Dott.ssa Lucia Guidi

I bambini, così anche quando adolescenti, non nascono per amare gli adulti, ma per essere amati. È la loro condizione or...
22/11/2025

I bambini, così anche quando adolescenti, non nascono per amare gli adulti, ma per essere amati. È la loro condizione originaria, il modo in cui possono crescere senza dover portare pesi che non appartengono alla loro età.

Quando un bambino è costretto a “mettere a posto il disordine degli adulti”, quando diventa consolatore, regolatore emotivo o senso della vita di qualcuno, non sta vivendo la sua infanzia: sta svolgendo un lavoro psichico che lo segnerà a lungo.

La responsabilità è nostra. Essere adulti significa aver già imparato a stare nella solitudine, nel limite e nelle fratture della vita, senza usare i figli come anestetico, compagnia o collante.

Un bambino non deve mai sentirsi responsabile della felicità o del valore di un adulto. Deve solo poter crescere, protetto e libero, dentro un amore che lo sorregge senza chiedergli nulla in cambio.

La domanda è semplice e radicale: stiamo davvero amando i bambini… o stiamo chiedendo loro, inconsciamente, di amarci?

20 novembre - Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza



Ci sono verità interiori che un bambino non ha potuto dire, perché avrebbe messo in pericolo il legame da cui dipendeva....
17/11/2025

Ci sono verità interiori che un bambino non ha potuto dire, perché avrebbe messo in pericolo il legame da cui dipendeva. In terapia, quella verità ritorna: fragile, esitante, spesso temuta.
Il compito del terapeuta non è forzarla, ma offrirle un luogo dove possa finalmente esistere senza spaventare nessuno.
È in questo incontro, tra una verità che chiede riconoscimento e uno sguardo che non arretra, che il trauma può cominciare a trasformarsi.
A volte guarire significa solo questo: essere accolti nel punto esatto in cui non siamo mai stati visti.
E lì, lentamente, ricominciare a vivere.



Molte persone evitano di parlare dí se è di provare l’esperienza della terapia perché temono che, se iniziassero davvero...
15/11/2025

Molte persone evitano di parlare dí se è di provare l’esperienza della terapia perché temono che, se iniziassero davvero a parlare di ciò che provano, potrebbero “crollare” o perdere il controllo. Temono che mettere in parole il proprio dolore possa far “scoppiare” qualcosa che oggi riescono appena a tenere insieme.

Winnicott ci aiuta a comprendere che questa paura non riguarda un disastro futuro: riguarda qualcosa che è già successo, tanto tempo fa, in un momento in cui la persona non aveva ancora gli strumenti per affrontarlo.
Quell’esperienza è rimasta senza nome, senza contenimento, senza qualcuno che potesse accompagnarla ed aiutare ad elaborarla:nascosta e non superata.

Per questo il timore del crollo è così forte: non perché stia per accadere qualcosa di nuovo, ma perché il terapeuta si può avvicinare - direi finalmente e con cautela - a qualcosa di antico, mai pensato e mai condiviso.

La terapia offre lo spazio per incontrare, poco alla volta, ciò che allora è stato troppo doloroso per essere sentito. Non per far crollare la persona, ma per permetterle di dare forma, senso e voce a ciò che è rimasto sospeso.
È un processo che avviene con un altro presente, un ambiente affidabile, un ritmo che rispetta i tempi interni.

È spesso nel luogo più temuto che emerge una nuova possibilità: non un crollo, ma un incontro con se stessi che finalmente può avvenire senza travolgere…perché finalmente non è solo a farlo.



“Molti terapeuti, specialmente quelli più giovani, tendono a nascondersi dietro un ruolo professionale. Temono che mostr...
11/11/2025

“Molti terapeuti, specialmente quelli più giovani, tendono a nascondersi dietro un ruolo professionale. Temono che mostrarsi troppo umani, troppo vulnerabili, possa sminuire la loro autorità o compromettere la terapia.
Io, al contrario, ho imparato che la sincerità, quando è autentica e rispettosa, è una forma di coraggio clinico. È la via più diretta per costruire fiducia e per ricordare al paziente che non è solo nella sua condizione umana. Nel profondo sono consapevole che una condivisione sincera di me stesso in quanto essere umano normale, imperfetto e mortale - assediato dai propri dubbi e dalle proprie angosce - da un lato serva a normalizzare i problemi del paziente e dall'altro costituisca un catalizzatore per l'intimità e la fiducia necessarie per il cambiamento.
La mia umanità è il mio modo di essere sono fondamentali."

