Ulisse Consulenza Psicoterapia

Ulisse Consulenza Psicoterapia Centro di consulenza, psicologia, psicoterapia , terapia assistita con animali, individuale e di gruppo, training autogeno, testistica.

23/10/2024

“Dal male ho ricavato molto bene. Il mantenere la calma, il non rimuovere nulla, il rimanere vigile e insieme l’accettazione della realtà – prendendo le cose come sono e non come avrei voluto che fossero – mi hanno portato conoscenze singolari, ma anche singolari energie, quali prima non avrei potuto immaginare.
Ho sempre pensato che se si accettano le cose, esse in un modo e nell’altro ci sopraffanno; ora invece non è più così, e solo accettandole è possibile prendere posizione di fronte a esse.
Anch’io voglio partecipare al gioco della vita nell’accettare ciò che di volta in volta mi offrono i giorni e la vita, bene e male, sole e ombra che costantemente si alternano, e così accetto anche la mia natura, con i suoi lati positivi e negativi, e tutto si ravviva.
Com’ero pazza, io che volevo forzare ogni cosa ad adattarsi al mio volere!”

Lettera di una paziente a C. G. Jung riportata da Jung nel suo libro: Commento al “Segreto del Fiore d’Oro”. Il Distacco dall'Oggetto, pag 55 - Opere - Vol. 13 - Studi sull'Alchimia

20/08/2024

“Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato, ne è diventato il padre e la madre.

Adulto è colui che ha curato le ferite della propria infanzia, non nascondendo il bambino ferito che è stato, ma rispettandolo. Adulto è colui che non cerca compiacimento, rapporti privilegiati, amore incondizionato, senso per la propria esistenze nel partner, nei figli, nei colleghi, negli amici. Adulto è chi si assume le proprie responsabilità, ma non quelle come timbrare il cartellino, pagare le bollette o rifare i letti e le lavatrici. Ma le responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni, delle proprie paure e delle proprie fragilità. Responsabile è chi prende la propria vita in carico, senza più attribuire colpe. Sembrano adulti ma non lo sono affatto.

Chi da bambino è stato umiliato, chi ha pensato di non esser stato amato abbastanza, chi ha vissuto l’abbandono e ne rivive costantemente la paura, chi ha incontrato la rabbia e la violenza, chi si è sentito eccessivamente responsabilizzato, chi ha urlato senza voce, chi la voce ce l’aveva ma non c’era nessuno con orecchie per sentire, chi ha atteso invano mani, chi le mani le ha temute. Per tutti questi “chi”, se non c’è stato un momento di profonda rielaborazione, se non si è avuto ancora il coraggio di accettare il dolore vissuto, se non si è pronti per dire addio a quel bambino, allora “l’adultità” è un’illusione. Io ho paura di questi bambini feriti travestiti da adulti, perché se un bambino ferito urla e scalcia, un adulto che nega le proprie emozioni è pronto a fare qualsiasi cosa. Un bambino ferito travestito da adulto è una bomba ad orologeria. L’odio potrebbe scoppiare ciclicamente o attendere a lungo per una sola e violenta detonazione, altri preferiscono implodere, mutilando anima e corpo, pur di non vedere.

Ciò che separa il bambino dall’adulto, è la consapevolezza.

Ciò che separa l’illusione dalla consapevolezza è la capacità di sostenere l’onda d’urto della deflagrazione del dolore accumulato. Ciò che rimane dopo che il dolore è uscito è amore, empatia, accettazione e leggerezza.”

