Dott.ssa Maria Elisa delle Fave - Psicologa

Dott.ssa Maria Elisa delle Fave - Psicologa Psicologa abilitata alla professione ed iscritta all'Albo A degli psicologi. Attualmente frequento l

19/01/2026

𝐑𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

La 𝒅𝒊𝒔𝒄𝒓𝒊𝒎𝒊𝒏𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 non nasce all’improvviso.
Spesso prende forma da stereotipi e pregiudizi che impariamo presto, in modo silenzioso, quasi invisibile.

Dal punto di vista psicologico, gli stereotipi sono scorciatoie mentali:
servono al cervello per 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒍𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒓𝒆𝒂𝒍𝒕𝒂̀.
Il problema nasce quando smettiamo di metterli in discussione e li trasformiamo in verità assolute.

Il pregiudizio aggiunge un passo in più:
non solo penso qualcosa su un gruppo,
ma giudico la persona prima di conoscerla.

Quando questo accade, il rispetto viene meno.
L’altro non è più un individuo, ma un’etichetta.

Riconoscere come si formano stereotipi e pregiudizi è il primo atto di responsabilità:
𝒄𝒊 𝒑𝒆𝒓𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒓𝒂𝒍𝒍𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒈𝒊𝒖𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐, 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂𝒓𝒆, 𝒇𝒂𝒓𝒆 𝒔𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒔𝒔𝒊𝒕𝒂̀.

👉 Il rispetto non elimina le differenze, le riconosce senza usarle per escludere.

💬 Quale stereotipo pensi sia ancora più difficile da smontare oggi?

15/01/2026

𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚

Quando il rispetto viene meno, non si manifesta sempre in modo eclatante.
Spesso prende forma in dinamiche quotidiane, silenziose o normalizzate.

Nel 𝒃𝒖𝒍𝒍𝒊𝒔𝒎𝒐, il meccanismo del branco riduce l’empatia:
la responsabilità si diluisce, il gruppo protegge, la vittima viene disumanizzata.
Non è solo aggressività, ma bisogno di appartenenza e potere.

Nel 𝒄𝒚𝒃𝒆𝒓𝒃𝒖𝒍𝒍𝒊𝒔𝒎𝒐, il rispetto si abbassa ulteriormente.
Lo schermo crea distanza emotiva, disinibizione, assenza di conseguenze immediate.
Dietro un commento offensivo, spesso c’è la difficoltà a riconoscere l’altro come persona reale.

Anche sul lavoro, la mancanza di rispetto può diventare sistemica:
𝒎𝒐𝒃𝒃𝒊𝒏𝒈, umiliazioni, svalutazioni costanti, silenzi punitivi.
Qui il danno non è solo professionale, ma profondamente psicologico, fino al burn-out relazionale: sentirsi invisibili, non riconosciuti, svuotati.

In tutti questi contesti, ciò che manca è lo stesso elemento:
👉 il riconoscimento dell’altro come essere umano degno di rispetto.

Il rispetto non è gentilezza superficiale.
È responsabilità, presenza, limite.
È ciò che rende una relazione – online, a scuola, al lavoro – psicologicamente sicura.

💬 Dove pensi che oggi il rispetto venga più spesso normalizzato nella sua assenza?

12/01/2026

𝐑𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐥𝐢𝐧𝐠𝐮𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨 𝐞𝐝 𝐞𝐦𝐩𝐚𝐭𝐢𝐚

Il rispetto non passa solo dalle parole.
Molto spesso lo comunichiamo – o lo neghiamo – attraverso il linguaggio del corpo, senza nemmeno rendercene conto.

