Dr.ssa Vanda Fontana - Studio di Psicoterapia

Dr.ssa Vanda Fontana - Studio di Psicoterapia Psicoterapia:
sistema di pratiche della psicologia clinica per la cura e percorso di conoscenza

Oggi, in Salute del Messaggero
17/01/2026

Oggi, in Salute del Messaggero

Sclerosi multipla, individuate le cause all'origine della malattia. Nuovi dati confermano il legame tra il virus di Epstein-Barr, un virus molto comune che spesso non causa alcun sintomo, e la...

https://www.lafune.eu/author/pietrogiordano/"(...) esiste anche un’altra scuola, quella che difende l’apparenza, che tem...
11/01/2026

https://www.lafune.eu/author/pietrogiordano/

"(...) esiste anche un’altra scuola, quella che difende l’apparenza, che teme lo scandalo più del dolore, che considera il conflitto un fastidio e non una responsabilità. Esistono l’una e l’altra in Italia"

https://www.facebook.com/share/p/17hcYsGSwK/
09/01/2026

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📢 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 “𝗕𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗢𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗲 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝗱𝗮”

Grazie all’elevato numero di prenotazioni, l’evento di presentazione del nuovo documento redatto dal Gruppo di Lavoro Benessere Organizzativo dell’Ordine Psicologi Lazio sarà accessibile anche in modalità online, per consentire la più ampia partecipazione possibile.

Il documento, frutto della collaborazione tra esperti e professionisti del settore, propone una riflessione aggiornata sul benessere nelle organizzazioni e sul suo legame con temi sempre più centrali quali inclusione della diversità, soft skills, rischi psicosociali e transizioni tecnologiche.

🔗 Leggi il documento completo: https://ordinepsicologilazio.it/post/bisogni-in-azienda

📅 12 gennaio 2026 | 15:45 – 17:30
📍 In presenza presso la sede dell’Ordine Psicologi Lazio, via Ostiense 131/L
💻 Online sulla piattaforma Zoom

Un’importante occasione di approfondimento e confronto per contribuire alla crescita della comunità professionale delle psicologhe e degli psicologi del lavoro.

👉 Prenotazione obbligatoria: https://ordinepsicologilazio.it/eventi/benessere-organizzativo

31/12/2025

2026 volte PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE PACE....

27/12/2025

La relazione amorosa non può prescindere dalla relazione di attaccamento, nel senso che la prima si inserisce e sviluppa all'interno di una relazione di attaccamento, la quale può avere le caratteristiche dell'attaccamento sicuro o dell'attaccamento insicuro. Ora, essendo l'attaccamento soggetto a tale duplice caratterizzazione, possiamo considerare amore il sentimento che nasce all'interno di due individui che presentano uno stile di attaccamento sicuro, condizione necessaria perché il sentimento amoroso possa crescere e arricchirsi delle specificità dei due amanti. Una relazione amorosa in cui uno o entrambi i partners hanno uno stile insicuro è possibile, ma si rende necessario un percorso di conoscenza e consapevolezza dei rischi a cui andrebbero incontro gli amanti se non affrontassero l'inevitabile dipendenza affettiva caratterizzata in primis dall'impossibilità di entrambi di esprimere le proprie peculiarità e differenze, condizione questa essenziale perché l'amore possa essere vissuto effettivamente.

Per eventuali approfondimenti si considerino i seguenti aspetti:

- la relazione amorosa adulta si innesta e replica le dinamiche dei primi legami di attaccamento infantili, potendo essere sicura o insicura; l'amore vero fiorisce in un contesto di attaccamento sicuro, che permette l'espressione individuale, mentre un attaccamento insicuro (ansioso, evitante) in coppia genera spesso dipendenza affettiva, gelosia e difficoltà nell'esprimere sé stessi, richiedendo consapevolezza per evitare schemi disfunzionali e coltivare l'autenticità.

- Stili di attaccamento e amore:
Attaccamento Sicuro
È la base per un amore maturo. Permette ai partners di sentirsi liberi di esplorare e crescere, sapendo di avere una "base sicura" nell'altro. Si basa su fiducia reciproca, vicinanza emotiva e indipendenza.

- L'Attaccamento Insicuro deriva da esperienze infantili di carenza di cura e si manifesta in coppia con la presenza di Ansia, ovvero del timore di abbandono, con la ricerca costante di rassicurazione, con la gelosia e la fusionalità.

- L'attaccamento Evitante: difficoltà nel coinvolgimento emotivo, desiderio di indipendenza eccessiva, paura dell'intimità.

- Vi è un terzo tipo di Attaccamento Insicuro, detto Disorganizzato: è caratterizzato da comportamenti contraddittori, spesso legati a traumi, che rendono difficile costruire un legame stabile.