Emily Mignanelli

La vita non ha senso a priori. Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso. E il v...
28/06/2024

La vita non ha senso a priori.
Prima che voi la viviate, la vita di per sé non è nulla; sta a voi darle un senso.
E il valore non è altro che il senso che sceglierete.
Jean-Paul Sartre

IL RUMORE«Chi ha paura di se stesso ricerca compagnie chiassose e rumori strepitosi, per scacciare i demoni. (I primitiv...
24/06/2024

IL RUMORE
«Chi ha paura di se stesso ricerca compagnie chiassose e rumori strepitosi, per scacciare i demoni. (I primitivi si servono a questo scopo di urla, musica, tamburi, fuochi d’artificio, scampanii ecc.) Il rumore infonde un senso di sicurezza, come la folla; per questo lo si ama e si ha timore di contrastarlo, perché istintivamente si percepisce la magia apotropaica che ne emana. Il rumore ci protegge da penose riflessioni, distrugge i sogni inquietanti, ci assicura che siamo tutti quanti insieme e facciamo un tale chiasso che nessuno oserà aggredirci. Il rumore è così immediato, così prepotentemente reale che tutto il resto diventa pallido fantasma. Esso ci risparmia la fatica di dire o fare qualsiasi cosa perché persino l’aria vibra della potenza della nostra indomabile vitalità.

L’altra faccia della medaglia è la seguente: non avremmo il rumore se, sotto sotto, non lo volessimo. Non è soltanto inopportuno o addirittura nocivo, ma è un mezzo inconfessato e incompreso, volto allo scopo, una compensazione cioè dell’ansia che invece è motivata fin troppo bene. Nel silenzio infatti l’angoscia porterebbe gli uomini a riflettere e non si può prevedere che cosa allora potrebbe affiorare alla coscienza.

La maggior parte degli uomini teme il silenzio, per cui quando cessa il brusio costante, per esempio di un ricevimento, bisogna sempre fare, dire, fischiare, cantare, tossire o mormorare qualcosa. Il bisogno di rumore è quasi insaziabile, anche se talvolta il rumore diventa insopportabile. E’ comunque pur sempre meglio di niente. Quello che si definisce, significativamente, “silenzio di tomba”, rende terribilmente inquieti. Perché? Vi si aggirano forse i fantasmi? Non credo; in realtà si teme ciò che potrebbe ve**re fuori dal proprio intimo e quello cioè che abbiamo tenuto alla larga con il rumore.»

Carl Gustav Jung
Esperienza e mistero

🏹

"Tutti gli esseri feriti sono costretti alla metamorfosi."Franz Kafka
23/06/2024

"Tutti gli esseri feriti sono costretti alla metamorfosi."

Franz Kafka

LA FALSA IDENTITÀ "Chi soffre teme che gli venga rivelata la fonte del suo male di vivere, per cui vuole un sedativo, vu...
19/06/2024

LA FALSA IDENTITÀ

"Chi soffre teme che gli venga rivelata la fonte del suo male di vivere, per cui vuole un sedativo, vuole che qualcuno lo renda insensibile al dolore, ma non desidera assolutamente cambiare, non vuole che gli si dimostri che i suoi problemi sono la protesta di un' Anima rinchiusa nella prigione di una identità fasulla."

- Alejandro Jodorowsky -

“La morte; noi cristiani facciamo fatica a concepirla per la semplice ragione che non abbiamo interiorizzato il modello ...
21/05/2024

“La morte; noi cristiani facciamo fatica a concepirla per la semplice ragione che non abbiamo interiorizzato il modello greco: che l’uomo è mortale. In Grecia avevano due parole per dire uomo, all’epoca di Omero usavano la parola brotos, che vuol dire: colui che è destinato a morire; e all’epoca di Platone thnetos: il mortale.

I greci la morte la prendono sul serio, i cristiani invece non ci credono alla morte perché pensano che dopo questa vita ce ne sia un’altra, per cui da qui derivano le figure della speranza, della consolazione, che si traducono in: “sopporto tutti i dolori della vita tanto poi ce n'è un’altra” e ciò porta all’accettazione incondizionata della sofferenza. Se noi entriamo nelle chiese e guardiamo l’iconografia che caratterizzano i vari altari, vediamo solo scene di dolore, di sofferenza, di crocifissioni, di cuori infranti.