IRVIN D. YALOM e BENJAMIN YALOM
A Matter of Death and Life, 2021
Ed. Italiana “L’ora del cuore, 22 brevi lezioni su vulnerabilità, connessione, cambiamento” - I colibrì di Neri Pozza edizioni

Nell’articolo “Il ruolo protettivo dell’auto-compassione nel recupero dal trauma e il suo impatto moderatore tra sintomi...
10/11/2025

Nell’articolo “Il ruolo protettivo dell’auto-compassione nel recupero dal trauma e il suo impatto moderatore tra sintomi post-traumatici e crescita post-traumatica” (Nature, 2025) si riporta lo studio, condotto su oltre 400 adulti con esperienze traumatiche. Le evidenze scientifiche mostrano che l’auto-compassione svolge un ruolo protettivo cruciale:
riduce i sintomi post-traumatici e, al tempo stesso, favorisce la crescita post-traumatica, ossia la capacità di trasformare la ferita in possibilità evolutiva.
Chi riesce a mantenere un atteggiamento compassionevole verso sé stesso può vivere il trauma non solo come perdita, ma anche come spazio di nuova significazione e forza.

In un’epoca che spinge a “resistere” e “ripartire”, l’auto-compassione ci invita invece a sostare: accogliere la vulnerabilità come punto d’origine, non come difetto.
Solo da lì, spesso, nasce la crescita autentica.
Nella pratica clinica, insegnare a un paziente a essere gentile con sé stesso può trasformare il modo in cui si relaziona alla propria sofferenza.

Cos’è l’auto-compassione

L’auto-compassione non è auto-indulgenza né pietà per sé stessi.
È la capacità di rivolgersi a sé con la stessa gentilezza e comprensione che si offrirebbe a una persona amata nei momenti di dolore o fallimento.
Significa riconoscere la propria fragilità come parte comune dell’esperienza umana, senza giudizio né durezza.
Secondo Kristin Neff, che ne ha teorizzato i fondamenti, l’auto-compassione si compone di tre elementi:
• Gentilezza verso sé stessi, invece di autocritica;
• Umanità condivisa, cioè la consapevolezza che tutti soffriamo;
• Consapevolezza mindful, che permette di osservare il dolore senza esserne travolti.

(Leggi l’articolo completo https://www.nature.com/articles/s41598-025-91819-x)

A volte non possiamo cambiare ciò che accade fuori.Ma possiamo ascoltare quello che accade dentro.Non è resa. È trasform...
10/11/2025

A volte non possiamo cambiare ciò che accade fuori.
Ma possiamo ascoltare quello che accade dentro.
Non è resa. È trasformazione.


L’emozione, da sola, travolge.Accolta, diventa esperienza.
05/11/2025

L’emozione, da sola, travolge.
Accolta, diventa esperienza.

Per quanto meno infami dei meri sadici, i burocrati sono più pericolosi, perché in loro non c'è neppure un conflitto tra...
04/11/2025

Per quanto meno infami dei meri sadici, i burocrati sono più pericolosi, perché in loro non c'è neppure un conflitto tra coscienza e dovere: la loro coscienza consiste nel compiere il proprio dovere; e ai loro occhi, gli esseri umani quali oggetti di empatia e compassione, semplicemente non esistono.

Erich Fromm, “Avere o essere?”, 1976

"Non sempre sono le nostre paure, i nostri dubbi, le incertezze a frenarci, poiché la vera e più ardua lotta siamo spess...
01/11/2025

"Non sempre sono le nostre paure, i nostri dubbi, le incertezze a frenarci, poiché la vera e più ardua lotta siamo spesso costretti a ingaggiarla con coloro che ci circondano, per i quali il nostro agire rappresenta un severo monito, un muto rimprovero.
La nostra capacità di trasformarci, rischiando tutto ciò che abbiamo costruito fino ad ora, costituisce una segreta accusa nei confronti della paura che li ha paralizzati, impedendo loro di ascoltare la voce dell'inconscio."

A. Carotenuto, "La chiamata del daimon"

Milena Perazzini ha la rara capacità di unire il rigore professionale alla sensibilità più autentica. Pensato per gli in...
20/09/2025

Milena Perazzini ha la rara capacità di unire il rigore professionale alla sensibilità più autentica. Pensato per gli insegnanti ma utile a tutti, passo a passo la scrittura diventa uno strumento per scoprire le proprie risorse interiori e rafforzare le competenze socio-emotive, il tutto con la leggerezza e la forza degli albi illustrati.

Vi consiglio questo libro a cuore aperto. È una lettura per chiunque voglia fare un primo passo in un percorso di crescita personale, un viaggio guidato con la professionalità e la delicatezza di cui solo Milena è capace

La scrittura autobiografica è una pratica utilizzata da sempre in molti contesti professionali – sociologici, antropologici e psicoterapici. Oggi è sempre più presente anche a scuola, come attività che aiuta studenti e studentesse a conoscere, elaborare e condividere la propria storia e quelle...

