Dr. Alfredo Grado - Psicologo Clinico

Dr. Alfredo Grado - Psicologo Clinico Clinica Psicologica - Psicopatologia della personalità - Criminologia Clinica e Forense

La mia attività professionale ha come obiettivo prevalente l’indagine dei vissuti e del funzionamento specifici delle diverse strutture psicologiche e psicopatologiche. Mi avvalgo dello strumento clinico del colloquio e dei diversi test utilizzati sulla base della problematica intercettata.

UCCISA DAL FRATELLO CON UN COLTELLO DA CUCINA“Venite ho ammazzato mia sorella”, la terribile confessione di Vincenzo Ric...
22/11/2025

UCCISA DAL FRATELLO CON UN COLTELLO DA CUCINA

“Venite ho ammazzato mia sorella”, la terribile confessione di Vincenzo Riccardi ai carabinieri, che recatisi sul luogo dell'omicidio hanno rinvenuto il 19 novembre il ca****re di Noemi nell'appartamento di San Paolo Belsito. “Ho avuto un raptus”, è stata la giustificazione del 25enne ai militari dell'arma.
I due, orfani di padre, vivevano da soli con la mamma e soffrivano entrambi di disturbi psichici. Vincenzo in particolare era stato assistito in passato dai servizi sociali da anni ed era stato in cura nel centro di salute mentale di Nola.
È bene chiarire che la premessa secondo cui i soggetti affetti da disturbi psichici seguiti dai servizi sociali commettano prima o poi reati in misura sproporzionata non è supportata dalle statistiche ufficiali sulla criminalità. La stragrande maggioranza delle persone con diagnosi psichiatriche non è violenta e non commette reati. Studi epidemiologici in diversi Paesi dimostrano che il rischio di commettere atti violenti da parte di persone con disturbi mentali gravi (come schizofrenia o disturbo bipolare) non è significativamente maggiore rispetto alla popolazione generale, se si escludono fattori di rischio noti come l'abuso di sostanze. I crimini violenti sono prevalentemente correlati a fattori socio-ambientali, abusi pregressi, storia di violenza in famiglia, e solo marginalmente alla diagnosi psichiatrica in sé.
​I problemi che emergono nei casi di cronaca che coinvolgono soggetti seguiti dai servizi sono spesso legati a carenze del sistema piuttosto che alla natura intrinseca della malattia. Spesso manca una reale integrazione tra i Servizi di Salute Mentale (CSM), i Servizi Sociali e, quando necessario, il sistema giudiziario. Il passaggio di informazioni e la gestione del rischio possono essere frammentati. Per prevenire eventi drammatici, la soluzione non è isolare o criminalizzare, ma investire massicciamente nel potenziamento dei servizi territoriali, nell'integrazione delle cure




CRITICITA’ PER LE VITTIME CHE DENUNCIANO LE VIOLENZEUno Studio condotto da Shazia Choudry e Daniela Rodriguez Gutierrez,...
18/11/2025

CRITICITA’ PER LE VITTIME CHE DENUNCIANO LE VIOLENZE

Uno Studio condotto da Shazia Choudry e Daniela Rodriguez Gutierrez, intitolato "La risposta della giustizia familiare agli abusi domestici", evidenzia un problema diffuso nei sistemi giudiziari di diversi Paesi (tra cui Italia, Inghilterra e Galles, Francia, Spagna e Bosnia). La ricerca, realizzata in Italia con la collaborazione della rete D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza), rivela che la giustizia familiare spesso non riesce a proteggere efficacemente donne e bambini sopravvissuti alla violenza domestica, arrivando talvolta ad acuire il trauma.
Giudici, avvocati e consulenti tecnici tendono a inquadrare gli abusi domestici come semplici "conflitti tra ex partner", minimizzando la gravità degli atti di violenza. Sempre più spesso la violenza viene definita come "storica" (legata al passato della coppia) e ritenuta irrilevante ai fini delle decisioni sull'affidamento dei figli, non tenendo conto che la violenza è un modello di controllo coercitivo che continua a influire sulla genitorialità e sulla sicurezza.
C'è una percezione diffusa, e statisticamente infondata, che le "false accuse" siano frequenti e strategiche. Questo porta a ignorare o sminuire le testimonianze delle sopravvissute. In tal maniera il sistema, con le sue richieste e dinamiche, può diventare uno strumento nelle mani del maltrattante per esercitare controllo e potere sulla ex partner e sui figli. Se la donna non si conforma alle richieste, può rischiare l'inversione del collocamento o l'allontanamento del figlio.
In sintesi, lo studio sottolinea che, per molte donne, lasciare un partner violento non conclude la battaglia, ma le introduce in un nuovo e difficile "labirinto": quello della giustizia familiare. Il rischio maggiore è che i bambini vengano costretti al contatto con il genitore violento, anche quando gli elementi a tutela suggerirebbero prudenza, con conseguente esposizione a ulteriore trauma e rischio.

