Dottoressa Giulia Muzi Pediatra

Dottoressa Giulia Muzi Pediatra Medico Chirurgo, Specialista in Pediatria con indirizzo Gastroenterologico. Ecografia Pediatrica e Neonatale.

❤️🩺
22/03/2026

❤️🩺

Mothers should never feel ashamed to breastfeed their babies.
🤱🏻🤱🏼🤱🏽🤱🏾🤱🏿🤱

From a glass of water, a chat with a friend, or a comfortable space, we can all help respect the rights of mums to breastfeed anytime, anywhere.

Let's all step up to support mums!

15/03/2026

"BAMBINI CHE NON MANGIANO NIENTE" e NEOFOBIA ALIMENTARE 🩺❤️👌

La neofobia alimentare è la riluttanza a mangiare cibi nuovi o non familiari.

Riguarda principalmente frutta, verdura e legumi tipici della Dieta Mediterranea.

È una normale fase dello sviluppo che si verifica tanto nei bambini che nelle bambine. La neofobia alimentare generalmente raggiunge il picco tra i 2 ed i 6 anni per poi diminuire gradualmente fino all'età adulta.

Il rischio è quello di consumare una dieta con una qualità nutrizionale inferiore, che potrebbe avere un impatto sulla salute e sullo sviluppo dei bambini.

👌 Incoraggiare i bambini NEL MODO GIUSTO ad ampliare le proprie scelte alimentari è cruciale per promuovere la salute!

😃 Se riguarda il tuo bambino o la tua bambina, parlane con la Pediatra di fiducia 🩺

14/03/2026

7 consigli per una buona notte 🩺😴❤️✨

L'   infantile è una condizione di salute complessa. ⚖️ Non è solo una questione di peso, ma di benessere globale del ba...
04/03/2026

L' infantile è una condizione di salute complessa.

⚖️ Non è solo una questione di peso, ma di benessere globale del bambino.

🗣️ Le parole utilizzate in famiglia possono incidere sull’autostima, sulla motivazione e sull’adesione al percorso di cura.

❤️🩺 Esiste una guida pratica per affrontare il tema del peso in modo corretto, rispettoso e orientato alla salute. Si tratta di uno strumento concreto, pensato per aiutare le famiglie a parlare di obesità senza giudizio e a promuovere abitudini sane nel quotidiano.

📘😃 La guida è disponibile qui 👇👇👇
https://sip.it/2025/02/07/come-parlare-di-peso-con-tuo-figlio-senza-timori-una-guida-sip/

Quando parliamo di obesità infantile parliamo di una condizione di salute complessa, che coinvolge aspetti metabolici, psicologici e relazionali. Non è solo una questione di peso, ma di benessere globale del bambino.

Come pediatri sappiamo quanto sia importante intervenire in modo precoce e appropriato. Sappiamo anche che le parole utilizzate in famiglia possono incidere sull’autostima, sulla motivazione e sull’adesione al percorso di cura.

Per la Giornata Mondiale contro l’Obesità 2026, la Società Italiana di Pediatria ricorda ai genitori che esiste una guida pratica per affrontare il tema del peso in modo corretto, rispettoso e orientato alla salute.

Uno strumento concreto, pensato dalla SIP per aiutare le famiglie a parlare di obesità senza giudizio e a promuovere abitudini sane nel quotidiano.

La guida è disponibile qui 👉 https://sip.it/2025/02/07/come-parlare-di-peso-con-tuo-figlio-senza-timori-una-guida-sip/

DISTURBI SPECIFICI DELL' APPRENDIMENTO, 4 COSE DA SAPERECari Genitori,oggi vorrei dedicare il post ad un argomento di cu...
01/03/2026

DISTURBI SPECIFICI DELL' APPRENDIMENTO, 4 COSE DA SAPERE

Cari Genitori,
oggi vorrei dedicare il post ad un argomento di cui poco si parla ma che è bene conoscere, quello dei disturbi specifici dell’apprendimento, o DSA.

1. CHI RIGUARDANO?
Questi disturbi riguardano bambini con un'intelligenza nella norma, con adeguate opportunità d’istruzione e che non hanno problemi neuromotori, sensoriali (ad esempio della vista o dell’udito) o della sfera emotiva o psicopatologica.

Spesso i bambini con DSA hanno familiari che presentano o hanno presentato a loro volta un disturbo simile.

2. QUAL È LA CAUSA?
Secondo le ricerche attualmente più accreditate, i DSA hanno un’origine neurobiologica e sono dovuti ad un alterato funzionamento delle regioni cerebrali coinvolte nei processi di apprendimento.

3. FALSI MITI:
I DSA non dipendono dall'impegno, dall'esercizio, da traumi infantili o dalla volontà del bambino.

4. COME SI MANIFESTANO?
Sono coinvolte nei DSA le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo, che vengono generalmente acquisite entro il secondo ed il terzo anno della scuola primaria.