- Amore vs. Dipendenza Affettiva
a) Amore (sicuro): due individui completi che scelgono di stare insieme, arricchendosi a vicenda, mantenendo la propria individualità.
b) Dipendenza Affettiva (insicura): bisogno dell'altro per sentirsi completo, paura della separazione, impossibilità di esprimere le proprie esigenze se non coincidono con quelle del partner, con rischio di soffocamento.

- La chiave: Consapevolezza.
Riconoscere il proprio stile di attaccamento è cruciale. Solo attraverso la conoscenza di sé si può affrontare la dipendenza affettiva e trasformare i vecchi schemi disfunzionali in nuovi schemi di relazione libera e matura.
L'amore richiede l'accettazione reciproca delle differenze, fondamentale per la crescita individuale e di coppia, superando la necessità di controllo o di fusione totalizzante.

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17/12/2025

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𝐃𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐢𝐮𝐭𝐨? 𝐈𝐥 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

Sono sempre più frequenti gli episodi di cronaca che dimostrano la debolezza o la sostanziale irrilevanza, in troppi casi, delle misure di sicurezza adottate nella prevenzione dei femminicidi. Quando la situazione è grave (e la gravità degli esiti é sempre legata alla gravità della psicopatologia) braccialetti elettronici e divieti di avvicinamento, arresti domiciliari e arresti preventivi in carcere, infatti, non sono in grado di garantire la sicurezza delle vittime designate dalla violenza dei loro persecutori.
Un’analisi più attenta di queste situazioni è a questo punto assolutamente necessaria se vogliamo davvero evitare anche in questi casi ( ripeto, i più gravi) il disastro del femminicidio e delle stragi famigliari ed io partirei per affrontarla da una riflessione su quello che è il punto di partenza di quasi tutte queste tragedie. Quella cui ci troviamo di fronte nella gran parte dei casi, infatti, è una crisi familiare o di coppia all’interno della quale la donna è arrivata a considerare la necessità di una rottura della relazione con il suo marito o compagno: marito o compagno che non accetta la separazione e vive questa richiesta come un attacco inaccettabile. La denuncia al magistrato è diventata, in molte di queste condizioni, un tentativo di forzare la situazione con quella che lui percepisce come una minaccia di abbandono ed ha come effetto immediato un aumento del risentimento e della rabbia, due emozioni che diventano sempre più pericolose in persone instabili in una condizione di grande sofferenza: una sofferenza di cui ci si scorda dopo, quando si trasforma in aggressione f***e, ma di cui ci si sarebbe potuti preoccupare prima evitando l’innesco della violenza. Rendendosi conto del fatto per cui la violenza altro non è, per gli esseri umani, che la reazione ad una situazione di dolore (un lutto ) sentito come insostenibile ed inevitabile.
Se tutto questo ha un senso, però, almeno in un certo numero di casi, quello che dovremmo chiederci è se la decisione di affrontare il disagio legato a questo tipo di crisi con la denuncia all’autorità giudiziaria sia sempre la cosa migliore da fare.
Mi capita spesso, nella mia pratica di lavoro con le coppie e nella supervisione ai terapeuti che lavorano nei consultori di affrontare situazioni in cui, invece di ricorrere al magistrato, le donne che iniziano a vivere delle situazioni di crisi ed a subire dei soprusi pensano alla separazione e chiedono aiuto per i problemi della loro famiglia o della loro coppia. Coinvolgere il marito o il compagno in un lavoro di terapia è possibile soprattutto se la relazione è importante per lui e può essere estremamente utile in molti di questi casi per aiutare lui e lei a valutare la possibilità di modificare le condizioni del loro rapporto o di interromperlo sulla base di una riflessione comune.
La violenza è sempre dietro l’angolo in tutte queste situazioni anche quando si arriva ad accettare l’idea di un percorso di terapia. Quello che mi sento di poter testimoniare sulla base di un’esperienza che dura ormai da tanti anni, però, è che l’esito di tutti questi interventi è sempre in grado di far sì che la violenza non esploda nelle coppie che riescono a chiudere aiuto.
Quella di cui ci sarebbe bisogno e che ancora non c’è, però, è la capacità di uscire, nel pensare comune, dalla tendenza a giudicare parlando sempre e soltanto di buoni che hanno ragione e di cattivi che hanno torto e rendendosi conto invece della complessità di ciò che accade fra le persone e nelle persone. Ma occupandosi anche, concretamente, della necessità di mettere in piedi una rete di servizi (i consultori e i centri per le famiglie ) in grado di dare in prima istanza risposte più rapide ed adeguate di quelle offerte dai Tribunali, cui si farà sempre in tempo ad arrivare, al lutto ed alle conseguenze del dolore umano.

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30/11/2025

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Parlare di educazione affettiva e sessuale a scuola significa offrire a ragazze e ragazzi strumenti per comprendere sé stessi, le relazioni e il rispetto reciproco.