L’adolescenza è un periodo di intensa socializzazione, e i videogiochi multiplayer online sono diventati un nuovo, poten...
07/11/2025

L’adolescenza è un periodo di intensa socializzazione, e i videogiochi multiplayer online sono diventati un nuovo, potente veicolo di interazione tra pari.

Il panorama dei videogiochi è diventato un elemento pervasivo e significativo nella vita degli adolescenti contemporanei. Lungi dall'essere un mero

I pensieri intrusivi- ovvero le immagini o gli impulsi che emergono nella mente in modo improvviso, involontario e indes...
28/10/2025

I pensieri intrusivi

- ovvero le immagini o gli impulsi che emergono nella mente in modo improvviso, involontario e indesiderato. Spesso percepiti come estranei ai propri valori, intenzioni o desideri, il cui contenuto può apparire spaventoso, bizzarro o inappropriato.

​È fondamentale sapere che avere questi pensieri non significa avere l'intenzione di agire su di essi. Sono prodotti della mente che, nella maggior parte delle persone, vengono semplicemente ignorati e svaniscono.
Non hanno una singola "funzione" in senso utilitaristico, ma sono considerati un sottoprodotto normale dei processi cognitivi del cervello. Possono essere interpretati come tentativi della mente di segnalare e preparare a possibili pericoli o scenari negativi, anche se remoti o irrazionali. Questo è particolarmente vero in periodi di stress o ansia elevata, in cui il cervello è ipervigile.

Il vero problema e la "persistenza" dei pensieri intrusivi nasce dal modo in cui la persona reagisce ad essi. Lo sforzo di sopprimere, combattere o analizzare un pensiero spiacevole lo rende in realtà più frequente e intenso, pertanto la strategia più efficace è cambiare il rapporto con il pensiero, smettendo di combatterlo. Invece di lottare per cacciarlo, esso va accettato. Permettigli di esserci, senza reagire.
​Dopo aver accettato la presenza del pensiero, è bene reindirizzare deliberatamente l'attenzione su ciò che abbiamo intorno.

17 OTTOBRE 2025 - WORLD TRAUMA DAYIn occasione della GIORNATA MONDIALE DEL TRAUMA, è mia intenzione aprire una finestra ...
17/10/2025

17 OTTOBRE 2025 - WORLD TRAUMA DAY

In occasione della GIORNATA MONDIALE DEL TRAUMA, è mia intenzione aprire una finestra sul trauma psicologico: una ferita invisibile, spesso taciuta, che lascia tracce profonde nella vita delle persone. Il trauma psicologico non si manifesta sempre con immagini di catastrofi, guerre o violenze esplicite: può annidarsi in esperienze molto più comuni, ma non per questo meno devastanti, come la trascuratezza emotiva, la mancanza di protezione, il sentirsi invisibili in famiglia.

«Il trauma è come una radice nascosta: non la vediamo, ma condiziona la crescita dell’intera pianta».

12/10/2025
A volte sorridiamo anche quando dentro fa male.A volte diciamo “va tutto bene” solo per non pesare sugli altri.Ma la ver...
09/10/2025

A volte sorridiamo anche quando dentro fa male.
A volte diciamo “va tutto bene” solo per non pesare sugli altri.
Ma la verità è che stare male è umano, e chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza.
Ognuno di noi combatte battaglie che gli altri non vedono.
E va bene così. Ma ricordiamoci che la salute mentale è parte di noi, del nostro equilibrio, della nostra vita.
Ascoltiamoci, abbracciamo chi ci sta accanto, impariamo a non giudicare.
Non serve essere forti sempre.
Serve essere veri. 💚

Il provvedimento, approvato dal Senato il 1° ottobre 2025 (a seguito dell'ok della Camera a maggio), segna un traguardo ...
04/10/2025

Il provvedimento, approvato dal Senato il 1° ottobre 2025 (a seguito dell'ok della Camera a maggio), segna un traguardo storico: l'Italia è il primo Paese al mondo ad avere una legge specifica sull'obesità.
Il riconoscimento apre la strada a una gestione più efficace e a un potenziale inserimento delle prestazioni specifiche nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) erogati dal Servizio Sanitario Nazionale, garantendo percorsi strutturati di diagnosi, cura e assistenza.