𝑺𝒃𝒖𝒇𝒇𝒂𝒓𝒆, 𝒅𝒊𝒔𝒕𝒐𝒈𝒍𝒊𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒐 𝒔𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒐, 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒓𝒐𝒎𝒑𝒆𝒓𝒆, 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒕𝒆𝒍𝒆𝒇𝒐𝒏𝒐 𝒎𝒆𝒏𝒕𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒄𝒖𝒏𝒐 𝒑𝒂𝒓𝒍𝒂, 𝒂𝒔𝒔𝒖𝒎𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒕𝒖𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒊𝒖𝒔𝒆 𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒖𝒑𝒆𝒓𝒊𝒐𝒓𝒊𝒕𝒂̀:
sono segnali silenziosi di non rispetto che l’altro percepisce profondamente, anche se non vengono nominati.

Ma perché alcune persone sembrano mancare di empatia e rispetto?
Dal punto di vista psicologico, spesso entrano in gioco:
• difficoltà nel riconoscere le emozioni (alessitimia)
• modelli relazionali appresi basati su svalutazione o controllo
• meccanismi di difesa come distacco, arroganza o chiusura
• fatica a tollerare la vulnerabilità, propria e altrui

Il rispetto non è solo educazione:
è consapevolezza emotiva, responsabilità relazionale e capacità di stare in ascolto.

👉 Prestare attenzione al nostro linguaggio del corpo è già un primo atto di rispetto.

💬 Ti è mai capitato di sentirti non rispettato più dai gesti che dalle parole?

11/01/2026

🚨NUOVO GRUPPO DI AVVENTURIERI IN PARTENZA 🚨
gruppo dedicato a bambini con difficoltà emotive e relazionali, a partire dalla terza elementare fino alla quinta.
🔺10 incontri di un’ora, da giovedì 22 gennaio fino al 26 marzo
🔺tutti i giovedì dalle 16.15 alle 17.15
🔺a Zanè presso lo Studio dr. Alberto Mariotto
🔺inserimento nel gruppo previo colloquio
🔺info e costi numeri nel volantino

VI ASPETTIAMO 🤠
ISCRIZIONI ENTRO IL 15/01

Jessica Drago
Alberto Mariotto - Psicologo e Logopedista

08/01/2026

𝐆𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢

Non sempre la mancanza di rispetto verso i figli è intenzionale.
Spesso nasce dall’idea che “𝑠𝑜 𝑖𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑒̀ 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑡𝑒” o dal bisogno di controllare, proteggere, correggere.

Dal punto di vista psicologico, non rispettare i confini emotivi di un figlio significa:
- 𝒎𝒊𝒏𝒊𝒎𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒔𝒖𝒆 𝒆𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 (“non è niente”, “esageri”)
- 𝒊𝒏𝒗𝒂𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒔𝒖𝒂 𝒑𝒓𝒊𝒗𝒂𝒄𝒚 𝒆𝒎𝒐𝒕𝒊𝒗𝒂
- 𝒑𝒓𝒆𝒕𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒊𝒅𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂𝒕𝒆
- 𝒅𝒆𝒄𝒊𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒅𝒐𝒗𝒓𝒆𝒃𝒃𝒆 𝒑𝒓𝒐𝒗𝒂𝒓𝒆

Quando questo accade, il bambino o l’adolescente può imparare che:
❌ le sue emozioni non sono legittime
❌ dire di no è sbagliato
❌ i confini non vengono rispettati
❌ l’amore è legato all’obbedienza

Rispettare i confini emotivi non vuol dire essere permissivi,
ma riconoscere l’altro come persona separata, con un mondo interno proprio.

👉𝑈𝑛 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑒𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎 𝑢𝑛 𝑎𝑑𝑢𝑙𝑡𝑜 𝑐𝑎𝑝𝑎𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖.

💬 Ti sei mai chiesto come reagisci alle emozioni di tuo figlio quando non le comprendi?

05/01/2026

𝐁𝐞𝐟𝐚𝐧𝐚, 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚: 𝐜𝐨𝐬𝐚 “𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨” 𝐚𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢?

La Befana chiude il tempo delle feste e, simbolicamente, porta via ciò che non serve più per lasciare spazio a nuove possibilità.
È un buon momento per chiederci: 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖 𝑠𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑎𝑣𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑎 𝑏𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑎𝑑𝑜𝑙𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖?

