23/12/2025
Dicembre: tra legami che curano e legami che feriscono!
Nel nostro lavoro di psicologi e psicoterapeuti incontriamo spesso questo tempo dell’anno: dicembre come specchio delle relazioni, della famiglia, degli amori che nutrono e di quelli che fanno male.
Non tutte le famiglie sono semplici, non tutti gli amori sono sicuri. Ma ogni percorso di consapevolezza può diventare una possibilità di cura.
Dicembre arriva sempre in punta di piedi, con il profumo di cose antiche: le stanze della famiglia, i gesti imparati da piccoli, le attese che, anche se non vogliamo, ci abitano ancora.
È un tempo che chiede di fermarsi e guardarsi, una sorta di resa dei conti silenziosa: con ciò che siamo diventati, con ciò che siamo stati per adattarci, con la persona che oggi scegliamo o desideriamo essere.
La famiglia è il nostro primo orizzonte emotivo:
ci insegna il ritmo del dare e del ricevere, il modo in cui ci avviciniamo agli altri,
e quello in cui impariamo, a volte, ad allontanarci da noi stessi.
È lì che nascono i confini.
E quando quei confini non sono stati protetti, quando da piccoli siamo stati chiamati a essere grandi troppo presto a sostenere, contenere, mediare, può accadere che l’amore si confonda con il dovere, con la colpa, con il sacrificio.
Da adulti, allora, ci si ritrova spesso a chiedersi chi si è diventati, e se quella forma assomiglia davvero a sé.
E quando in quel ritmo antico si sono intrecciati nodi, può accadere che riconosciamo come amore ciò che amore non è: parole che stringono invece di scaldare, presenze che controllano invece di accompagnare, legami che trattengono più di quanto abbraccino.
Dicembre illumina.
La sua luce non è sempre morbida:
a volte rivela le crepe,
le stanchezze del cuore,
le relazioni che non nutrono più, o che non hanno mai saputo farlo.
Ma riconoscerlo non è una resa.
È un atto di nascita.
Un nuovo respiro.
Perché fermarsi, ascoltarsi e farsi accompagnare in questo sguardo su di sé, anche attraverso un percorso psicoterapico , può diventare un modo per tornare a scegliere: quali confini tracciare, quali legami abitare, che tipo di persona vogliamo essere.
Perché l’amore, quello che cura, lascia spazio e non sottrae, accoglie e non pretende, invita e non imprigiona.
Non è qualcosa da guadagnare né una concessione da implorare: quando è amore, c’è.
In questo dicembre, allora, vi auguriamo il coraggio dolce di ascoltarvi, di lasciare andare i ruoli che non vi appartengono più e di scegliere legami che sappiano di casa senza mai chiedere di rinunciare alla propria voce.
Perché famiglia, alla fine,
è quel luogo dove si può essere interi senza dover mai smettere di essere se stessi.
Che questo dicembre sia un tempo gentile per tornare a sé.
Buone feste ❤️
Auguri da Uao Studio 😘