15/05/2026
La realizzazione dell'amore perfetto non è frutto della natura ma della grazia
Nel mondo animale, regolato dall'istinto (la natura), esiste una complementarità: un maschio e una femmina si accoppiano seguendo un codice biologico preciso che mira alla riproduzione. C'è un incastro perfetto, naturale. Nell'essere umano, diversamente, non esiste un incastro perfetto, biologico o psicologico, tra i sessi. Ognuno ha a che fare con i propri fantasmi inconsci. L'altro non è mai il "pezzo mancante" del puzzle che ci completa perfettamente.
L'amore non può quindi essere un'evoluzione naturale o biologica dell'istinto, perché per la natura l'uomo è un essere fondamentalmente disarmonico, diviso e segnato da una mancanza costitutiva.
Per Lacan, l'amore non è dare all'altro ricchezze, sicurezze o piaceri (questo è l'ordine del bisogno o dello scambio mercantile). Amare significa offrire all'altro la propria vulnerabilità, la propria mancanza. Quando l'altro accoglie questa mancanza, si esce dall'ordine della natura (dove vince il più forte o il più adatto) e si entra nell'ordine del miracolo, della contingenza: la grazia.