Dal punto di vista psicologico, il rispetto è fondamentale nello sviluppo emotivo perché insegna ai più giovani che:
- 𝒍𝒆 𝒆𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒂𝒏𝒐
- 𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒊𝒏𝒊 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒐𝒏𝒐
- 𝒍𝒆 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒆𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏𝒂 𝒎𝒊𝒏𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂
- 𝒍𝒂 𝒓𝒆𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒂

Negli adolescenti, tutto questo diventa ancora più delicato nell’era digitale, dove il rispetto viene spesso messo alla prova: commenti impulsivi, linguaggio aggressivo, esposizione continua al giudizio.

👉 Insegnare il rispetto oggi significa:
- essere modelli coerenti, anche online
- educare all’empatia digitale (dietro uno schermo c’è sempre una persona)
- rispettare per primi i confini emotivi dei figli, ascoltando senza sminuire
- aiutare a distinguere tra libertà di espressione e mancanza di rispetto

La Befana non porta solo dolci o carbone:
può portarci l’occasione di fare spazio a relazioni più rispettose, dentro e fuori dal digitale.

💬 Qual è, secondo te, la lezione più importante sul rispetto da trasmettere ai ragazzi oggi?

01/01/2026

𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨

Il rispetto non è solo una buona educazione. È una competenza psicologica.
Rispettare significa riconoscere l’altro come essere umano completo, con emozioni, confini, bisogni, tempi e modi diversi dai nostri.
Questo mese sarà dedicato al rispetto, un po' come buon auspicio, un po' come rimprovero da fare a noi stesso quando ci accorgiamo di essere 𝑝𝑜𝑐𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜𝑠𝑖 dell'altro, ma soprattutto di noi stessi

Dal punto di vista psicologico, il rispetto si costruisce su 3 pilastri:

🔹 𝑪𝒐𝒏𝒔𝒂𝒑𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂
Riconoscere che l’altro ha un mondo interno tanto complesso quanto il nostro. Nessuno è “solo quello che vede”: ognuno porta con sé una storia.

🔹 𝑬𝒎𝒑𝒂𝒕𝒊𝒂
Sintonizzarsi sulle emozioni altrui senza giudicare. L’empatia apre lo spazio per una comunicazione più autentica e gentile.

🔹𝑪𝒐𝒏𝒇𝒊𝒏𝒊 𝒔𝒂𝒏𝒊
Il rispetto non è accondiscendenza, ma capacità di stare in relazione senza invadere né farsi invadere. Significa dire “io sono io, tu sei tu, e possiamo coesistere”.

Quando manca il rispetto, si aprono le porte alla 𝑠𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, alle 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑡𝑜𝑠𝑠𝑖𝑐ℎ𝑒, al 𝑏𝑢𝑙𝑙𝑖𝑠𝑚𝑜, alla 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑟𝑖𝑚𝑖𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒.
Quando c’è, si crea invece un clima di 𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂, 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒆 𝒇𝒊𝒅𝒖𝒄𝒊𝒂: condizioni indispensabili per ogni relazione sana.

💬 E tu, in quali situazioni ti senti rispettato davvero?

30/12/2025

𝐋𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐚𝐭𝐚𝐥𝐢𝐳𝐢𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐮𝐫𝐢𝐨𝐬𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨

Il Natale parla mille lingue diverse.
Dietro luci, canti e riti c’è un universo di storie affascinanti che cambiano da paese a paese.
E alcune sono davvero sorprendenti!

✨ Qualche esempio divertente e suggestivo:

• 𝑲𝒓𝒂𝒎𝒑𝒖𝒔 (Austria) – Una creatura metà uomo metà caprone che “educa” i bambini troppo vivaci. Una tradizione antica e un po’ inquietante, ma amatissima.

• 𝑳𝒆 𝒍𝒂𝒏𝒕𝒆𝒓𝒏𝒆 𝒈𝒊𝒈𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝑭𝒊𝒍𝒊𝒑𝒑𝒊𝒏𝒆 – Il Giant Lantern Festival illumina la città di San Fernando con vere opere d’arte luminose.

