Studio Olistico Pia Tubertini

Studio Olistico Pia Tubertini Operatrice olistica professional ad indirizzo bioenergetico, Master Reiki, Theta Healer, Animal Heale Motto: Parla come mangi e vivi come parli.

Mi occupo di riequilibrio, aiuto le persone a ritrovare il benessere attraverso trattamenti e percorsi evolutivi con l'aiuto della floriterapia, cristalloterapia, tecniche di bioenergetica, Reiki, costellazioni famigliari e Theta healing, meditazione e riascolto di se stessi e della natura. Mi occupo anche del benessere degli animali che vivono con noi. Ho creato il Green Swap Camp, un campo estivo per bambini immerso nella natura a pochi km da Bologna , dove i bambini sono liberi di essere bambini.

12/03/2026

LA RADICE DELLE MALATTlE

(Di Patrizia Coffaro)

Per decenni, la medicina moderna ha operato per compartimenti stagni. Se avevi la pressione alta, andavi dal cardiologo; se avevi la glicemia alta, dall'endocrinologo; se iniziavi a dimenticare le cose, dal neurologo. Abbiamo trattato il corpo come un insieme di pezzi di ricambio isolati, ognuno con il suo guasto specifico.

Ma cosa succederebbe se ti dicessi che molte di queste condizioni, apparentemente così diverse, hanno un'origine comune? Oggi, la ricerca scientifica sta convergendo verso una verità rivoluzionaria... la resistenza all'insulina è il filo rosso che collega l'obesità, il diabete di tipo 2, le malattie cardiache e persino il declino cognitivo. Comprendere questo meccanismo non significa solo capire una malattia, ma possedere la chiave per la longevità.

Per capire la resistenza, dobbiamo prima capire la fisiologia normale. Ogni volta che mangiamo, specialmente carboidrati e zuccheri, il nostro corpo scompone il cibo in glucosio (zucchero nel sangue). Il glucosio è il carburante preferito dalle nostre cellule, ma non può entrare da solo. Qui entra in gioco l'insulina, un ormone prodotto dal pancreas. Immagina l'insulina come una chiave, essa viaggia nel sangue e si attacca ai recettori sulle pareti delle cellule. Una volta inserita la chiave, la porta della cellula si apre e il glucosio può entrare per essere trasformato in energia.

In un corpo sano, questo processo è fluido. I livelli di zucchero scendono, il pancreas smette di produrre insulina e tutto torna in equilibrio. La resistenza all'insulina si verifica quando le cellule smettono di rispondere a quella chiave... è come se la serratura fosse arrugginita o ostruita. Il pancreas, vedendo che lo zucchero è ancora nel sangue, reagisce producendo ancora più insulina. Per un certo periodo, questo eccesso di insulina riesce a forzare le serrature. Ma alla fine, il sistema cede... i livelli di zucchero rimangono alti (iperglicemia) e i livelli di insulina restano cronicamente elevati (iperinsulinemia), è l'inizio di una tempesta perfetta.

Perché la resistenza all'insulina è così pericolosa? Perché non colpisce un solo organo, ma l'intero metabolismo. Ecco come si manifesta nelle diverse patologie:

- Diabete di Tipo 2: È la conseguenza più ovvia. Il diabete non compare da un giorno all'altro; è il punto finale di anni di resistenza all'insulina non diagnosticata. Quando il pancreas non riesce più a produrre abbastanza chiavi per superare la resistenza delle cellule, la glicemia sale fuori controllo.

- Malattie Cardiache e Ipertensione: L'eccesso di insulina danneggia il rivestimento delle arterie (endotelio) e segnala ai reni di trattenere il sodio. Questo porta a una maggiore ritenzione idrica e alla costrizione dei vasi sanguigni, aumentando la pressione arteriosa. Inoltre, la resistenza all'insulina altera il profilo lipidico, aumentando i trigliceridi e il colesterolo LDL cattivo.

- Il "Diabete di Tipo 3": Una delle scoperte più scioccanti degli ultimi anni riguarda il cervello. Il cervello è un organo incredibilmente vorace di energia. Se le cellule cerebrali diventano resistenti all'insulina, non riescono più a utilizzare il glucosio in modo efficiente. Questo porta a una sorta di fame cellulare che favorisce l'infiammazione e la formazione di placche beta-amiloidi, tipiche dell'Alzheimer. Per questo motivo, molti scienziati ora chiamano l'AIzheimer diabete di tipo 3.

