Stefano Scatena Psicologo e Psicoterapeuta

Stefano Scatena Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo e Psicoterapeuta, divulgatore scientifico Psicoterapia

24/01/2026

🔺 La psicologia dell’uomo di Neanderthal

L’uomo di Neanderthal non era un “bruto primitivo”.
Era un essere umano con una vita emotiva complessa, legami affettivi stabili e una sorprendente capacità di cura.

👉 Sepelliva i morti
👉 Accudiva i membri feriti del gruppo
👉 Viveva in comunità piccole, fortemente coese

Dal punto di vista psicologico, Neanderthal era probabilmente meno orientato alla competizione e più alla sopravvivenza relazionale.
La sua forza non stava nel dominare, ma nel restare insieme.

Homo sapiens ha vinto sul piano evolutivo non perché “migliore”, ma perché più adattabile, più narrativo, più capace di creare simboli e miti condivisi.
Ma Neanderthal ci ricorda una verità scomoda:
👉 senza legame non c’è mente.

Forse oggi, in un mondo iper-performante e iper-individualista, un po’ di psicologia neanderthaliana — meno ego, più gruppo — ci farebbe bene.

23/01/2026

🔺 Il panico come scissione tra l’aspetto razionale e l’aspetto emotivo della

❤️

21/01/2026

🔺 Psicologia del tiro: quando il gesto conta più del colpo

No, non è un post pro-armi.
E no, non è un’ode alla violenza.

È una nota psicologica.

Tenere in mano un fucile a p***a ha un effetto curioso:
la mente rallenta.
Non per magia, ma per necessità.

Non c’è spazio per l’impulsività.
Non c’è spazio per la distrazione.
Il “vabbè, poi vediamo” qui non funziona molto.

Ogni micro-gesto chiede:
• presenza
• controllo
• responsabilità

Il respiro prima si accorcia, poi si sistema.
L’attenzione si restringe.
Il corpo, stranamente, collabora.

Non è adrenalina.
È consapevolezza del rischio.
Che è una cosa diversa, e di solito più utile.

Dal punto di vista psicologico, il tema non è l’arma.
È l’esperienza del limite:
sapere che certi gesti non ammettono leggerezza.

In alcuni fa emergere aggressività.
In altri, l’opposto: autocontrollo.

👉 La psicologia non fa morale sugli oggetti.
Osserva cosa succede nella testa di chi li impugna.

E spesso, quello che si impara non è a colpire meglio.
Ma a fermarsi un attimo prima.

19/01/2026
19/01/2026



🔺mi aspettano, se tutto va bene, la Lituania, la Lettonia e l’Estonia.

-18!!

18/01/2026

🔺 Gogne pubbliche prima dei processi

Da psicologo vedo un rischio serio: quando una persona viene esposta e giudicata pubblicamente prima di un processo, il danno psicologico è già fatto.
La gogna attiva meccanismi primitivi: rabbia collettiva, semplificazione, bisogno di un colpevole.
Ma la giustizia non è una story, né un tribunale emotivo.

Anche se poi arriva un’assoluzione, l’identità della persona resta marchiata.
E quando normalizziamo la gogna, stiamo insegnando che l’emozione vale più dei fatti.

La tutela non è solo giuridica: è anche psicologica.
Per tutti.

🔺 La frammentazione dell’IoQuando una persona vive stress prolungato, traumi relazionali o conflitti interni non mentali...
15/01/2026

🔺 La frammentazione dell’Io

Quando una persona vive stress prolungato, traumi relazionali o conflitti interni non mentalizzati, l’Io può frammentarsi: parti che sentono, pensano e reagiscono in modo incoerente tra loro.
Non è “pazzia”. È un tentativo di sopravvivenza.

👉 Si manifesta come:
• oscillazioni emotive improvvise
• vuoti, confusione identitaria
• auto-svalutazione alternata a ipercontrollo
• sensazione di “non essere un tutt’uno”

Cosa fa la terapia (in concreto)

Non “ricompone a forza”. Integra.

Tecniche cliniche utili:
1. Stabilizzazione – regolazione del sistema nervoso (respiro, grounding, routine).
2. Mappatura delle parti – dare nome e funzione ai diversi stati dell’Io.
3. Mentalizzazione guidata – trasformare l’impulso in significato.
4. Dialogo interno strutturato – far cooperare le parti, non zittirle.
5. Costruzione di continuità narrativa – una storia coerente di sé.

🎯 Obiettivo: non eliminare le parti, ma farle lavorare insieme sotto un Io adulto, stabile e compassionevole.

La frammentazione si cura con tempo, sicurezza e relazione, non con scorciatoie.

14/01/2026

🔺 Perché oggi nessuno fa più il primo passo?

Non è timidezza.
È paura del rifiuto, iper-esposizione, giudizio immediato.

La tradizione per cui “l’uomo ci prova” si è incrinata,
ma non è stata sostituita da una nuova grammatica dell’incontro.
Risultato? Tutti aspettano, nessuno rischia.

I giovani non sono meno desideranti:
sono più spaventati.
Di sembrare invadenti, ridicoli, sbagliati.
E così l’inizio – che è sempre imperfetto – viene rimandato all’infinito.

Il problema non è chi deve fare il primo passo.
Il problema è aver dimenticato che il rifiuto non è una colpa
e che senza rischio non nasce nessuna relazione.

14/01/2026

BISOGNA ASPETTARE!😅

****Inizia il nuovo gruppo di Psicoterapia!**** Vi racconto una breve storia importante. (PER VOI)Io sono uno Psicoterap...
13/01/2026

****Inizia il nuovo gruppo di Psicoterapia!****
Vi racconto una breve storia importante. (PER VOI)
Io sono uno Psicoterapia sia individuale sia di gruppo. E ho condotto nella vita tanti, tanti gruppi, con ottimi risultati.
Ho notato però negli ultimi 15 anni una progressiva diminuzione dell'interesse nella partecipazione alla terapia di gruppo, e un fortissimo aumento della terapia individuale.
La società è sempre più individualista: non fidandoci degli altri, ovvio che accade questo.
I partecipanti del gruppo hanno il segreto, proprio come i terapeuti.
Eppure:
La terapia di gruppo abbatte (ABBATTE) la solitudine, è efficacissima per moltissime sofferenze psichiche comuni, COSTA MOLTO DI MENO.
Voglio andare controcorrente e tornare ANCHE al gruppo.
Si svolgerà presso il mio studio in via San Lorenzo 37 a Viterbo alle 18:30 il martedi; durerà un'ora e un quarto;
Per partecipare potete mandarmi un whatsapp al 328/8135777.
Ci sono 5 posti in tutto.

🔺 Dipendenza e felicità funzionano in modo molto diverso.La dipendenza non è solo una questione di sostanze o comportame...
12/01/2026

🔺 Dipendenza e felicità funzionano in modo molto diverso.

La dipendenza non è solo una questione di sostanze o comportamenti.
È quando, col tempo, sempre meno cose riescono a farti stare bene.
Il piacere si restringe, si concentra, diventa rigido.

La felicità non è essere sempre felici.
È quando le cose che ti danno piacere aumentano, si diversificano, si allargano:
relazioni, interessi, esperienze, significati.

In terapia, spesso, il lavoro non è “togliere qualcosa”,
ma aiutare la persona a tornare ad avere più possibilità.





12/01/2026

Come scaldare il caffè, dall’amico Frizze

Indirizzo

Via San Lorenzo 37
Viterbo
01100

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