Ma è anche vero che le grandi domande sull'esistenza nascono in presenza del dolore, della malattia, della morte e difficilmente in presenza della felicità che tutti rincorriamo.”

Umberto Galimberti

"...L'amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa, e quando accade bisogna prendere una decisio...
03/05/2024

"...L'amore è una pazzia temporanea, erutta come un vulcano e poi si placa, e quando accade bisogna prendere una decisione. Devi capire se le vostre radici si sono intrecciate al punto da rendere inconcepibile una separazione. Perchè questo è l'amore. Non è l'ardore, l'eccitazione, le imperiture promesse d'eterna passione, il desiderio di accoppiarsi in ogni minuto del giorno. Non è restare sveglia la notte a immaginare che lui baci ogni angolo del tuo corpo. No, non arrossire, ti sto dicendo qualche verità. Questo è semplicemente essere "innamorati". Una cosa che sa fare qualunque sciocco. L'amore è ciò che resta quando l'innamorato si è bruciato; ed è sia un arte sia un caso fortunato. Ci sono radici che si protendono sottoterra l'una verso l'altra e quando i bei fiori cadono si scopre che si è un albero solo, non due. Ma a volte i petali cadono senza che le radici si siano intrecciate.

«Per avere rapporti genuini, costruttivi con gli altri è necessario diventare individui. Si diviene individui approfonde...
27/04/2024

«Per avere rapporti genuini, costruttivi con gli altri è necessario diventare individui. Si diviene individui approfondendo la conoscenza di sè e mantenendosi fedeli alle proprie regole interne, al proprio codice personale di valori, al proprio stile. Bisogna lasciare che la propria singolarità emerga, anche a costo di apparire degli eccentrici. È questa la via per sfuggire al conformismo dilagante, alla massificazione, alla accettazione di modelli di comportamento predefiniti.»

Italo Calvino

24/04/2024

“Così Mago Merlino disse: Arriverà un giorno, in cui capirai che tutto l'universo vive dentro di te. Allora sarai un mago. Come mago, tu non vivi nel mondo; è il mondo che vive dentro di te. Quando questo accadrà inizierai a manifestare invece di attrarre. E capirai che non ti manca nulla, solo non hai ancora visto dentro di te ciò che stai tanto cercando... "

La spada nella roccia
T.H.White

12/04/2024

⭕ Chi sono le persone nei nostri sogni?

“In molto sogni omerici, il dio o “eidolon” appare al sognatore nelle vesti di un amico vivente ed è possibile che nella realtà i sogni in cui comparivano conoscenti del sognatore venissero interpretati in questo modo.” (Dodds)

Secondo Hillman le persone che appaiono nei nostri sogni di notte possano essere ANCHE (non solo) vere e proprie forze, istanze psichiche archetipiche, abitanti il mondo infero del sogno, dell’inconscio, che utilizzano le nostre imago (immagini) delle persone reali che conosciamo durante la vita diurna per potersi manifestare e dunque agire per produrre effetti sulla psiche del sognatore.

📝 LEGGI L' ARTICOLO su JungItalia.it ⬇️

https://www.jungitalia.it/2014/09/09/sognare-persone-conosciute-e-non-chi-sono-in-realta-gli-altri-nei-nostri-sogni/

15/02/2024

LA CHIESA CATTOLICA CONTRO LA PSICOANALISI

Il rapporto tra la Chiesa Cattolica e la psicoanalisi è stato a lungo conflittuale e di ostilità: ancora oggi, le scoperte della psicoanalisi sulla sessualità e sull’inconscio faticano nel farsi spazio negli ambienti accademici, di ricerca e culturali legati al mondo cattolico.

Quali sono i motivi di questo rapporto difficile, di scontro e di ostilità?

Le scoperte sulla sessualità, sulla pulsione e sul conflitto inconscio costituiscono la base di una concezione innovativa dell’uomo e della psiche, in contrasto con il dualismo religioso tra coscienza ed anima.