La strage familiare commessa in provincia di Benevento ha riaperto la discussione su quanto spesso i problemi di salute ...
01/10/2025

La strage familiare commessa in provincia di Benevento ha riaperto la discussione su quanto spesso i problemi di salute mentale, anche quando sembrano superati o gestiti, possano nascondere "ombre" profonde che, in determinate circostanze, possono sfociare in atti di violenza incomprensibili e devastanti, soprattutto in contesti familiari dove le persone coinvolte non avevano sporto denunce per liti o violenze precedenti.
È necessario non sottovalutare i segnali di disagio psichico e garantire un adeguato supporto e monitoraggio nel tempo a chi soffre delle diverse patologie mentali, anche quando il quadro clinico sembra essere migliorato.

Il ragazzo era scomparso dalla serata del giorno precedente il ritrovamento (secondo le notizie, il 24 settembre 2025). ...
26/09/2025

Il ragazzo era scomparso dalla serata del giorno precedente il ritrovamento (secondo le notizie, il 24 settembre 2025). La famiglia e la comunità avevano lanciato appelli, anche attraverso trasmissioni televisive come "Chi l'ha visto?". Le prime indagini condotte dai Carabinieri propendono per l'ipotesi del suicidio.
Se così fosse, l'evento mette in luce ancora una volta la drammatica realtà del disagio giovanile, di fronte alla quale c'è una crescente consapevolezza, ma verso la quale sembriamo inermi. E'oramai acclarata l'mergenza della salute mentale tra i giovani, con un aumento significativo dei disturbi dell'umore e dell'autolesionismo. L'iperconnessione, l'esposizione a contenuti dannosi, l'interazione negativa sui social media e il cyberbullismo sono stati indicati come potenziali fattori di stress e impatto negativo sul benessere psichico. Cosi come una rete di supporto sociale scarsa o l'isolamento (soprattutto in seguito a eventi come la pandemia, ma non solo) possono diventare fattori predisponenti. Dobbiamo essere piu vigili e attenti. È necessario prenderci cura delle relazioni. Il primo fattore di protezione fondamentale contro il disagio e il rischio suicidario!

In occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer, che si  celebra oggi domenica 21 settembre,  l'Istituto Superiore d...
21/09/2025

In occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer, che si celebra oggi domenica 21 settembre, l'Istituto Superiore di Sanità fotografa la realtà italiana, secondo la quale ci sarebbero circa 1,2 milioni di casi di demenza nella fascia d'età uguale o superiore ai 65 anni e circa 24mila casi di demenza giovanile compresi nella fascia d'età 35-64 anni. Quote a cui si aggiungono anche circa 950mila le persone con Mild Cognitive Impairment, condizione che talvolta precede l'inizio della demenza. Se si considera poi che accanto a queste 2,2 mln di persone con un disturbo cognitivo vivono circa 4 milioni di familiari, è possibile stimare che circa il 10% della popolazione italiana si trova ad affrontare questo problema.
La storia naturale della malattia è caratterizzata dalla presenza di deficit cognitivi progressivi (memoria, linguaggio, funzioni esecutive, astrazione), disturbi del comportamento e danno funzionale, con perdita dell'autonomia fino alla completa dipendenza dagli altri. Rappresenta una delle maggiori cause di disabilità e il costo complessivo della demenza è stato stimato in 23 miliardi di euro l'anno di cui il 63% a carico delle famiglie.

Le storie che ci raccontiamo su noi stessi e sulla nostra vita sono spesso limitanti, disfunzionali o cariche di dolore....
18/09/2025

Le storie che ci raccontiamo su noi stessi e sulla nostra vita sono spesso limitanti, disfunzionali o cariche di dolore. Parlare di se aiuta a identificare queste narrazioni e a "riscriverle", creando una storia di vita più coerente, significativa e potenziante. Questo processo permette di passare da una posizione di soggetto passivo a quella di protagonista attivo della propria esistenza.
Raccontarsi aiuta a comprendere le proprie emozioni, i propri schemi di pensiero e i propri comportamenti, favorendo una maggiore consapevolezza di sé.
Condividere la propria storia in un contesto terapeutico favorisce oltremodo l'empatia, la comprensione reciproca e il senso di appartenenza.

Indirizzo

Vomero
81030

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