Studio Olistico Pia Tubertini

Studio Olistico Pia Tubertini Operatrice olistica professional ad indirizzo bioenergetico, Master Reiki, Theta Healer, Animal Heale Motto: Parla come mangi e vivi come parli.

Mi occupo di riequilibrio, aiuto le persone a ritrovare il benessere attraverso trattamenti e percorsi evolutivi con l'aiuto della floriterapia, cristalloterapia, tecniche di bioenergetica, Reiki, costellazioni famigliari e Theta healing, meditazione e riascolto di se stessi e della natura. Mi occupo anche del benessere degli animali che vivono con noi. Ho creato il Green Swap Camp, un campo estivo per bambini immerso nella natura a pochi km da Bologna , dove i bambini sono liberi di essere bambini.

16/01/2026

Sempre!

15/01/2026
14/01/2026

È sempre necessario sapere quando finisce una fase della vita. Se insisti a rimanere in essa oltre il tempo necessario, perdi la gioia e il senso del resto. Chiudere cerchi o chiudere porte o chiudere capitoli, come preferisci chiamarlo. L'importante è riuscire a chiuderli e lasciare andare i momenti della vita che si sono conclusi. Non possiamo vivere il presente rimpiangendo il passato, né tantomeno domandandoci il perché. Quello che è successo è successo e bisogna lasciarlo andare, bisogna staccarsene. Non possiamo essere eternamente bambini, né adolescenti tardivi, né dipendenti di aziende inesistenti, né avere legami con chi non vuole essere legato a noi. I fatti accadono e bisogna lasciarli andare!

Paulo Coelho

13/01/2026

Quanto tempo perso…

11/01/2026

Come le lamentele ed i pensieri negativi agiscono sui nostri ormoni:

" Il tuo cervello ascolta ogni parola che dici.
E ogni lamentela lo riscrive come se avesse subito un trauma.

Le neuroscienze lo confermano: bastano 60 secondi di pensieri negativi per inondare il corpo di cortisolo, restringere l’ippocampo e rafforzare i circuiti della paura.
È il motivo per cui “sfogarsi” non è innocuo, ma un danno cerebrale nascosto.

Ogni volta che ti lamenti, l’amigdala, il sistema d’allarme del cervello, si attiva come se ci fosse un pericolo reale.
Anche quando non c’è.

Il risultato? Una cascata di cortisolo che può alterare per ore umore, concentrazione e chiarezza mentale.

E la ripetizione fa il resto: i neuroni che si attivano insieme si collegano tra loro.

Più ti lamenti, più il cervello si abitua alla negatività.

L’ippocampo (memoria e apprendimento) si restringe, mentre la corteccia prefrontale, il centro delle decisioni e del pensiero lucido, si spegne.
È lo stesso schema osservato nei traumi e nel PTSD.

E non finisce qui: la lamentela è contagiosa.

Bastano 3 minuti ad ascoltare qualcuno che si sfoga per attivare i tuoi neuroni specchio e copiare il suo stato di stress.

Ecco perché certi incontri ti lasciano svuotato: il cervello rispecchia la tensione dell’altro.

Il ciclo funziona così:
Lamentela → Cortisolo → Paura → Stanchezza → Altre lamentele.

Ma la buona notizia è che il cervello può riprogrammarsi.

La gratitudine inverte il processo: favorisce la crescita dell’ippocampo, abbassa il cortisolo e rafforza i circuiti della resilienza.

Ogni volta che scegli la riconoscenza al posto della negatività, stai letteralmente allenando il cervello alla pace e alla chiarezza.

La prossima volta che senti il bisogno di lamentarti:
Fermati. Riformula. Ringrazia.

Il tuo cervello ascolta ogni parola che dici.
E quelle parole costruiscono (o distruggono) la tua mente."

Fonti:
McEwen, B. S., 1998.
Protective and damaging effects of stress mediators.
New England Journal of Medicine.

