05/05/2026
Fare i conti con il limite
Psicoanalisi, esistenzialismo e neuroscienze per una clinica integrata
Nella pratica clinica, il tema del limite attraversa trasversalmente pressoché ogni situazione terapeutica. Non si tratta soltanto del limite come regola o come interdizione — il confine del setting, il tempo della seduta, il denaro — ma di qualcosa di molto più strutturale: il limite come condizione costitutiva dell'esistenza umana. Siamo esseri finiti, dipendenti, separati. Il modo in cui ciascuno di noi ha imparato — o non imparato — a fare i conti con questa verità di fondo determina in larga misura la qualità della vita psichica, delle relazioni e della capacità di affrontare le inevitabili frustrazioni dell'esistenza.
In questo articolo si propone una lettura integrata del rapporto con il limite che muove dalle radici teoriche più profonde — la psicoanalisi freudiana e lacaniana, il pensiero esistenzialista — per attraversare la psicologia dello sviluppo e la teoria delle relazioni oggettuali, arricchirsi dei contributi intersoggettivi e transgenerazionali, e approdare infine alle neuroscienze contemporanee. La prospettiva clinica — centrata sul modello focale di psicoterapia breve integrata e sul continuum deficit/conflitto elaborato da Zapparoli — completa un quadro che aspira a essere al tempo stesso teoricamente fondato e clinicamente utile.
Il limite, in questa lettura, non è né un concetto normativo né una categoria psicopatologica.
Psicoanalisi, esistenzialismo e neuroscienze per una clinica integrata Nella pratica clinica, il tema del limite attraversa trasversalmente pressoché ogni si...