Dott.ssa Armeli Rossella Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Armeli Rossella Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Rossella Armeli si occupa di consulenza e sostegno psicologico. Tecnico Aba e CAA(Comunicazione Aumentativa Alternativa). Tutor dsa.

Psicoterapeuta di orientamento sistemico, relazionale si occupa di terapia individuale, coppia e familiare.

01/01/2025
31/12/2024

TI AUGURO (Je te souhaite...) – Victor Hugo 📖

"Ti auguro in primo luogo di amare,
e che amando, tu sia anche amato.
E che coloro che non ti amano, li dimentichi,
E che dopo averli dimenticati, non porti rancore.

Ti auguro che non sia così, ma se così fosse, che tu sappia vivere senza disperazione.

Ti auguro di avere amici
e che, anche se non fossero assennati o responsabili, ti siano fedeli e leali, e che almeno ce ne sia uno di cui fidarti ciecamente.
E, poiché così è la vita, ti auguro di avere dei nemici.
Né troppi né troppo pochi, ma il numero giusto per farti dubitare ogni tanto delle tue certezze, e che tra di loro vi sia almeno uno nel giusto affinché tu non ti senta eccessivamente sicuro di te.

Ti auguro di essere utile
ma non indispensabile,
e che nei momenti bui,
quando non ti resta più nulla,
questo tuo essere utile ti sia sufficiente
per farti restare in piedi.

Ti auguro di essere tollerante,
non verso chi commette piccoli errori,
cosa troppo facile, ma verso coloro
che sbagliano spesso e in modo irrimediabile,
e che dimostrando la tua tolleranza
tu sia di esempio ad altri.

Spero anche che quando sei giovane
non maturi troppo in fretta,
e che quando sei già maturo
non insisti a voler tornare giovane,
e che quando sarai vecchio non ti lasci prendere dalla disperazione.
Perché ogni età ha il suo piacere e il suo dolore.

Non voglio che tu sia triste, Oh, No!
No, non tutto l'anno, ma potresti provare tristezza solo per un giorno!
In modo che tu apprezzi
che la risata ritrovata è buona e migliore
di una solita risata blanda, costante e malsana.

Ti auguro di scoprire,
subito, prima di tutto
e nonostante tutto, che esistono
e ti circondano persone oppresse
e trattate con ingiustizia, e persone infelici.

Ti auguro di accarezzare un gatto,
gettare delle briciole a un passero e ascoltare un cardellino
che innalza trionfante il suo canto mattutino,
perché ti farà sentire bene
così, senza altro motivo

Ti auguro di piantare un seme,
per piccolo che sia, e di accompagnarlo
durante la sua crescita,
per scoprire di quante vite è fatto un albero

Ti auguro anche che tu abbia un po' di soldi,
solo per il necessario e il pratico,
e che almeno una volta all'anno pensi
a questi soldi e dici a te stesso: "Questo è mio", me li sono guadagnati.
Solo per far capire:
Chi è il padrone di chi.

Ti auguro anche che tu resti il più a lungo possibile con coloro che ami
e che, se se ne vanno, tu possa piangere senza lamentarti
e soffrire senza sentirti in colpa.

Ti auguro infine che, uomo, tu abbia una donna buona e che, donna, tu abbia un uomo buono,
oggi e il giorno dopo, e che esausti e sorridenti
parliate d’amore per ricominciare.
Se avrai tutte queste cose,
non ho più nulla da augurarti.".

08/12/2024

“Mi ascoltava.
Ascoltava anche le mie pause, tutto,
anche quello che non riuscivo a dire.
Sedevamo lì, e io sapevo che questo si prova quando si è completamente accettati.
Si siede accanto a un'altra persona e si viene capiti,
tutto viene capito,
e niente viene giudicato,
e si diventa indispensabili”.

Peter Høwg

01/12/2024

Ho un debole per le persone
che cantano da sole in macchina
a squarciagola
come se dentro quelle note
ci fosse tutta la loro storia.
C’è la rabbia che non hanno urlato
la felicità che non hanno confessato
e quella forza segreta
che solo il vento fuori dal finestrino
sa ascoltare.
Cantano come se il mondo non ci fosse
come se il semaforo fosse un palco
e in quel momento sono libere
più vere di quanto il giorno
gli permetta mai di essere.

Ho un debole per quelle persone
che piangono da sole in macchina
con le mani sul volante
e il cuore che trabocca.
Le amo perché affrontano
quel dolore spietato
senza nasconderlo
perché ogni lacrima che scende
è una resa e una vittoria insieme.
E in quell’auto che diventa rifugio
si lasciano morire un po’
per poi rinascere
come se ogni singhiozzo
avesse in sé la promessa di un domani.

Ho un debole per quelli
che mangiano da soli in macchina
mentre tornano dal lavoro
con la stanchezza nei muscoli
e una pausa rubata alla corsa del mondo.
Quelli che addentano un panino
e nel sapore sentono casa
o forse sentono soltanto
che va bene così
che in quel momento sono vivi
con le mani unte e un po’ di briciole
cadute sul sedile.

Io li amo tutti
quelli che cantano
quelli che piangono
quelli che si fermano a respirare
sul ciglio della strada
o si perdono nel tramonto
che si riflette nello specchietto.
Li amo perché nelle loro macchine
non c’è solo strada
c’è un pezzo di verità che esplode
un frammento di anima
che si lascia vedere.

E forse è proprio lì
in quella solitudine rumorosa
profumata di vita
che capisci che siamo belli così:
un po’ spezzati
un po’ eterni
un po’ tutto quello
che non ci raccontiamo mai.

(Andrew Faber)

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