Dr. Alfredo Grado - Psicologo Clinico

Dr. Alfredo Grado - Psicologo Clinico Clinica Psicologica - Psicopatologia della personalità - Criminologia Clinica e Forense - Componente Esperto c/o Tribunale di Sorveglianza di Napoli

La mia attività professionale ha come obiettivo prevalente l’indagine dei vissuti e del funzionamento specifici delle diverse strutture psicologiche e psicopatologiche. Mi avvalgo dello strumento clinico del colloquio e dei diversi test utilizzati sulla base della problematica intercettata.

L'amore chiede presenzaNon si tratta di una presenza fisica, quanto della capacità di spegnere il rumore del mondo per a...
28/01/2026

L'amore chiede presenza
Non si tratta di una presenza fisica, quanto della capacità di spegnere il rumore del mondo per ascoltare davvero l'altro.
Essere presenti significa abitare il momento, offrire un’attenzione che oggi è diventata la forma più rara e preziosa di generosità. Senza presenza, l'altro si sente un accessorio nella nostra vita, non il protagonista.
Quante volte capita di essere fisicamente nella stessa stanza, ma mentalmente altrove: notifiche, scadenze, o semplicemente il "rumore bianco" dei nostri pensieri. In questi momenti si crea un vuoto che l'altro percepisce invisibilità, solitudine o disinvestimento, ovvero "se non abito il momento con te, sto implicitamente dicendo che c'è qualcosa di più importante altrove".

Adattamento sano o tradimento di sé? Spesso usiamo la parola "compromesso" per nobilitare una rinuncia che, in realtà, c...
27/01/2026

Adattamento sano o tradimento di sé?

Spesso usiamo la parola "compromesso" per nobilitare una rinuncia che, in realtà, ci sta svuotando. Il compromesso (sano) è infatti un punto d'incontro dove entrambe le parti cedono qualcosa per costruire un valore comune. Diverso è il baratto di sé, ovvero quando ciò che "cedi" non è un'abitudine o una preferenza, ma la tua luce interiore ("ciò che ti spegne"). In questo caso, non si tratta con l'altro, ma si vende la propria identità in cambio di una finta pace o approvazione.
E' bene ricordare che se un accordo ci lascia spenti invece che arricchiti, non è diplomazia, è una perdita di sé. La libertà spesso inizia con il coraggio di abbandonare un palco che non ci appartiene più.

Femminicidio Torzullo, nuovo dramma: morti i genitori del reo confesso.​La notizia del ritrovamento dei corpi dei genito...
26/01/2026

Femminicidio Torzullo, nuovo dramma: morti i genitori del reo confesso.

​La notizia del ritrovamento dei corpi dei genitori di Claudio Carlomagno, già reo confesso del terribile femminicidio di Federica Torzullo, ci lascia sospesi davanti a un dolore che sembra non avere fine.
​Oltre la cronaca, entriamo in un territorio psicologico devastante. Spesso ci dimentichiamo che dietro un atto di violenza estrema si genera un effetto domino che travolge non solo la vittima e il carnefice, ma intere costellazioni familiari.
​Cosa accade nella mente di un genitore quando il proprio figlio si trasforma in ciò che mai avremmo immaginato? Un genitore non perde solo la "serenità", ma l'immagine stessa del figlio che ha cresciuto. È un lutto identitario tra i più feroci.
​Spesso le famiglie dei colpevoli vivono una "morte sociale" anticipata, schiacciate dal peso di un giudizio pubblico che non distingue tra colpa individuale e legame di sangue. La mente torna ossessivamente indietro, cercando segnali mancati, errori educativi o silenzi che diventano macigni.
​Questa tragedia ci ricorda che la violenza non è mai un cerchio chiuso, ma una ferita aperta che continua a infettare tutto ciò che tocca. È il momento del silenzio e della riflessione su quanto profondo possa essere il disagio che si annida nelle pieghe della nostra normalità.


C’è un ospite sgradito che ogni tanto bussa alla nostra porta: la vergogna.​Non è come la tristezza, che puoi piangere v...
24/01/2026

C’è un ospite sgradito che ogni tanto bussa alla nostra porta: la vergogna.
​Non è come la tristezza, che puoi piangere via. Non è come la rabbia, che esplode e poi svanisce. La vergogna è subdola. Ti sussurra all'orecchio che non hai solo "sbagliato qualcosa", ma che sei tu a "essere sbagliato". Ti spinge a rimpicciolirti, a nasconderti, a credere che se gli altri vedessero davvero chi sei, se ne andrebbero.
​Per anni la nutriamo con il silenzio, pensando che nascondendo le crepe saremmo sembrati più forte. Ma la verità è che la vergogna vive nell’ombra: appena accendi la luce e gli dai un nome, inizia a perdere potere.
​Ma prima o poi deve arrivare il momento di smettere di scusarsi per la propria umanità. Siamo tutti un groviglio di errori, goffaggini e fragilità. Ed è proprio in quelle crepe che, se abbiamo il coraggio di mostrarle, riusciamo finalmente a incontrarci davvero.