- Steatosi Epatica (Fegato Grasso): Quando le cellule muscolari rifiutano lo zucchero in eccesso, il fegato è costretto a gestirlo. Lo converte in grasso... se questo processo continua, il fegato si infarcisce di grasso, portando a infiammazione e, nei casi gravi, a cirrosi, anche in chi non ha mai toccato un goccio di alcol.

Come capire se ne sei affetto?

La resistenza all'insulina è spesso un kiIIer silenzioso, tuttavia, ci sono segni fisici e biochimici che fungono da campanello d'allarme:

- Grasso addominale: La cosiddetta pancetta. Il grasso viscerale è sia un sintomo che una causa della resistenza all'insulina.

- Affaticamento post-prandiale: Se senti il bisogno di dormire subito dopo aver mangiato carboidrati, le tue cellule potrebbero non gestire bene l'energia.

- Fame costante e voglia di zuccheri: Poiché le cellule hanno fame (perché il glucosio non entra), il corpo invia segnali per mangiare ancora di più.

- Acanthosis Nigricans: Macchie di pelle più scura e vellutata intorno al collo o alle ascelle.

La buona notizia? La reversibilità attraverso lo stile di vita. Se la genetica può caricare la pistoIa, è lo stile di vita a premere il gr*****to. La ricerca suggerisce che la resistenza all'insulina non è una condanna a vita. Essendo una condizione metabolica, può essere migliorata, e spesso invertita, cambiando gli input che diamo al nostro corpo.

La nutrizione, la qualità deve essere sopra la quantità. Non si tratta solo di calorie... si tratta di come il cibo influisce sui tuoi ormoni.

- Fibra: Le fibre rallentano l'assorbimento dello zucchero, evitando picchi di insulina. Scegli verdure a foglia verde, legumi e cereali integrali.

- Grassi sani: Sostituire i carboidrati raffinati con grassi sani (olio d'oliva, avocado, noci) aiuta a mantenere bassi i livelli di insulina. Logicamente non abusare.

- Riduzione degli zuccheri semplici: Lo zucchero raffinato e lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio sono i nemici numero uno della sensibilità all'insulina.

- Proteine: ​Le proteine sono le vere stabilizzatrici del metabolismo. Includerle in ogni pasto è fondamentale per invertire la resistenza all'insulina.

- Il Movimento: I muscoli sono i principali consumatori di glucosio nel corpo. Quando ti muovi, i muscoli possono assorbire lo zucchero dal sangue anche senza bisogno di molta insulina. Anche una camminata di 15 minuti dopo i pasti può fare miracoli per la glicemia.

- Il potere del sonno e dello stress:
La privazione del sonno e lo stress cronico aumentano il cortisolo. Il cortisolo ordina al corpo di rilasciare zucchero nel sangue per avere energia per combattere. Se questo accade ogni giorno mentre sei seduto a una scrivania, i tuoi livelli di insulina rimarranno costantemente alti, peggiorando la resistenza all'insulina.

Siamo stati abituati a pensare che l'invecchiamento porti inevitabilmente con sé malattie croniche. Ma la nuova scienza del metabolismo ci dice il contrario, molti dei problemi che attribuiamo alla vecchiaia sono in realtà il risultato di decenni di cattiva comunicazione tra le nostre cellule e l'insulina. Non è mai troppo tardi per iniziare a pulire le serrature delle tue cellule. Ogni pasto equilibrato, ogni passeggiata e ogni notte di buon sonno è un passo verso una maggiore sensibilità all'insulina e una vita più lunga e sana. La salute non è l'assenza di malattie, è un metabolismo che funziona in armonia.