• 𝑳𝒂 𝒄𝒂𝒑𝒓𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒊 𝒑𝒂𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒔𝒄𝒂𝒏𝒅𝒊𝒏𝒂𝒗𝒂 – La Yule Goat, simbolo del ritorno del sole dopo il buio invernale. In Svezia è diventata un’icona natalizia.

• 𝑳𝒂 𝑩𝒆𝒇𝒂𝒏𝒂 (Italia) – Una figura tutta nostra: una portatrice di doni che unisce simbolismo, folklore e dolcezza.

• 𝑮𝒍𝒊 𝒀𝒖𝒍𝒆 𝑳𝒂𝒅𝒔 𝒊𝒔𝒍𝒂𝒏𝒅𝒆𝒔𝒊 – 13 spiritelli che arrivano uno al giorno portando regali… o piccoli scherzi.

💫 Ogni tradizione racconta qualcosa della cultura che la custodisce: paure, desideri, speranze e modi diversi di celebrare la luce nel buio dell’inverno.

26/12/2025

𝐂𝐨𝐦𝐩𝐢𝐭𝐢, 𝐯𝐚𝐜𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐞 𝐦𝐚𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞: 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢𝐨 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨

Le vacanze natalizie possono diventare un piccolo campo di battaglia: compiti da finire, orari che saltano, richieste infinite di tablet e videogiochi.
Ma non dimentichiamo un dettaglio importante: per i bambini questo è il periodo più simbolico dell’anno.

⭐ 𝑹𝒐𝒖𝒕𝒊𝒏𝒆 𝒔𝒊̀, 𝒎𝒂 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒓𝒊𝒈𝒊𝒅𝒊𝒕𝒂̀
I compiti servono a mantenere un po’ di continuità, ma non devono diventare il centro delle vacanze. Meglio suddividerli in micro-sessioni brevi e regolari, così evitano ansia e resistenze.

⭐ 𝑺𝒑𝒂𝒛𝒊𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒂𝒈𝒊𝒂
La dimensione immaginativa — che si tratti di Babbo Natale, racconti, rituali familiari — non è un’illusione da “smontare”.
Come ricordava Bruno Bettelheim, il simbolico aiuta i bambini a elaborare emozioni e sviluppare resilienza.

⭐ 𝑳𝒂 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒆 “𝒄𝒐𝒏𝒕𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒆𝒎𝒐𝒕𝒊𝒗𝒐”
Una serata di giochi, leggere una storia, preparare biscotti insieme… sono esperienze che restano nella memoria affettiva molto più dei compiti eseguiti di corsa.

✨ Obiettivo? Vacanze che siano riposo, crescita e un pizzico di meraviglia.
Perché i bambini imparano anche quando ridono, immaginano e stanno bene.

23/12/2025

𝐆𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐞: 𝐮𝐧 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐭𝐨.

Le feste portano luci, tradizioni e momenti condivisi… ma quando manca qualcuno, ogni piccola cosa può trasformarsi in un promemoria doloroso.

Il Natale dopo un lutto non è un Natale “da aggiustare”.
È un Natale 𝒅𝒂 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒓𝒆, con delicatezza e rispetto per ciò che sentiamo.

🎗 Cosa può aiutare:
• 𝑹𝒂𝒍𝒍𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆: non tutto deve tornare come prima.
• 𝑪𝒓𝒆𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒓𝒊𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆 𝒑𝒆𝒓 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒓𝒅𝒂𝒓𝒆: una candela, una foto, una frase.
• 𝑨𝒄𝒄𝒆𝒕𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒊𝒂 𝒆 𝒍𝒂 𝒕𝒓𝒊𝒔𝒕𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒗𝒊𝒗𝒂𝒏𝒐: non si escludono a vicenda.
• 𝑷𝒆𝒓𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒉𝒊𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒔𝒖𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒐: nessuno dovrebbe affrontare il dolore da solo.