Freud stesso, da ebreo laico, aveva criticato la religione, in opere come “L’avve**re di un’illusione” (1927): Freud interpreta la religione come una costruzione simbolica nella quale l’uomo ricerca un rapporto con il Padre, sublimando quindi il lutto per la perdita di chi ama e la ricerca di una guida che possa orientarlo.

Pertanto, agli occhi di Freud la religione sarebbe una costruzione psichica come tante, da “interpretare” e alla quale non si tratta di “credere”.
Inoltre, fino ad allora, il concetto di “confessione”, di racconto della propria interiorità, era riservato al sacramento della confessione, al limite al diario privato, ad un amico fidato: l’emergere della figura dello psicoanalista apriva uno scenario nuovo, che la Chiesa visse come ostile.
Per queste posizioni e per le sue teorie, la Chiesa ha vivamente combattuto la psicoanalisi nel corso del Novecento.
Nel 1934 il Vaticano chiese a Mussolini di sopprimere la “Rivista italiana di psicoanalisi” e l’anno dopo la Società Italiana di psicoanalisi venne soppressa dalla dittatura fascista.

In Italia la psicoanalisi trovò dei vivi ostacoli alla propria diffusione anche nella cultura e filosofia idealista di Benedetto Croce, nel Fascismo e, dopo la guerra, nel Marxismo sostenuto da Partito Comunista Italiano.
I primi psicoanalisti italiani, non a caso, furono due ebrei socialisti e antifascisti: Edoardo Weiss ed Emilio Servadio.

Nel Dopoguerra, una volta caduto il Regime, la Chiesa riprese la propria offensiva contro la psicoanalisi: nel 1952, sul “Bollettino del clero romano”, si arriva a qualificare addirittura come “peccato mortale” ogni pratica psicoanalitica e il solo rivolgersi ad uno psicoanalista diviene ragione di condanna morale e religiosa.

Sotto Giovanni XXIII, ai seminaristi era fatto divieto di rivolgersi agli psicoanalisti: la proibizione, emanata dal Sant’Uffizio, voleva colpire una disciplina considerata “pansessualista”, “materialista” ed “immorale”.

Solo anni dopo, sotto il pontificato di Paolo VI, verrà concessa la possibilità, per il clero, di rivolgersi ad uno specialista di scienze psicologiche o ad uno psicoanalista.

Sarà Papa Montini ad esprimersi stima “per questa oramai celebre corrente di studi antropologici, la psicoanalisi”.

La contrapposizione tra Chiesa e psicoanalisi riflette due diverse concezioni del mondo: la Chiesa Cattolica si vede infatti come “universale”, depositaria di una verità rivelata che ogni uomo deve abbracciare; l’esistenza di dottrine che mettano in discussione questa concezione è minaccia per il concetto stesso di universalità sulla quale la Chiesa fonda la propria ragione d’esistere; la psicoanalisi invece invita a far emergere una verità singolare, soggettiva, diversa per ciascuno, favorendo un’apertura cosmopolita, sensibile alle peculiarità di ciascuno, col rifiuto di ogni universalità.

Per questo ha fatto scalpore la “confessione” di Papa Francesco, che ha raccontato di essersi rivolto ad una psicoanalista; la sua testimonianza è raccolta dal sociologo francese Dominique Wolton, nel suo libro “Politique et société”:
“Ho consultato — racconta Bergoglio — una psicanalista ebrea. Per sei mesi sono andato a casa sua una volta alla settimana per chiarire alcune cose. Lei è sempre rimasta al suo posto. Poi un giorno, quando stava per morire, mi chiamò. Non per ricevere i sacramenti, dato che era ebrea, ma per un dialogo spirituale. Era una persona buona. Per sei mesi mi ha aiutato molto, quando avevo 42 anni”.

Il tema del rapporto tra Chiesa e psicoanalisi è affrontato in molte opere e anche al cinema: nel film “Habemus Papam” di Nanni Moretti, è proprio il Papa, depresso, a chiedere aiuto ad uno psicoanalista.