XO - Patrizia Coffaro

11/03/2026
💛
08/03/2026

💛

Fai solo quello che ti nutre davvero.
Il resto abbandonalo.
Non perdere tempo con attività per te noiose, con persone che non riescono ad arricchirti, con situazioni fastidiose.
Stai perdendo il tuo tempo.
E con esso anche le energie.Le tue preziose energie vitali.
Quelle che ti permettono di evolvere, di crescere, di comprendere.
Ma se sono impegnate in altro come puoi trovare la tua via?
Come puoi seguire la strada se sei stanco, triste, abbattuto, svuotato?
Hai mai visto un cavaliere stanco della vita vincere la sua battaglia?
Si vince se si è centrati, presenti, attenti e vitali.
E per esserlo bisogna abbandonare ciò che non fa per noi.
Anche se è la rassicurante ma paludosa abitudine, anche se ci fa sembrare egoisti, anche se va contro la recita che stiamo mettendo in atto da sempre.
Segui ciò che ti appassiona, ciò che ti ricarica, quello che non ti stanca e tutto ciò che ti rapisce completamente e amorevolmente.
Ubriacati delle tue passioni.
Senza sensi di colpa, senza ragionamenti, senza alcun tipo di paura.
Il mondo ha bisogno di persone vive, creative, vere.
Non farti distrarre da notizie, eventi o persone che vogliono bloccare la tua vitalità
Fai solo quello che ti nutre davvero.
In modo spietato. Senza se e senza ma.
Questa è la vera rivoluzione, dentro e fuori di noi.

-Elena Bernabè 🌹🌸

07/03/2026

A volte nella vita ci incastriamo…
In un lavoro che non ci nutre.
In una relazione che ci spegne.
In un ruolo che non ci rappresenta più.
Ma fermati un attimo…
Il fatto che tu riesca a funzionare in una situazione che ti limita non significa che quella sia la tua dimensione naturale.
Anche un piatto può stare in un tombino… ma non è nato per quello.
L’intelligenza emotiva inizia proprio qui, quando smetti di confondere adattamento con realizzazione.
Puoi sopravvivere in molti contesti.
Puoi abituarti a quasi tutto.
Puoi persino diventare brava/o a gestire ciò che ti fa male.
Ma la vera domanda è: come ti fa sentire?
Essere “incastrati” spesso è il segnale che hai capacità più grandi dello spazio che stai occupando.
Le emozioni che senti, come frustrazione, stanchezza, irritazione, tristezza sottile, non sono nemiche.
Sono messaggeri.
Ti stanno dicendo che c’è uno scarto tra chi sei e dove sei.
Ascoltale con rispetto.
Non giudicarle.
Non zittirle.
L’intelligenza emotiva non è controllare tutto!
È comprendere ciò che provi, dare un nome a ciò che senti e avere il coraggio di fare micro-scelte coerenti con il tuo valore e con il tuo sentire.
Non serve scappare domani.
Serve iniziare a riconoscerti oggi.
Ricorda: non sei nata/o per adattarti a spazi stretti…
Se ti senti compressa/o, forse non è un tuo difetto…forse è solo il segnale che meriti un luogo più in sintonia con te.
E quando scegli di onorare ciò che senti, smetti di incastrarti.
E inizi a rispettarti.
Inizi a posizionarti.
♾️
Lucy Medeiros

01/03/2026

Man mano che cresci impari a selezionare le persone, le cose e il tempo. Impari a non barattare la solitudine con presenze inutili. A sapere quando parlare, quando restare in silenzio, quando ignorare. A non reagire alle provocazioni e ai conflitti, scegliendo di vivere leggero.

Man mano che cresci impari a dare valore alle persone, meno alle cose, impari a volerti bene, amare la pace e la serenità.
Man mano che cresci impari che la vita è troppo preziosa per sprecarla.
Dal libro "Siamo soli?".

28/02/2026

SEI UN “MURO” ENERGETICO O SEI UN “CEROTTO”?

1. GLI “SPECCHI ENERGETICI. Solo coloro che rimandono al mittente sia l’energia positiva sia quella negativa. Un uomo-specchio sente molto bene gli altri uomini e se deve riflettere un’energia negativa, stando accanto al suo portatore, capisce subito chi sta davanti a lui e cerca di non interagire con lui. Lo stesso portatore di negatività, a livello inconscio, cerca di evitare gli incontri con queste persone. Invece, alle persone positive fa sempre piacere avere a che fare con gli “specchi”: è un piacere per entrambi.

2. LE “SANGUISUGHE” ENERGETICHE. Ce ne sono tante, e ognuno di noi deve tutti i giorni avere a che fare con loro. Si tratta di buoni conoscenti, parenti, colleghi. Hanno problemi con l’energia, e il modo più facile per averla è quello di attaccarsi agli altri. Sono aggressivi, insistenti. Cercano di creare una situazione conflittuale, avviare una discussione, provocare una lite, umiliare qualcuno. Dopo di che si sentono molto meglio, mentre il donatore dell’energia si sentirà “svuotato”.

3. I “MURI” ENERGETICI. Sono persone con forti energie, qualsiasi problema rimbalza dalla loro “corazza”. Un lato meno positivo è questo: l’energia negativa di rimbalzo non sempre ritorna ai mittenti, delle volte colpisce degli “innocenti” che si trovano accanto al “muro”.