Clinica Psicologica
Psicopatologia della personalità
Dott. Alfredo Grado

LA MENTE RELAZIONALE Le persone comunicano costantemente a un livello non verbale (tono di voce, postura, micro-espressi...
21/01/2026

LA MENTE RELAZIONALE
Le persone comunicano costantemente a un livello non verbale (tono di voce, postura, micro-espressioni). ​Questi segnali creano una "danza" inconscia in cui le aspettative di una persona influenzano il comportamento dell'altra, spesso confermando vecchi schemi relazionali (profezie che si autoavverano).
La consapevolezza è il primo passo per cambiare musica. Invece di reagire impulsivamente al segnale dell'altro, ci si può chiedere: ​"Cosa sto portando io in questo scambio che sta stimolando questa reazione?"

Annabella Martinelli trovata morta impiccata a Teolo. Suicidio?In questo ennesimo fatto di cronaca diversi fattori sugge...
15/01/2026

Annabella Martinelli trovata morta impiccata a Teolo. Suicidio?

In questo ennesimo fatto di cronaca diversi fattori suggeriscono che il gesto non sia stato un impulso improvviso, ma una scelta deliberata e strutturata. Tuttavia, l'aspetto sul quale sarebbe interessante soffermarsi è la volontà. Sebbene i fatti indichino una scelta autonoma, è importante distinguere tra la volontà d'azione e la libertà psicologica.Gli atti preparatori (la corda, i biglietti) dimostrano una capacità di pianificare e agire verso un obiettivo. Spesso, in queste situazioni, la persona non sceglie la morte perché "vuole morire" in senso assoluto, ma perché percepisce la fine della vita come l'unico modo per interrompere una sofferenza interiore diventata insopportabile. La "volontà" è quindi spesso condizionata da uno stato di crisi profonda.
Dal punto di vista tecnico-giuridico, la "volontà" appare in questo caso come un'intenzione cristallizzata. Il procuratore parla di "ipotesi più plausibile" proprio perché la convergenza di prove fisiche (corda), prove documentali (biglietti) e assenza di interferenze esterne (terze persone) chiude il cerchio sulla responsabilità individuale del gesto.
​Tuttavia, professionalmente resta sempre aperto il quesito sulla causalità psichica: cosa ha trasformato l'ideazione (i disegni, i pensieri a casa) in azione (lo zaino preparato)?

COSÌ NON PUÒ CONTINUARENel momento in cui decidi onestamente che "così non può continuare", la tua posizione interna è g...
14/01/2026

COSÌ NON PUÒ CONTINUARE

Nel momento in cui decidi onestamente che "così non può continuare", la tua posizione interna è già cambiata. Ma per cambiare radicalmente occorre tempo, il tempo necessario affinché il mondo esterno ti riconosca nella tua "nuova veste" e affinché tu smetta di sentirti un impostore nella tua nuova vita.

Ti è mai capitato di sentirti bloccato dalla paura del giudizio altrui? Di evitare situazioni sociali, incontri o nuove ...
12/01/2026

Ti è mai capitato di sentirti bloccato dalla paura del giudizio altrui? Di evitare situazioni sociali, incontri o nuove esperienze per timore di non essere all'altezza, di essere criticato o rifiutato?
​Se queste sensazioni ti risuonano profondamente e influenzano la tua vita quotidiana, potresti star sperimentando qualcosa di più di una semplice timidezza.
Il Disturbo Evitante di Personalità non è solo essere introversi o un po' insicuri. È un modello pervasivo di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità al giudizio negativo, che porta a evitare attivamente interazioni e situazioni sociali significative.


A seguito dei recenti fatti di cronaca, leggo e sento da più parti che la violenza casuale sarebbe sintomatica di un dis...
10/01/2026

A seguito dei recenti fatti di cronaca, leggo e sento da più parti che la violenza casuale sarebbe sintomatica di un disagio psichiatrico. La qual cosa non solo è scorretta ma soprattutto fuorviante, motivo per cui è opportuno fare chiarezza.
La letteratura scientifica e i dati clinici ci dicono che la stragrande maggioranza delle persone con disturbi psichiatrici non è violenta. Tuttavia, esistono scenari specifici in cui la violenza può essere letta come un sintomo. In ambito psichiatrico la violenza casuale (ovvero non diretta a una persona specifica per un motivo razionale) può emergere nel corso di un delirio persecutorio o allucinazioni uditive imperanti. Oppure se la persona è affetta da un grave di sturbo di personalità, dove l'estrema impulsività e l'incapacità di regolare la rabbia possono sfociare in aggressioni improvvise per stimoli minimi. Solo in alcuni casi l'agitazione psicomotoria può diventare così estrema da trasformarsi in aggressività incontrollata verso l'ambiente circostante.
Molti atti di violenza definiti "folli" dai media non derivano da una malattia mentale primaria, ma dall'uso di sostanze psicoattive, le quali inducono stati paranoidi e aggressività estrema anche in chi non soffre di disturbi psichiatrici pregressi. Pertanto, è opportuno distinguere la violenza sconnessa, tipica del disagio psichiatrico grave dalla violenza predatoria o strumentale, che appartiene invece alla sfera della criminalità, dove l'atto è finalizzato a un obiettivo o è frutto di una scelta consapevole, seppur priva di empatia.
La stigmatizzazione è il rischio maggiore: le persone con disturbi mentali sono statisticamente più spesso vittime di violenza che non autori.

