22/11/2016
LA SINDROME METABOLICA
Negli ultimi trent'anni La Sindrome Metabolica, che in verità è un insieme di patologie, sta dilagando a dismisura. Si calcola, infatti, che circa il 25% della popolazione italiana, cioè una persona su quattro, presenta o presenterà tutti i criteri per entrare in questa sindrome.
L'espandersi del "benessere", con i suoi prodotti alimentari industriali, causa un enorme aumento delle patologie legate all' Insulino resistenza, e secondo le stime, nel 2016 ci saranno più di 220 milioni di persone con Diabete di tipo 2 in tutto il mondo.
In Italia si spendono circa 23 miliardi di euro per problematiche legate all'Obesità , ma è particolarmente importante sottolineare che, nonostante lo sforzo economico, la Sindrome Metabolica è una delle prime cause di morte in Italia.
Il termine sindrome metabolica ( o sindrome X ) vuole ricomprendere diverse entità cliniche che in alcuni soggetti si trovano a coesistere, e sono: l' Obesità , specie quella addominale , l'alterata tolleranza al glucosio o insulino-resistenza (si riferisce alla diminuita capacità delle cellule di rispondere all’azione dell’insulina nel promuovere il trasporto del glucosio, zucchero, del sangue nei muscoli e altri tessuti, la dislipidemia ( alti livelli di trigliceridi e basse Hdl ) e l'Ipertensione arteriosa . La sindrome metabolica è associata a un maggior rischio di malattia coronarica e complicanze vascolari, I pazienti sono spesso in sovrappeso o obesi.
Per poter parlare di Sindrome Metabolica devono essere presenti contemporaneamente almeno “ TRE “dei seguenti Fattori di Rischio:
1. Aumento della circonferenza della vita che testimonia un'obesità concentrata nella zona addominale. Nello specifico, le misure considerate a rischio sono superiori ai 102 cm per gli uomini e 88 cm per le donne.
2. Aumento dei trigliceridi nel sangue (oltre 150 mg/dl di sangue)
3. Riduzione del colesterolo HDL "buono" al di sotto dei 40 mg/dl nelle donne e dei 50 mg/dl negli uomini
4. Pressione alta (valori superiori ai 90 di minima e ai 130 di massima)
5. Glicemia elevata a digiuno (valori superiori ai 100 mg/dl)
6. Steatosi epatica (fegato grasso)
Quando la sindrome metabolica bussa alla porta, semplici cambiamenti dello stile di vita sono fondamentali per migliorare la situazione ed evitare l'insorgenza di severe complicazioni.
Chi soffre di sindrome metabolica rischia grosso, per questo è essenziale intervenire quanto prima. Come agire? Per riportare il metabolismo in equilibrio, dimagrire e ridurre il rischio vascolare e i danni a cuore e arterie determinato dall'aumento degli zuccheri nel sangue, bisogna cambiare stile di vita. La dieta dovrà perciò puntare su alimenti a basso indice glicemico e ipocalorici, ma ricchi di fibre e antiossidanti.
Frutta e verdura, cereali integrali, legumi, poca carne e preferibilmente bianca e magra, pesce, frutta secca (con moderazione) e erbe aromatiche e spezie al posto del sale, sono alcuni cardini su cui costruire la "nuova" dieta. Alcool, dolci e carboidrati raffinati andranno ridotti drasticamente. Mangiare bene, però, non basta, ci vuole anche un adeguata attività fisica costante.
E' molto importante che l'esercizio fisico sia regolare (almeno quattro volte alla settimana) e che nel complesso duri almeno 50-60 minuti senza troppe interruzioni.
Alcuni benefici dell'esercizio fisico applicato alla cura della sindrome metabolica:
• Aumenta la sensibilità all'insulina;
• Previene le malattie cardiovascolari;
• Induce un profilo lipidico meno aterogeno;
• Riduce i livelli di trigliceridi VLDL
• Aumenta il colesterolo "buono" HDL;
• Riduce il colesterolo "cattivo" LDL;
• Riduce i livelli di pressione arteriosa in modo rilevante nei pazienti con iperinsulinemia;
• Favorisce la perdita di peso.
• Aiuta a prevenire il Diabete Tipo II aumentando la sensibilità all'insulina e il controllo glicemico, grazie a:
- Aumentato flusso ematico ai tessuti insulino sensibili
- Maggiore proporzione di fibre muscolari di tipo I (più sensibili all'azione dell'insulina rispetto alle fibre di tipo II);
- Riduzione del grasso totale ed in particolare di quello addominale "insulino-resistente";
- Aumento dell'azione postrecettoriale dell'insulina (aumento di glut-4 nel muscolo e della sua traslocazione alla superficie cellulare);
- Aiuta a ritrovare il peso forma, fattore fondamentale per tenere alla larga la sindrome metabolica e tutte le sue spiacevoli conseguenze.
Il problema principale è che questi elevatissimi e frequenti picchi glicemici causano al nostro organismo danni devastanti; certo, non in un giorno o un mese, ma in 10 - 20 - 30 anni, a seconda delle capacità tampone individuali.
Credere che con una grande quantità di cibo a disposizione in ogni momento della giornata ci possa far vivere una lunga vita in salute, è semplicemente deleterio.
L'insorgere delle malattie metaboliche nell'uomo coincide con l'invenzione dell'agricoltura, e il conseguente utilizzo di cereali/zuccheri ad alto indice glicemico per alimentarsi.
A buon intenditore poche parole…