4. I “CEROTTI” ENERGETICI. Questi, già al primo contatto, iniziano a buttare fuori un flusso di energia negativa senza essere stati interrogati. Non prendono l’energia altrui direttamente, come i vampiri e le sanguisughe, ma cercano di restare il più possibile nel campo energetico degli altri. Il loro campo energetico è molto debole e scarso. Cercano di offrirsi, telefonano sempre, cercano contatti ed incontri, chiedono consigli. Ma se dovessero sorgere delle difficoltà, accusano gli altri. Si prendono l’energia degli altri sotto forma della compassione, aiuto morale, consigli.

5. GLI “ASSORBITORI” ENERGETICI. Hanno uno scambio energetico-informazionale accelerato, sono sensibili. Amano introdursi nella vita degli altri. Ce ne sono di due tipi. 1)Coloro che assorbono sia l’energia positiva sia quella negativa. Si offendono senza motivi ma dimenticano tutto alla svelta. 2) Coloro che prendono una quantità dell’energia negativa e rilasciano altrettanta energia positiva. Con i risultati negativi per se stessi, a causa dell’ scambio di energia accelerato.

6. GLI “AUTO-CANNIBALI” ENERGETICI. Sono fissati sui loro problemi, sono chiusi, non vogliono comunicare con gli altri, non sanno distribuire l’energia e creano degli accumuli enormi dell’energia negativa.

7. LE “PIANTE” ENERGETICHE: sono i donatori energetici. Sono troppo curiosi, il che suscita spesso l’ira e lo scontento in coloro che devono comunicare con loro.

8. I “FILTRI” ENERGETICI. Hanno un ottimo ricambio energetico. Ricevono bene l’energia ma non resistono agli attacchi negativi. Per esempio, qualcuno fornisce a questa persona un’informazione negativa. Non essendo capace di smaltirla, il filtro la passa agli altri. Lo stesso accade con l’informazione positiva. E’ un tipo molto diffuso.

L’Almanacco di BabaJaga 🧙🏻‍♀️

27/02/2026

Essere visti è una cosa.
Essere è un’altra.

25/02/2026

L'unico modo per non farsi consumare dal consumismo e' digiunare,
digiunare da qualsiasi cosa non sia assolutamente indispensabile,
digiunare da comprare il superfluo.
Basta rinunciare a una cosa oggi, a un'altra domani.
Basta ridurre i cosiddetti bisogni di cui presto ci si accorge di non avere affatto bisogno.
Questa e' la vera liberta': non la liberta' di scegliere, ma la liberta' di essere.
La liberta' che conosceva bene Diogene che andava in giro per il mercato di Atene borbottando fra se' e se': "Guarda, guarda... quante cose di cui non ho bisogno!"

22/02/2026

Fate il bene che potete,
ma non quello perfetto,
quello possibile,
quello che vi riesce
anche nei giorni storti.
Fate il bene
quando siete di fretta:
tenere una porta,
rispondere con calma,
non trattare male
chi non c’entra niente con la vostra rabbia.
Fate il bene
anche quando non torna indietro,
che non è un investimento:
è una direzione.
Il bene non è eroico,
non salva il mondo in un giorno,
è più una costanza silenziosa:
tipo non ridere
quando tutti prendono in giro qualcuno,
tipo restare
quando sarebbe più comodo sparire.
Il bene non fa rumore,
ma cambia il clima delle stanze:
entra piano,
ma quando entra
si respira meglio tutti.
La vita non si misura
da quante persone impressionate,
ma da quante avete fatto sentire meno sole.
Non si misura
da quanto siete stati brillanti,
ma da quanto siete stati gentili
quando nessuno vi guardava.
Fate il bene
anche online,
che dietro gli schermi
ci sono cuori veri,
non icone.
Fate il bene
senza aspettare il momento giusto,
che il momento giusto,
di solito,
è adesso.
E se proprio volete esagerare,
fate il bene
anche verso voi stessi:
parlatevi meglio,
perdonatevi prima,
stringetevi quando crollate.
Perché, alla fine,
il bene che fate agli altri
torna,
ma non sempre da dove pensate.
Torna nel modo in cui dormite,
nel modo in cui vi guardate allo specchio,
nel modo in cui restate umani
anche quando il mondo non lo è.
Andrew Faber

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