17/01/2026
COLON E PSOAS
Il colon e lo psoas sono due strutture che il corpo usa quando la vita diventa seria.
Non quando corre tutto liscio.
Quando c’è da resistere.
Quando c’è da trattenere.
Quando c’è da sopravvivere senza farsi vedere.
Questa non è una relazione simbolica.
È una relazione anatomica, neurologica, fasciale, endocrina e psicosomatica.
Una relazione che decide postura, digestione, dolore, ansia, stanchezza, rigidità emotiva.
ANATOMIA PROFONDA E CONTINUITÀ FASCIALE
Lo psoas maggiore origina dai corpi vertebrali, dai processi trasversi e dai dischi intervertebrali di L1–L5. È uno dei pochissimi muscoli che nasce direttamente dalla colonna e attraversa il bacino senza interruzioni. È avvolto da una fascia robusta, la fascia dello psoas, che è in continuità con la fascia retroperitoneale.
Il colon ascendente e discendente sono organi retroperitoneali secondari. Questo significa una cosa precisa: condividono lo stesso spazio fasciale dello psoas. Non sono separati. Non sono indipendenti.
Quando la fascia dello psoas perde elasticità, il colon perde scorrimento.
Quando il colon è infiammato o ipertonico, la fascia retroperitoneale trasmette tensione allo psoas.
La fascia non è un imballaggio.
È un organo sensoriale, riccamente innervato, capace di trasmettere tensioni meccaniche e informazioni nervose.
Qui nasce il problema. E qui nasce anche la soluzione.
NEUROLOGIA DELLA SOPRAVVIVENZA
Lo psoas è intimamente collegato al sistema nervoso centrale attraverso il plesso lombare. È uno dei primi muscoli a reagire agli stimoli di pericolo. È coinvolto nei riflessi di fuga, difesa, congelamento.
Il colon è governato dal sistema nervoso enterico, una rete neuronale autonoma con centinaia di milioni di neuroni. Produce neurotrasmettitori, dialoga con il nervo vago, risponde allo stato emotivo prima ancora che alla qualità del cibo.
Stress cronico significa questo:
– aumento del tono simpatico
– riduzione dell’attività vagale
– ipertono dello psoas
– alterazione della motilità del colon
Non è teoria. È fisiologia misurabile.
Quando una persona vive a lungo in allerta, il corpo si organizza per reggere.
Ma reggere non è vivere.
BIOMECCANICA DEL BLOCCO
Uno psoas contratto mantiene il bacino in anteriorizzazione.
La lordosi lombare aumenta o si rigidifica.
Il diaframma perde escursione caudale.
Il risultato è una compressione cronica dei visceri addominali.
Il colon perde la sua mobilità fisiologica tridimensionale.
La peristalsi diventa disorganizzata.
Gonfiore, alvo alterno, dolore addominale, sensazione di peso, stanchezza profonda.
E spesso, in parallelo: ansia, ipervigilanza, difficoltà a rilassarsi, sonno leggero.
Non sono due problemi diversi.
Sono la stessa storia raccontata da due tessuti diversi.
PSICOSOMATICA DEL COLON E DELLO PSOAS
Il colon è l’organo del trattenere e del lasciare andare.
Non in senso poetico astratto. In senso neurobiologico.
Il colon reagisce alle emozioni non espresse, alle decisioni rimandate, ai confini non rispettati.
Lo psoas reagisce alla paura primaria: quella di non essere al sicuro.
Persone che hanno vissuto:
– instabilità emotiva
– responsabilità precoci
– traumi relazionali
– ipercontrollo
– bisogno costante di adattarsi
sviluppano spesso uno psoas ipertonico e un colon reattivo.
Il corpo non dimentica.
Si organizza.
TRATTAMENTO OSTEOPATICO INTEGRATO
Il trattamento osteopatico qui non è tecnico. È sistemico.
Si inizia sempre creando un ambiente di sicurezza. Il sistema nervoso deve sentire che non c’è urgenza. Senza questo, nessun rilascio è possibile.
Lo psoas viene approcciato indirettamente, attraverso il respiro, la fascia, il contatto lento. Mai forzato. Mai stirato. Il rilascio avviene quando il tessuto smette di difendersi.
Il colon viene trattato con mobilizzazioni viscerali profonde e rispettose. Si lavora su:
– colon ascendente
– colon trasverso
– colon discendente
– sigma
Non per spostarlo, ma per restituirgli scorrimento.
Il diaframma è sempre parte del trattamento.
Senza diaframma non c’è regolazione del sistema autonomo.
Quando psoas, colon e diaframma entrano in coerenza, il paziente cambia stato. Non solo sintomo.
AUTOTRATTAMENTO COME RIEDUCAZIONE NERVOSA
L’autotrattamento serve a insegnare al corpo che non è più in pericolo.
Supino, ginocchia piegate. Respiro lento, espirazione lunga. Questo stimola il nervo vago.
Oscillazioni dolci del bacino. Ginocchia al petto alternate.
Automassaggio addominale lento, seguendo il decorso del colon.
La chiave non è la tecnica.
È il tempo.
GINNASTICA REGOLATIVA
Niente esercizi aggressivi.
Niente stretching forzato.
Movimenti lenti, continui, ciclici:
– affondi morbidi
– estensioni d’anca consapevoli
– ponte mantenuto
– posizione del bambino
Camminare lentamente è una terapia per lo psoas e per il colon.
Il movimento deve rassicurare, non stimolare.
ALIMENTAZIONE VEGANA COME TERAPIA DI SISTEMA
Il colon è un organo infiammabile.
Lo stress lo infiamma.
Il cibo può aiutarlo o peggiorarlo.
Un’alimentazione vegana funzionale riduce l’infiammazione sistemica e sostiene il microbiota intestinale, che dialoga direttamente con il sistema nervoso.
Cibi semplici, caldi, prevedibili.
Verdure cotte.
Legumi ben cotti.
Cereali integrali.
Mangiare lentamente è già terapia vagale.
MANTRA SOMATICO
Non va recitato. Va sentito.
Posso smettere di trattenermi.
Non sono in pericolo.
Il mio ventre è un luogo sicuro.
Il mio corpo sa cosa fare.
Lascio andare il controllo.
Resto.
IN FINE
Quando colon e psoas tornano a dialogare, cambia tutto.
La postura si riorganizza.
Il respiro scende.
La pancia si ammorbidisce.
La mente smette di anticipare.
Non stai curando un organo.
Stai rieducando un sistema.
E quando il sistema smette di difendersi, la salute non va cercata.
Accade.
Dal post di Dott Giuseppe Totaro Osteopata