CRANS MONTANAAffrontare le conseguenze psicologiche di un incendio in un luogo di aggregazione come una discoteca è un p...
06/01/2026

CRANS MONTANA

Affrontare le conseguenze psicologiche di un incendio in un luogo di aggregazione come una discoteca è un percorso complesso. Un evento del genere non è solo un’emergenza fisica, ma un trauma collettivo che colpisce il senso di sicurezza, la fiducia negli spazi chiusi e il legame con il divertimento.
ll primo obiettivo non sarà "analizzare" il trauma, ma stabilizzare la persona. Il cervello è in uno stato di iper-attivazione. È necessario garantire i bisogni primari (contatto con i propri cari, riparo, informazioni chiare), ma soprattutto evitare l'esposizione ai video dell'incendio sui social media o nei telegiornali, poiché possono causare una re-traumatizzazione. I giovani che erano con i dispersi o che aspettano notizie dei loro amici vivono un trauma specifico.
Per i ragazzi, la morte o la scomparsa di un amico è spesso il primo vero incontro con la finitudine. Può scatenare una crisi d'identità e un senso di insicurezza verso il futuro. Alcuni tendono a creare memoriali digitali immediati. Questo può aiutare la condivisione del dolore, ma può anche diventare un luogo di ritraumatizzazione continua se circolano video dell'incendio o commenti d'odio. Sarebbe importante che nelle scuole o nei gruppi di amici si creassero spazi protetti per parlare. I ragazzi spesso "proteggono" i genitori non mostrando il loro dolore per non caricarli ulteriormente; hanno bisogno di un adulto di fiducia con cui sfogarsi.



Una sofferenza inviolabile...
04/01/2026

Una sofferenza inviolabile...

Dolore è quello dei familiari delle vittime: una sofferenza piena e inviolabile, che chiede rispetto e accompagnamento.

Accanto a esso, molti genitori e adulti stanno sperimentando una risonanza emotiva profonda: «poteva accadere a mio figlio».

La psicologia dell’emergenza parla di traumatizzazione indiretta, una reazione umana prevedibile.
La sfida non è negare la paura, ma non lasciarle guidare le scelte educative.
La psicologia è presente per aiutare a dare senso, distinguere i piani e continuare a vivere.

Il direttore del centro ustioni del Niguarda, Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, ha attivato un servizio psicologico anche per il personale.

La nostra vicinanza va anche alle psicologhe e agli psicologi delle associazioni di psicologia dell’emergenza immediatamente attivati a sostegno dei giovani colpiti, dei familiari, dei compagni di scuola e di tutto il personale sanitario coinvolto.

L'intervento completo 👉🏻 https://www.corriere.it/salute/figli-genitori/adolescenza/26_gennaio_03/cosa-succede-nella-mente-di-chi-assiste-da-lontano-a-tragedie-come-quella-di-crans-montana-40ce6d93-ebbc-4710-a388-5ae5c89a6xlk.shtml?refresh_ce

Concludiamo l'anno senza proiettarci al futuro, ma semplicemente voltandoci indietro. ​Non per nostalgia, ma per onorare...
31/12/2025

Concludiamo l'anno senza proiettarci al futuro, ma semplicemente voltandoci indietro. ​Non per nostalgia, ma per onorare il cammino.
Spesso corriamo così veloci verso il "prossimo obiettivo" da dimenticare quanto pesavano certi giorni che abbiamo comunque superato.
​Guardiamoci indietro e riconosciamo le battaglie silenziose che abbiamo vinto quando nessuno guardava.
​I momenti di gioia inaspettata che ci hanno ricordato perché vale la pena restare curiosi.
​Le persone che sono rimaste, quelle che sono arrivate e anche quelle che se ne sono andate, lasciandoci una lezione nello zaino.
​Il futuro arriverà comunque, con le sue promesse e le sue incognite. Ma stasera, concediamoci il lusso di restare qui, nel presente, a dire "grazie" a chi siamo stati in questi dodici mesi. Siamo stati forti, siamo stati fragili, siamo stati veri.
​E questo basta. 🥂✨

Indirizzo

Vomero
81030

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dr. Alfredo Grado - Psicologo Clinico pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dr. Alfredo Grado - Psicologo Clinico:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram