗺𝗮 𝗹𝗼 𝘁𝗲𝗺𝗶𝗮𝗺𝗼; 𝗯𝗿𝗮𝗺𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗮, 𝗺𝗮 𝗳𝘂𝗴𝗴𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗮 𝗹𝗲𝗶; 𝗮𝗱𝗼𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹'𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼, 𝗺𝗮 𝗱𝘂𝗯𝗶𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝘂𝗶.
𝗤𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗿𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼, 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗳𝗮 𝗮𝗴𝗴𝗿𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲 𝗻𝗲 𝘃𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗰𝘂𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝗻𝗼?
𝗠𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗼: 𝗹'𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗶𝘃𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗯𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮?
𝗘𝗱 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗮 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗳𝘂𝗴𝗴𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗻𝗶𝗲𝗻𝘁'𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗮𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗶 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗿𝗲𝗰𝗶𝗽𝗿𝗼𝗰𝗼.

𝗙ë𝗱𝗼𝗿 𝗗𝗼𝘀𝘁𝗼𝗲𝘃𝘀𝗸𝗶𝗷

09/12/2025

Pasolini diceva: "la tolleranza è solo e sempre nominale. Non conosco un esempio o caso di tolleranza reale. E questo perché una tolleranza reale sarebbe una contraddizione in termini.
Il fatto che si tolleri qualcuno è lo stesso che lo si condanni. La tolleranza è anzi una forma di condanna più raffinata".

Dialogo tra Zai Wo e Confucio. Zai Wo dice:"Se una persona che ama viene a sapere che un' altra persona è caduta in un p...
01/12/2025

Dialogo tra Zai Wo e Confucio.

Zai Wo dice:"Se una persona che ama viene a sapere che un' altra persona è caduta in un pozzo profondo, correrà al pozzo profondo e vi si getterà".

Confucio risponde:"Perché mai dovrebbe farlo? Una persona saggia si recherà forse al pozzo, ma non vi si getterà". Farà tutto il possibile per salvare il suo simile, ma non cadrà nella sua stessa sventura spinto da una cieca compassione".

Il cosiddetto amore per il prossimo svanisce nell'identificazione con lo sfortunato, e l'antico sentimento di non essere amati si diffonde di nuovo.

Questo spiega le frequenti depressioni di cui sono vittime coloro che, per carenza d'amore, cercano conforto nell'amore per il prossimo.

L'amore è indivisibile. Chi esclude se stesso dall'amore lo perde completamente.
(P. Schellenbaum)

La luce degli incendi a dicembre (M. Bussola)
26/11/2025

La luce degli incendi a dicembre (M. Bussola)

Se un uomo vi picchia e vi chiede scusa, un po' come nel film della Cortellesi, in cui il marito il giorno successivo ad...
25/11/2025

Se un uomo vi picchia e vi chiede scusa, un po' come nel film della Cortellesi, in cui il marito il giorno successivo ad "una scarica di botte" le dice "mi dispiace per ieri ero un po' nervoso", ricordate che una scusa può considerarsi tale solo la persona che l'ha pronunciata non ripete assolutamente il comportamento, altrimenti non sono scuse ma solo un modo di deresponsabilizzarsi dalle proprie azioni e salvare la faccia.
Chiedere scusa non è sempre sinonimo di pentimento, non lasciatevi ingannare da questo genere di formalità.
Chi alza le mani un volta e non chiede aiuto per imparare a gestire la propria impulsività legata ad emozioni quali rabbia, gelosia, impotenza, senso di minaccia, paura, insicurezza, sospettosità, scetticismo e molto altro ancora, tenderà a ripetere ciò che conosce.

E in ultimo e non per minore importanza, l'amore non salva tutto e non salva tutti, molto spesso questa idea romantica convince molte donne a rimanere

Due people pleaser vogliono darsi appuntamento...Invece di mettersi d'accordo sull'ora e sul luogo, parte uno scambio in...
12/11/2025

Due people pleaser vogliono darsi appuntamento...
Invece di mettersi d'accordo sull'ora e sul luogo, parte uno scambio infinito di:" Decidi tu!", "No, no, decidi tu, a me va bene tutto".
"No decidi TU, a me va ancora più bene che a te!".. il people pleasing non è una malattia riconosciuta, ma può sfociare nel burnout, a sua volta definito"sindrome " e non "malattia".
Tuttavia succede che provochi depressione, disturbi d'ansia o sintomi fisici quali pressione alta, problemi cardiaci, intestinali e mal di testa.
La sindrome di burnout colpisce soprattutto le persone che si occupano degli altri: il termine fu coniato da Freudenberg nel 1974 per descrivere i disturbi di chi lavorava in ambito sociale o medico - infermieristico e si prodigava talmente tanto per gli altri da dimenticare di prendersi cura di sé (Wittwer,74, 2025)

Il narcisista sta alla cicala,Così come l'empatico alla formica.    ( le favole raccontano crude verità).
11/11/2025

Il narcisista sta alla cicala,
Così come l'empatico alla formica.
( le favole raccontano crude verità).

Mia, film con tematiche super attuali fra la relazione tossica, le difficoltà genitoriali, il primo amore, la compiacenz...
09/11/2025

Mia, film con tematiche super attuali fra la relazione tossica, le difficoltà genitoriali, il primo amore, la compiacenza dei figli perfetti, l'incontro con la sessualità, la gelosia "borderline", la manipolazione, la fragilità adolescenziale e il revenge p***o.

Indirizzo

Via Papa Giovanni XXI N°23
Viterbo
01100

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