Ad esempio, un bambino con DSA potrebbe impiegare molto tempo per leggere, farlo con fatica ed in modo poco fluido, commettendo errori e facendo difficoltà a comprendere il testo.

Un bambino con DSA potrebbe avere difficoltà nell’applicare le regole ortografiche, durante la scrittura, come l’uso delle doppie, della lettera “h”, degli accenti e potrebbe utilizzare la punteggiatura in modo scorretto.

Un bambino con DSA potrebbe fare fatica a memorizzare le tabelline, a svolgere i calcoli a mente, a memorizzare le formule oppure potrebbe faticare ad associare un numero alla quantità.

Con gli strumenti adeguati, un bambino con disturbo specifico dell'apprendimento può seguire il programma previsto per la sua classe, ma è importante arrivare alla diagnosi per poter adottare le strategie adeguate!

In caso di sospetto di DSA è opportuno parlarne con la Pediatra.

Il post è stato interessante? Scrivilo nei commenti!

INTOLLERANZA AL LATTOSIO NEI BAMBINI🧐🥛Cari genitori, vorrei parlarvi di intolleranza al lattosio, spesso oggetto di dubb...
27/02/2026

INTOLLERANZA AL LATTOSIO NEI BAMBINI🧐🥛

Cari genitori,
vorrei parlarvi di intolleranza al lattosio, spesso oggetto di dubbi e timori durante le visite.

Come si manifesta?
Con diarrea, mal di pancia, gonfiore addominale, flatulenza, nausea e qualche volta, può verificarsi anche vomito.

Quando si manifesta?
Questi sintomi iniziano da mezz'ora a 2 ore dopo l'assunzione di latte o dei derivati e spariscono spontaneamente in breve tempo.

Perché succede?
L'intolleranza al lattosio si verifica quando l'organismo non riesce digerire adeguatamente il lattosio che si trova nel latte e nei prodotti lattiero-caseari. Questo succede quando la lattasi, un enzima fondamentale per la digestione del lattosio, è poca o assente nell'intestino.

👉 Ma attenzione, vorrei dirvi una cosa importante:

La lattasi ha un'attività elevata durante i primi mesi di vita, infatti nel neonato il latte rappresenta l'unica fonte di nutrimento.

Con l'avvio dell'alimentazione complementare, cioè con l'introduzione graduale di nuovi alimenti e la progressiva riduzione del latte materno, l'attività della lattasi inizia a diminuire.

Per questo, l'intolleranza al lattosio è considerata una condizione fisiologica più che una vera e propria malattia!

Infatti, la causa principale dell'intolleranza al lattosio è una condizione comune nel bacino del mediterraneo:
la naturale riduzione della funzione dell'enzima lattasi con l'avanzare dell'età.

🧐 Esistono altre cause di intolleranza al lattosio?

Si, certo, l'intolleranza al lattosio può verificarsi dopo un episodio di diarrea acuta, nella "sindrome post-enteritica", in maniera spesso temporanea. Si tratta di un deficit secondario di lattasi, dovuto ai danni causati dall'infezione e dall'infiammazione, che possono ridurne la produzione.

L'intolleranza al lattosio può verificarsi anche in caso di malassorbimento intestinale, come ad esempio, nella celiachia.

Esiste anche una condizione estremamente rara, quella del deficit congenito di lattasi: una situazione grave che interessa i neonati e che richiede interventi dietetici immediati.

Spero che questo post sia stato utile a chiarire alcuni dubbi.

Ricordatevi che l'intolleranza al lattosio nei bambini può andare a ridurre il benessere generale, in caso di sintomi non fate da soli ma rivolgetevi alla/al Pediatra! 🩺❤️🤗

Il freddo fa ammalare i bambini...o no?! 🤨SCOPRIAMOLO INSIEME ❤️ 🩺
18/02/2026

Il freddo fa ammalare i bambini...o no?! 🤨

SCOPRIAMOLO INSIEME ❤️ 🩺

Cari Genitori,oggi vorrei parlarvi di OSAS, che significa “sindrome delle apnee ostruttive nel sonno”, un disturbo dei b...
07/12/2025

Cari Genitori,
oggi vorrei parlarvi di OSAS, che significa “sindrome delle apnee ostruttive nel sonno”, un disturbo dei bambini caratterizzato dall’ostruzione intermittente delle alte vie aeree che interrompe la normale ventilazione, altera il sonno e lo scambio dei gas nel sangue.

L’OSAS riguarda soprattutto i bambini tra i 2 ed i 6 anni ed i principali fattori di rischio per questa sindrome sono l’ipertrofia adenotonsillare e l’obesità.

