09/02/2026
“Correre non è sempre sole e arcobaleni. Gli infortuni fanno parte dello sport e gli intoppi fanno parte della vita.”�Parole di Jakob Ingebrigtsen, uno dei più grandi campioni del mezzofondo mondiale, che nei giorni scorsi si è dovuto sottoporre a un intervento chirurgico al tendine d’Achille, affrontando ora un lungo percorso di riabilitazione.
Un infortunio importante, certo. Ma anche un’occasione per ricordare quanto il tendine d’Achille sia una struttura delicata, soprattutto per chi corre.
👉 Negli sportivi – e nei runner in particolare – i problemi al tendine d’Achille sono purtroppo molto frequenti.�
Spesso iniziano con segnali “sottili”, che non vanno ignorati:
- dolore nella zona di inserzione del tendine
- fastidi nella parte interna del piede, zona malleolare (come il tibiale posteriore)
- tensioni o dolori alla pianta del piede (fascite plantare)
🔔 Campanelli d’allarme che compaiono in allenamento e che, se trascurati, possono portare a stop forzati anche lunghi.
Sempre più spesso mi capita di valutare runner amatori e atleti di alto livello con problematiche legate agli appoggi.�Nella maggior parte dei casi, il problema nasce da calzature non adatte al proprio tipo di piede.
👟 Ognuno di noi ha un piede con uno “stampo” personale.�Una scarpa può sembrare super performante, ma non è detto che sia quella giusta per te, né per il fondo lento né per i lavori veloci.�Sceglierla solo perché “ci corre forte un altro atleta” è uno degli errori più comuni.
🎯 Il mio consiglio?�Per prevenire gli infortuni è fondamentale:
una valutazione posturale
un’analisi dell’appoggio�per capire davvero come lavora il tuo piede e quali sollecitazioni arrivano al tendine d’Achille.
Correre è una passione meravigliosa.�Prendersi cura del proprio corpo è il modo migliore per continuare a farlo, a lungo e senza dolore.
Giovanni Cremonte
Fisioterapista Osteopata
Centro Cremonte