Il testo di questo mese – intenso e illuminante – ci ricorda quanto sia importante creare momenti strutturati e sicuri, guidati da professioniste e professionisti formati, capaci di ascoltare, rispondere e accompagnare gli studenti nelle domande che ogni giorno emergono spontaneamente nelle classi.

Promuovere questi spazi significa investire nel benessere, nella consapevolezza e nella crescita delle nuove generazioni.

Il testo è di Nicolò Targhetta e la grafica di Amandine Delclos.


Buona lettura!

- Prof?
- Sì?
- Massimo mi ha chiamata tr***.
- Cos’è che ha fatto?
- Mi ha chiamata tr***.
- Ma è gravissimo. Adesso ci fermiamo un attimo e affrontiamo per bene la questione.
- Grazie prof.
- Aspetta, ce l’hai il consenso?
- Il consenso?
- Il consenso firmato dei tuoi per poter fare educazione sentimentale e sessuale a scuola?
- No.
- Sicura?
- Sì.
- Va bene, T***a era un’antica città dell’Asia Minore, resa celebre dai poemi omerici per la lunga guerra scoppiata dopo il rapimento di Elena. Hai domande?
- Non ho capito.
- Tranquilla, poi approfondiamo quando leggiamo l’Iliade.
- Ma prof, io veramente…
- Qualcun altro?
- Prof, Sara mi ha detto che il mio corpo fa schifo.
- Terribile, davvero terribile. Questa è violenza verbale, e io sono pronto a spiegarti tutto dopo che, cortesemente, mi hai mostrato il consenso firmato dei tuoi.
- Non ce l’ho.
- Lo sapevi che nell’arte greca il Corpo Ideale nel canone di Policleto prevedeva proporzioni precise, che peraltro oggi considereremmo irrealistiche?
- Mi ha fatto piangere.
- Mi dispiace, ma hai qualche domanda su Policleto?
- No.
- Benissimo, e anche questa è fatta.
- Prof, ieri un ragazzo mi ha toccata senza che io glielo chiedessi.
- Cosa?
- Ieri un…
- Consenso firmato?
- No.
- E allora fisica: quando due corpi entrano in contatto...
- Veramente io vorrei sapere cosa devo fare se succede ancora.
- Non posso dirtelo senza consenso firmato dai tuoi. Quello che posso dirti è l’anno della caduta dell’Impero Romano d’Occidente.
- Prof, i miei amici dicono che se non faccio certe cose sono uno sfigato. Lei che dice?
- Consenso firmato?
- No.
- E allora, caro mio, io dico 476 d.C.
- Prof, è normale che il mio ragazzo si arrabbi se esco con altre persone?
- Consenso firmato?
- No.
- La Carta delle Nazioni Unite del 1945 dice che ogni entità sovrana ha diritto alla libera autodeterminazione.
- Prof, mi ha chiesto una foto… e se poi la manda in giro?
- Nel Rinascimento il concetto di nudo…
- Prof ci spiega il consenso?
- Hai il consenso firmato dei tuoi?
- No.
- E allora senza consenso non posso spiegarti il consenso.
- Prof.
- Sì?
- Non stiamo capendo niente.
- Ah, voi non state capendo niente? Immaginate di essere me, intrappolato in un doppio paradosso. Da una parte per fare educazione affettiva ho bisogno di un consenso dei vostri genitori. Consenso che prevede la visione preventiva di tutto il materiale del corso, cosa che fra parentesi non accade per le altre materie. Senza scomodare l’articolo 33 della Costituzione, ci sarebbe anche da far notare che questo sottintende neanche troppo velatamente che i genitori sappiano meglio della scuola cosa serva ai ragazzi dal punto di vista educativo. Dall’altra parte, per quanto la scuola possa definire quali siano le esigenze dei ragazzi, non sempre riesce a mettere in pratica questa risposta a una necessità sempre più evidente. Perché questa educazione è spesso affidata a noi docenti che con le nostre lauree non abbiamo neppure ricevuto una formazione specifica che ci aiuti a trattare al meglio un argomento così complesso e delicato.
E l'Italia è l'unico paese europeo che non ha gli psicologi scolastici come figura strutturata.
- E quindi?
- E quindi indovina chi rimane fregato? Bravissimi, giù le mani.

29/11/2025
I modelli linguistici non capiscono ciò che producono.Generano frasi plausibili dal punto di vista statistico, non signi...
16/11/2025

I modelli linguistici non capiscono ciò che producono.
Generano frasi plausibili dal punto di vista statistico, non significati costruiti.

di Walter Quattrociocchi Riportiamo qui altre riflessioni di Walter Quattrociocchi, professore ordinario di Informatica presso l’università di Roma “La Sapienza”, a proposito di i…

Indirizzo

Via Vetulonia, 21
Viterbo
01100

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 12:00

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