21/02/2026
Piccolo Domenico,
con le mani ancora piene di cielo
e gli occhi grandi come l’alba,
sei passato tra noi
leggero come un soffio di primavera.
Avevi il nome dei forti,
ma il cuore era quello tenero
dei bambini che credono
che il mondo sia buono
perché così dovrebbe essere.
Qualcuno non ha saputo custodirti.
Qualcuno non ha ascoltato
il battito fragile del tuo tempo.
E il silenzio, a volte,
fa più rumore di un urlo.
Ma non è l’incuria
a raccontare chi sei.
Non è l’errore degli uomini
a definire la tua storia.
Tu sei luce breve e intensa,
sei carezza rimasta sospesa,
sei un giocattolo che aspetta ancora
una risata.
Ora sei vento leggero
che accarezza chi ti ama,
sei stella accesa troppo presto
in un cielo che non dimentica.
E se la giustizia degli uomini
è lenta o distratta,
l’amore no —
l’amore ti tiene vivo
in ogni battito che chiede verità.
Piccolo Domenico,
che il cielo ti sia dolce.
E che il tuo nome
diventi seme di coscienza,
perché nessun altro bambino debba volare via così