Sapolsky, R. M., 2000.
Glucocorticoids and hippocampal atrophy in neuropsychiatric disorders.
Archives of General Psychiatry.

Hatfield, E., Cacioppo, J. T., & Rapson, R. L., 1994.
Emotional Contagion.
Cambridge University Press.

Post preso dalla pagina di Dr. Fantechi

06/01/2026

Ho imparato con il tempo che la dignità non si difende alzando la voce né entrando in battaglie inutili, ma sapendo quando è il momento di fare un passo indietro.
Quando qualcuno supera il limite del rispetto, non sento il bisogno di dimostrare nulla: il mio silenzio e la mia assenza parlano più di mille discussioni.

Andarmene non è scappare.
È proteggere ciò che sono.
È scegliere la pace.
È dare valore alla calma che la vita, colpo dopo colpo, mi ha insegnato a custodire. 😌

30/12/2025

Viviamo in un’epoca in cui il successo viene spesso misurato in cifre. Conti correnti gonfi, macchine lussuose, abiti firmati. Ma a quale prezzo?
C’è chi guadagna tantissimo,
ma perde la voce della propria vita tra
le chiamate dei clienti, le notifiche incessanti,
le riunioni infinite.

C’è chi è sempre “di turno”, anche quando teoricamente dovrebbe essere a casa,
con gli amici, con se stesso.
Persone che, pur avendo tutto,
non riescono a godersi niente.

Il lavoro dovrebbe essere uno strumento per vivere, non una gabbia dorata che ti tiene imprigionato
anche quando sei fuori.
Non si tratta di rinunciare all’ambizione,
ma di scegliere consapevolmente cosa vale davvero. Un lavoro che ti lascia il tempo di respirare,
di amare, di ascoltare, di ridere.
Un lavoro che non ti succhia l’anima,
ma che ti accompagna nel cammino,
lasciando spazio a ciò che sei,
a ciò che ami,
a ciò che conta.

Non valutare il tuo lavoro in base a quanto
ti fa guadagnare, ma a quanto ti fa vivere.
Perché i soldi possono comprare molte cose.
Ma il tempo, la pace,
e i veri momenti di vita… quelli no.
Quelli li costruisci scegliendo bene come vivi,
e per cosa vivi.

Quando anni fa mi sono licenziato
non avevo le idee chiare… sapevo solo
che desideravo avere più tempo per me.
Avevo la sensazione che quel lavoro mi stesse
mangiando la vita e che non mi stessero
pagando per le ore, ma per i sogni a cui
stavo rinunciando.

Ecco 4 cose che ho imparato in questi anni:

1. Scegli un lavoro che ti lasci ENERGIA,
non solo risultati.
2. Metti CONFINI: proteggono il tuo tempo
e la tua serenità.
3. Cerca un ritmo SOSTENIBILE:
la costanza vale più della corsa.
4. Misura il successo da COME TI SENTI LA SERA,
non solo da quanto fai.
5. FAI SPAZIO AL SILENZIO:
è lì che capisci cosa ti serve davvero.
6. Non inseguire solo obiettivi: COSTRUISCI
UNA VITA CHE TI SOMIGLIA.
7. Guadagnare di più ha senso solo
se ti permette di VIVERE MEGLIO🙏
—-
Riccardo Bertoldi🌊

28/12/2025

Non sto cercando di diventare migliore.
Sto solo diventando vero.

Non corro più per dimostrare qualcosa.
Non alzo la voce per farmi sentire.
Non mi spiego a chi non ascolta.

Ho tolto peso.
Persone.
Aspettative.
Rumore.

Cammino dove il corpo regge
e la testa smette di inventare scuse.

La forza non è spingere.
È restare.
È tenere la direzione
quando nessuno applaude.

Non sono qui per salvare nessuno.
E non cerco di essere capito.

Sono qui perché questo è il mio passo.
E non lo devo a nessuno.

Manuele Dalcesti
Spiritual Trekking ®

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