COME SI MANIFESTA?

DI NOTTE:
- russamento abituale
- respirazione a bocca aperta
- movimenti toracici e/o addominali anomali
- sonno agitato con pause respiratorie
- risvegli frequenti durante la notte
- enuresi (p**ì a letto)

DI GIORNO:
- respirazione a bocca aperta
- mal di testa al mattino
- sonnolenza oppure iperattività
- irritabilità
- scarso rendimento scolastico

Inoltre, è possibile che i bambini con OSAS presentino ridotta velocità di crescita in altezza e complicanze come l’ipertensione arteriosa.

La diagnosi di OSAS richiede un’attenta valutazione pediatrica ed indagini strumentali, come la saturimetria notturna come primo step, seguita dalla polisonnografia notturna per la diagnosi.

In caso di sintomi è opportuno rivolgersi alla Pediatra per una valutazione.

Buona domenica!

OCCHIO ..PIGRO!Cari Genitori,oggi vorrei parlarvi della maggiore causa di calo visivo nell’infanzia. Il termine tecnico ...
19/10/2025

OCCHIO ..PIGRO!

Cari Genitori,
oggi vorrei parlarvi della maggiore causa di calo visivo nell’infanzia.

Il termine tecnico di questa condizione è ambliopia, che letteralmente vuol dire visione pigra.

COSA SIGNIFICA?
Semplificando molto, quando è presente l'ambliopia, un occhietto vede meno dell’altro, anche se correggiamo il difetto con gli occhiali.

Si parla comunemente di "occhio pigro" perché il cervello, ricevendo immagini “perfette” dall’altro occhio inizia ad escludere quello che gli fornisce immagini di qualità inferiore.

Esiste un periodo a rischio, detto “plastico”, che interessa i bambini da quando nascono fino agli otto anni, durante il quale più precoce è la stimolazione anomala, maggiore sarà l’entità del difetto.

L’ambliopia non è quindi un problema degli occhi, ma un danno centrale causato da un’anomala stimolazione durante il periodo di sviluppo sensoriale.

Diagnosticare precocemente l’ambliopia è importante per non limitare le possibilità di recupero visivo!

QUALI SONO LE CAUSE?
Tante sono le patologie che possono causare l’ambliopia ed alcune di queste possono interessare i neonati, come lo strabismo, la cataratta congenita, il glaucoma congenito e la ptosi palpebrale congenita.

COME SI CURA?
La pediatra vi invierà dall’oculista pediatrico, che agirà su due fronti:

1) la correzione del difetto, ove necessario, con gli occhiali o le lenti a contatto;

2) la correzione della dominanza oculare, mediante protocollo occlusivo (vale a dire il bendaggio, per alcune ore nella giornata, dell’occhio che vede meglio).

LO SAPEVI? SCRIVILO NEI COMMENTI!

ALLARME VERMETTI!Cari Genitori,oggi i protagonisti del post sono gli Ossiuri. Questi vermetti sono piccoli (arrivano fin...
05/10/2025

ALLARME VERMETTI!

Cari Genitori,
oggi i protagonisti del post sono gli Ossiuri.

Questi vermetti sono piccoli (arrivano fino ad 1 cm), bianchi e sottili ed interessano il 10% dei bambini.

Questi vermetti si vanno a localizzare nell’intestino e di notte o nelle prime ore del mattino, escono dall’ano per depositare migliaia di uova.

MA COME LI HA PRESI?
Questa è la domanda che mi fate più spesso. Sfatiamo subito un mito: il fatto che un bambino abbia gli ossiuri non significa che la famiglia abbia delle condizioni igieniche scadenti.

La normale vita di comunità favorisce il contagio, sarà sufficiente ingerire le uova presenti nell’ambiente (sotto le unghiette di un bambino infetto, sugli oggetti o anche semplicemente nell’aria dopo aver scosso un lenzuolo contaminato).

Le uova sono microscopiche, molto resistenti alle basse temperature e possono rimanere infettive per circa 3 settimane.

QUALI SONO I SINTOMI?
Spesso si manifestano con prurito, anche molto intenso, nella zona peria***e e nelle bambine anche con prurito e secrezione biancastra a livello vaginale.
Si possono associare anche diarrea, irrequietezza, perdita di appetito, dolori addominali, insonnia, episodi di p**ì a letto in bambini che hanno già tolto il pannolino da tempo ed alcuni bambini posso iniziare a digrignare i denti nel sonno.
Gli ossiuri possono anche essere asintomatici.

IN CASO DI SINTOMI, CHE FARE?
Esaminate la zona a***e, con una luce intensa, cercando uno o più filamenti bianchi, che si muovono.

Meglio eseguire questa operazione se il bambino si sveglia di notte per il prurito a***e oppure subito al risveglio.

