03/11/2025
Stralcio di un'intervista ad Eric Fromm su Psicologia e Società (1960). (Mia traduzione).
"IL PERICOLO PIÙ GRANDE PER GLI PSICOLOGI È DI DIVENTARE DEI PRETI DEL SISTEMA!!"
"Temo che la direzione della salute mentale, della psicologia e della psichiatria sia quello di aiutare a far adattare ancora di più gli uomini al sistema. Di farli funzionare in maniera ancora più liscia. Si potrebbe dire che la psicologia e il concetto di salute mentale siano in pericolo oggi e che gli psicolgi corrano soprattutto il pericolo di diventare dei preti del sistema. Il che vuol dire: aiutare la gente ad adattarsi al sistema all'interno del quale essa è supposta produrre e consumare in massa, diretta e supportata da un'organizzazione centrale e da slogan e di cui non si deve preoccupare.
MA le persone sono insoddisfatte, soffrono per questo, soffrono cioè di quello che i francesi chiamavano nel diciottesimo secolo 'la maladie du siecle", soffrono cioè dell'insensatezza della vita. Cosa molto umana. L'uomo, infatti, ha bisogno di dare un senso alla vita.
Ora, c'è un pericolo in questo movimento di adattamento. Perché, in questa concezione dell'uomo produttore/consumista, le persone non possono ammalarsi, non possono avere sintomi. Così, potrebbero protestare addirittura, potrebbero voler dare un senso alla propria vita e allora molti psicologi cosa fanno? Arrivano e dicono: "Tu non dovresti essere insoddisfatto, se sei insoddisfatto vuol dire che sei malato e noi ti faremo guarire, ti faremo adattare così che tu possa accettare l'insensatezza della vita senza ribellarti ad essa, senza avere sintomi...e, comunque, potrai anche avere un bel funerale!".
Le parole di Fromm risultano quanto mai preziose oggi, forse ancora più del 1960.
Sono rivolte alla categoria dei cosiddetti professionisti della salute mentale. L'invito di Fromm è quello di non cadere nella facile tentazione di una comodità standardizzata, catalogata, ben spartita, che ci solleva dall'assunzione di una responsabilità etica rispetto al paziente e al suo inconscio. Fromm ci dice che è pericoloso aderire agli slogan culturali della moda del momento del sistema, è pericoloso perché rischiamo di essere ammaliati dal 'comfortably numb', direbbero i Pink Floyd, del pressappochismo che elogia il benessere uniformante come cifra 'democratica' della vita umana.
Il lato sovversivo della psicoanalisi è stato sempre quello di rovesciare i discorsi dominanti, per farne vedere il negativo. Non cedere mai alle illusioni offerte. Andare a vederne la piega. Questo è ciò che ci ha insegnato Freud, sin dalla nascita stessa della psicoanalisi. Poiché l'unica cosa a cui punta davvero un'analista è alla soggettività di chi ha di fronte. Alla sua cifra unica. Al suo desiderio.
Il peccato più grande diceva Lacan è cedere sul proprio desiderio.
Questo è un tempo in cui questo peccato è divenuto radicale. L'effetto è una proliferazione di melanconie e assenze di desiderio.
Ma la vita umana è fatta per sbarazzarsi della vita come principio salutista. È fatta per osare, è fatta per sognare, è fatta per gridare, per godere, per gioire.
L'uomo, ridotto a puro automa di consumo si ammala, per sua stessa struttura. (Bisognerebbe riprendere il resto il 'Disagio della Civiltà' di Freud.)
È qui che noi dobbiamo intervenire a sostegno dell'umano, a sostegno della vita come atto soggettivo e non come compito di adattamento.
Lo psicologo non può essere un prete del sistema.
Lo psicologo dev'essere un promulgatore assoluto della libertà.
All we ever wanted was everything (Bauhaus 1982).