L’assenza non si colma, ma può trovare nuovi modi di stare con noi.
Le persone che abbiamo amato non spariscono: continuano a vivere nei gesti, nei ricordi, nelle parole che ci hanno lasciato.

19/12/2025

𝐒𝐨𝐥𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝’𝐢𝐧𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐛𝐮𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞

Il 21 dicembre è il giorno più corto dell’anno: il solstizio d’inverno.
Un momento che, da sempre, affascina culture, religioni e psicologie.
Non è solo un fenomeno astronomico: è un simbolo potentissimo.

🔹𝑰𝒍 𝒃𝒖𝒊𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒊𝒏𝒕𝒓𝒐𝒔𝒑𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆
Nella psicologia, i periodi di “oscurità” rappresentano gli spazi interiori in cui si rallenta, ci si ascolta e si fa ordine.
Il buio non è per forza negativo: può essere un luogo di incubazione, di preparazione, di attesa.

🔹 𝑳𝒂 𝒍𝒖𝒄𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀
Dopo il solstizio, le giornate ricominciano ad allungarsi.
È una metafora perfetta della mente che ritrova vitalità dopo un periodo difficile: non all’improvviso, ma con piccoli, quasi impercettibili, incrementi di energia.

🔹 𝑼𝒏 𝒔𝒊𝒎𝒃𝒐𝒍𝒐 𝒖𝒏𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒍𝒆
Molte culture celebrano in queste date il ritorno della luce: dallo Yule nordico, ai riti del Sol Invictus romano, fino alle attuali feste del periodo invernale.
È l’idea che, anche nei momenti più bui, la luce torna sempre.

✨ 𝑼𝒏 𝒊𝒏𝒗𝒊𝒕𝒐 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒐
Il solstizio ricorda che i cicli fanno parte della vita emotiva:
non siamo sempre al massimo, non siamo sempre nel buio.
E ogni transizione porta un insegnamento.

16/12/2025

𝐅𝐞𝐬𝐭𝐞, 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢: 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐯𝐢𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨

Dicembre è un mese pieno di 𝑙𝑢𝑐𝑖… ma anche di 𝑜𝑚𝑏𝑟𝑒 𝑒𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑒.
Per qualcuno è magia pura, per altri nostalgia, per altri ancora una corsa contro il tempo — tra famiglia, lavoro, regali, cene e aspettative impossibili.

💭 𝑳𝒆 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒂𝒎𝒑𝒍𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂𝒏𝒐 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐
Le emozioni diventano più intense:
- chi è felice lo è di più,
- chi ha ferite le sente più forti,
- chi è stanco sente il bisogno di fermarsi.

E non è un caso: dicembre porta con sé simboli, ricordi, rituali che toccano corde profonde.

✨ 𝑬 𝒏𝒐𝒏 𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆 𝒖𝒏 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒗𝒊𝒗𝒆𝒓𝒍𝒐.
Nel mondo, lo stesso periodo prende forme diversissime:
- in Giappone il 24 dicembre è una festa romantica;
- in Islanda arrivano i “13 Yule Lads”, piccoli folletti burloni;
- in Messico si celebrano le Posadas, processioni luminose per le strade;
- nelle culture nordiche il Natale è luce che sfida l’oscurità dell’inverno.

Queste differenze ci ricordano una cosa importante:
👉 non c'è un modo “𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑜” di vivere le feste.

🎁 Eppure, le 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 restano un peso enorme.
Facciamo a gara per:
- essere felici,
- essere perfetti,
- essere “in famiglia”,
- essere grati,
- essere presenti a tutto e con tutti.

𝑀𝑎 𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑜 𝑒̀ 𝑜𝑏𝑏𝑙𝑖𝑔𝑎𝑡𝑜 𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑟𝑠𝑖 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑐𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒.

Indirizzo

Via Del Costo, 10
Zanè
36010

Orario di apertura

08:30 - 19:00

Telefono

+393382974984

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