Che i vermetti siano visibili o meno, rivolgiamoci sempre alla Pediatra in caso di sintomi per sapere come proseguire, potrebbero essere necessari una visita a breve, degli esami da fare ed una terapia.

Gli ossiuri purtroppo tendono a recidivare, anche con un’adeguata terapia per bocca, nel prossimo post vedremo quali sono le regole d’oro per dire addio ai vermetti ed evitare le recidive!

LO SAPEVI? SALVA IL POST PER AVERLO SEMPRE A PORTATA DI MANO!

OCCHIETTO CHE LACRIMA SPESSO:Cari Genitori,oggi vorrei parlarvi della stenosi congenita del dotto nasolacrimale, una con...
14/09/2025

OCCHIETTO CHE LACRIMA SPESSO:

Cari Genitori,
oggi vorrei parlarvi della stenosi congenita del dotto nasolacrimale, una condizione che può interessare i neonati.

La lacrimazione di un occhio, in un piccolo di 15 giorni - 1 mese e mezzo di vita, è la manifestazione tipica della stenosi congenita del dotto nasolacrimale.

Questa lacrimazione può essere accompagnata da congiuntiviti e secrezione abbondante, soprattutto al mattino.

La stenosi congenita del dotto nasolacrimale può interessare anche entrambi gli occhietti, ciò avviene in circa un terzo dei bambini.

Che fare?
Una visita pediatrica, affinché, con una leggera pressione a livello del sacco lacrimale, la Pediatra faccia fuoriuscire la secrezione attraverso il puntino lacrimale e vi dica come procedere.

Come si cura?
Dipende da vari fattori, come l’età del piccolo e la gravità dei sintomi. In genere, la terapia viene decisa entro l’anno di età.

Fino ad un anno di vita cosa possiamo fare?
Fino ad allora, generalmente vi verranno prescritti dei massaggi, da eseguire a casa, nella regione del sacco lacrimale, più volte al giorno (idealmente ad ogni cambio pannolino), per consentire l’apertura del dotto e la risoluzione dei sintomi. Inoltre, quando e se necessario, verrà prescritto il collirio antibiotico.

Ricordiamoci che in caso di lacrimazione è sempre importante rivolgersi alla Pediatra per sapere cosa fare e per valutare la necessità di un esame oftalmologico completo (la lacrimazione può essere segno di altre patologie oculari, come il glaucoma congenito).

PERTOSSE, 4 RISPOSTECari Genitori,la pertosse è una malattia che può interessare i bambini tutto l’anno, ma ha una stagi...
14/09/2025

PERTOSSE, 4 RISPOSTE

Cari Genitori,
la pertosse è una malattia che può interessare i bambini tutto l’anno, ma ha una stagionalità estivo-autunnale, tipica quindi del periodo nel quale ci troviamo.

L’incidenza della pertosse è aumentata negli ultimi 10 anni ed il 90% dei casi si riscontrano nelle popolazioni in cui non viene effettuata la vaccinazione.

Nei bambini sotto l’anno d’età, in particolare nei neonati, questa patologia può diventare pericolosa a causa di sovra-infezioni come le otiti o le polmoniti, oppure a causa del sopraggiungere di insufficienza respiratoria o di apnee.

Con questo breve post vorrei rispondere a 4 domande che mi vengono poste spesso:

1. Il vaccino funziona sempre?
Il vaccino per la pertosse, che è contenuto nell’esavalente, è in grado di proteggere con efficacia i bambini. Anche quando non riesce ad impedire l’infezione, la fa decorrere in forma molto più lieve.

2. Voglio aspettare, posso vaccinare il mio bambino quando sarà cresciuto?
I bambini sotto l'anno di vita, specialmente i lattanti con meno di 4 mesi, sono maggiormente a rischio di complicanze gravi, per questo è importante iniziare il ciclo vaccinale nei tempi previsti. Ritardare la vaccinazione espone al rischio di contrarre una malattia pericolosa, senza fornire alcun vantaggio.

3. Fare il vaccino durante la gravidanza è pericoloso?
Il vaccino per la pertosse è sicuro ed è molto utile per difendere il bambino che sta per nascere.

4. Dato che ho avuto la pertosse da piccola posso posticipare il vaccino a mio figlio?
No, perché purtroppo sia la pertosse che il vaccino non sono in grado di indurre un’immunità durevole nel tempo. Per questo è molto utile il vaccino in gravidanza (per fornire al bambino, attraverso la placenta, anticorpi che lo proteggeranno nei primi mesi di vita) e quello al piccolo (gli anticorpi materni non durano a lungo). Ritardare la vaccinazione esporrebbe il piccolo al rischio di ammalarsi di una patologia grave, senza benefici!

Indirizzo

Viterbo

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