Freud, vissuto in un’epoca segnata dalla guerra e da un crescente antisemitismo, era consapevole delle minacce che costellavano il cammino della psicoanalisi:

05/01/2024

PSICOANALISI E MAGIA

“Mistica: l'oscura autopercezione del mondo che è al di fuori dell'Io, dell'Es.”

Sigmund Freud
(Risultati, idee, problemi)
1938

La rottura tra Freud e Jung ha scosso come un terremoto la nascente Psicoanalisi.
Se Jung era stato inizialmente scelto da Freud come suo “delfino”, le loro strade si separarono per sempre nel 1912.

Tuttavia, la distanza tra i due non era legata “solo” alla diversa concezione della libido.
Jung, a differenza di Freud, rifiutava l’idea che la libido fosse di matrice sessuale, vedendola come una forma di energia psichica indifferenziata, presente potenzialmente in molte forme diverse.

Tra i temi che divisero questi due grandi della psicoanalisi, vi è anche il rapporto con la magia.
Freud vedeva nel misticismo e nei fenomeni soprannaturali delle costruzioni artificiose, delle finzioni ideate per ingannare.

Anche laddove questi fenomeni fossero vissuti con convinzione e sincerità, per Freud si trattava di fenomeni spiegabili razionalmente, dal punto di vista psichico.
I fenomeni soprannaturali quindi, per Freud, fanno parte di costruzioni psichiche e ad esse vanno ricondotti, facendo emergere la dimensione di inganno che essi comportano.

Freud spiegherà nel dettaglio la propria posizione in opere come “Totem e Tabù” (1913).

La magia e i fenomeni soprannaturali non sarebbero che componenti di una costruzione, come gli elementi di un sogno. La loro unica utilità quindi è decodificarli e mostrare quali impulsi inconsci hanno portato alla loro elaborazione.
La risposta ai fenomeni paranormali quindi non andrebbe cercata nella mente e nell’inconscio di chi ne fa esperienza, non nel mondo.

Ecco quindi spiegato l’aforisma di Freud: la mistica sarebbe il modo tramite cui l’Es ha autopercezione di sé, fuori dalle logiche dell’Io.

Per Jung invece era necessario approfondire le religioni, il misticismo e la magia non come costruzioni psichiche, ma come possibili fenomeni determinati dall’energia psichica.
La visione junghiana quindi non vede nella mente il luogo nelle quali vengono formate delle costruzioni in seguito proiettate all’esterno.

Per Jung, il confine tra inconscio personale, collettivo e natura è molto labile. Per questo è possibile osservare fenomeni singolari, come la sincronicità;

La concezione junghiana vede nelle coincidenze, nei fenomeni soprannaturali e nel misticismo un fenomeno psichico che collega l’uomo al resto degli esseri viventi: questo aprirebbe quindi ad un’esplorazione di questo mondo dall’interno, diversamente da quanto ipotizzato da Freud.

Le diverse posizioni di Freud e Jung riflettono anche i loro differenti interessi: ad esempio, se per Freud il mito era una metafora per spiegare un fenomeno psichico, per Jung il mito può essere inteso come una costruzione inconscia collettiva, diretta emanazione di quel fenomeno psichico.

Per approfondire:
- Freud - Totem e Tabù (1913);
-Jung - Sogni, ricordi e riflessioni (1961);
-Jung – Inconscio, occultismo e magia.

"In natura non esiste nulla di così perfido, selvaggio e crudele come la gente normale"Hermann Hesse
09/12/2023

"In natura non esiste nulla di così perfido, selvaggio e crudele come la gente normale"

Hermann Hesse

Due modi ci sono per non soffrire.Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto d...
07/12/2023

Due modi ci sono per non soffrire.
Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’ inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Italo Calvino
da “Le città invisibili”

Indirizzo

Falciano

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Ulisse Consulenza Psicoterapia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Ulisse Consulenza Psicoterapia:

Condividi

Digitare