“Non è felice di partire, sir?”“Non è quello, Lloyd. È che temo di non aver preso tutto il necessario”“Non credo debba p...
01/08/2025

“Non è felice di partire, sir?”
“Non è quello, Lloyd. È che temo di non aver preso tutto il necessario”
“Non credo debba preoccuparsi, sir”
“Lloyd, dimenticare qualcosa può rovinare un'intera vacanza”
“Al contrario, sir. Mentre i buoni viaggi dipendono da ciò che si riesce a portare, le migliori vacanze dipendono da ciò che si riesce a lasciare”
“Chiudi la porta, Lloyd”
“Con piacere, sir”

Che cosa ci mantiene felici e in salute per tutta la vita? Se pensate che siano fama e fortuna, non siete i soli ma, sec...
27/07/2025

Che cosa ci mantiene felici e in salute per tutta la vita? Se pensate che siano fama e fortuna, non siete i soli ma, secondo lo psichiatra Robert Waldinger, vi sbagliate.

In qualità di direttore di una ricerca che dura da 75 anni sullo sviluppo in età adulta, Waldinger ha un accesso senza precedenti ad una serie di dati sulla vera felicità e soddisfazione. In questo discorso condivide tre importanti lezioni tratte da questo studio e perle di saggezza vecchie come il mondo in merito a come costruire una lunga vita soddisfacente.

Lo Harvard Study of Adult Development è una ricerca scientifica longitudinale, una delle più lunghe mai condotte. Iniziato oltre 80 anni fa, lo studio ha seguito la vita di due gruppi di uomini:
📌Un gruppo di 268 studenti di Harvard, laureatisi durante la Seconda Guerra Mondiale.
📌Un gruppo di 456 ragazzi provenienti dai quartieri più svantaggiati di Boston.

Anno dopo anno, i ricercatori hanno raccolto dati sulla loro salute fisica (incluse analisi del sangue e scansioni cerebrali), sulla loro vita lavorativa, sulle loro relazioni e sul loro benessere soggettivo tramite questionari e interviste.
L'obiettivo era identificare i fattori che contribuiscono a una vita sana e felice.

Dai dati raccolti in decenni di ricerca, sono emerse delle correlazioni significative.
✔️Correlazione tra Relazioni e Salute Fisica: Una delle osservazioni più citate è che gli individui che a 50 anni si dichiaravano più soddisfatti delle proprie relazioni erano tra i più sani all'età di 80 anni. Secondo quanto riportato, il Dr. Waldinger ha affermato che le buone relazioni sembrano avere un effetto protettivo sulla salute. In un suo TED Talk, ha dichiarato: "Le buone relazioni non proteggono solo i nostri corpi, proteggono i nostri cervelli".
✔️Qualità delle Relazioni vs. Quantità: I dati suggeriscono che non è il numero di amici o il fatto di avere una relazione stabile a contare, ma la qualità percepita di tali legami. Relazioni conflittuali sono risultate essere dannose per la salute.
✔️Impatto sul Dolore Fisico ed Emotivo: Un'osservazione specifica riguarda la gestione del dolore. Tra i partecipanti anziani, coloro che si trovavano in relazioni di coppia felici hanno riportato che il loro umore rimaneva positivo anche nei giorni in cui provavano un maggiore dolore fisico. Al contrario, coloro che erano in relazioni infelici hanno riportato che il dolore fisico era amplificato da un maggiore dolore emotivo.
✔️Solitudine: È stato osservato che l'esperienza della solitudine è tossica. Le persone che si sentivano più isolate di quanto desiderassero hanno mostrato un declino della salute più precoce e una minore aspettativa di vita

Basandosi sui risultati pubblicati e sulle dichiarazioni dei ricercatori, si può affermare che il fattore con la più forte correlazione positiva con il benessere a lungo termine e la longevità non è la ricchezza, lo status sociale o il successo professionale, ma la presenza di relazioni umane solide e di alta qualità.

Buona visione!

What keeps us happy and healthy as we go through life? If you think it's fame and money, you're not alone – but, according to psychiatrist Robert Waldinger, ...

Indirizzo

Via Luigi Cibrario 25, Borgo Maggiore
San Marino Città
47893

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393355298648

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Curriculum vitae


  • Studio di psicoterapia ad orientamento psicodinamico - relazionale.

  • Sostegno psicologico individuale e famigliare, trattamento di ansia, depressione, problemi relazionali.

  • Supporto genitoriale, alla maternità e in patologie croniche e/o invalidanti.

  • Psicoterapia individuale indirizzata ad adulti ed adolescenti.