Differenze uomo donna e intelligenza emotiva - dr. Angela Flammini

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Differenze uomo donna e intelligenza emotiva - dr. Angela Flammini Differenze uomo donna e intelligenza emotiva in azione

24/01/2026

⚠️Manipolazione Femminile che Distrugge!

🛑 Certi love coach relazionali spingono alla manipolazione come empowerment femminile, ma queste tattiche distruggono lui e te stessa: creano dipendenza reciproca, erodono l'autostima autentica, portano a burnout emotivo e relazioni tossiche, senza considerare che possono spingerti ad volere e avere relazioni con persone tossiche.

Perché sono tossiche ANCHE per te:

1️⃣Manipolare la sua dopamina ti rende ossessiva nel controllo, con stress costante e paura di perdere "potere"

2️⃣Gaslighting e gatekeeping corrodono la tua etica, portando a colpa e auto-inganno.

3️⃣Tattiche come ignorarlo per sottometterlo ti abituano a silenzio punitivo, rendendoti incapace di relazioni aperte.

4️⃣ Burnout: Mantenere una "Donna Alfa" falsa, amplifica insicurezze e ti allontana da partner sani.

❌La manipolazione femminile non è forza: è una trappola che normalizza abusi.
Se segui questi coach, rifletti: stai vincendo o perdendo te stessa?

👉 Punta sulla intelligenza emotiva: maturità emotiva, empatia, comunicazione, rispetto e azioni vantaggiose per il benessere psicofisiologico di entrambi.

Seguimi per consigli sani.

23/01/2026

Quando il femminismo lotta contro le donne.

Decenni di lotta contro il maschile hanno paradossalmente indotto le femministe a diventare ciò che volevano osteggiare.
Commenti violenti e aggressivi, fino ad osannare la morte di Valentino Garavani, hanno confermato quanto la scienza mostra: atteggiamenti mascolinizzanti possono ridurre la femminilità.

Mete e Joseph (2006, Journal of Personality and Social Psychology) hanno evidenziato che posture dominanti, toni assertivi e comportamenti competitivi aumentano il testosterone nelle donne, riducendo empatia, cooperazione e disponibilità relazionale, aumentando aggressività e comportamento meno femminile.

Roney e Von Hippel (2010) confermano: l’aumento di testosterone riduce capacità di cooperazione, abbassa la regolazione empatica e aumenta comportamenti antisociali.

Il paradosso è evidente: l’attivismo femminista tossico non solo ha auto rifiutato e discriminato, proprio ciò che voleva difendere, ma ha alimentato ciò che voleva osteggiato: la violenza.
Diventando una versione tossica esatta come il maschilismo, ha dimostrato, con i propri comportamenti, la riduzione di femminilità e aumento di aggressività che Valentino e la psicobiologia del comportamento già spiegavano.

💡 La scienza parla chiaro: osteggiare il maschile non rende libere, spesso fa l’esatto contrario.

19/01/2026

✝️E' morto oggi, 19 gennaio 2025, Valentino Garavani, stilista italiano dell’eleganza.

Valentino non è stato solo uno stilista, bensi il custode di una certa idea di femminilità, che lui celebrava e valorizzata.
Quando diceva che “i pantaloni sono nemici della donna”, non parlava solo del capo in sé, ma della postura interiore che spesso li accompagna: un irrigidimento, un’attitudine più maschile.

Lui aveva intuito con l’occhio dell’artista cio che la psineuroendicrinologia dimostra, i vero che quando la donna vive in una modalità maschile, riduce le attività ossitociniche, quelle che generano calma, morbidezza, presenza, capacità di cura
Studi di neurobiologia mostrano infatti che l’ossitocina sostiene la regolazione emotiva, mentre assetti più competitivi e stressogeni — tipicamente associati alla via adrenergica e androgena — ne erodono gli effetti.

Valentino lo diceva senza formule scientifiche.
Riteneva che la donna, inseguendo modelli maschili, perdesse la sua naturale dolcezza, la sua luce, la sua qualità più preziosa.
Non sono i pantaloni il nemico.
Lo è la perdita di femminilità, quella morbidezza interiore che fa bene al corpo, alla mente, alle relazioni.

Oggi lo salutiamo ricordando questo:
Valentino non ha difeso una moda, ha difeso la donna.

❌Le scintille iniziali ingannano, la vere le 7 green flags, supportate da ricerca psicologica, per riconoscere i partner...
14/01/2026

❌Le scintille iniziali ingannano, la vere le 7 green flags, supportate da ricerca psicologica, per riconoscere i partner pronti all’impegno profondo e stabil sono:

1️⃣Costanza senza picchi emotivi: Niente sparizioni dopo serate magiche, interesse che resta saldo nel tempo.
Secondo John Gottman (1999, "The Seven Principles for Making Marriage Work"), la prevedibilità emotiva è il fondamento della fiducia, riducendo instabilità del 40% nelle coppie osservate

2️⃣Coerenza anche nei momenti scomodi.
Uno studio di Eastwick e Finkel (2008, Journal of Personality and Social Psychology) conferma che l’affidabilità quotidiana è il predittore numero uno di commitment a lungo termine, superando attrazione fisica.

3️⃣Avanzamento spontaneo senza spinte.
La teoria dell’attaccamento di John Bowlby (1969, "Attachment and Loss") spiega che individui con attaccamento sicuro muovono verso intimità esclusiva autonomamente, senza resistenze.

3️⃣Presenza emotiva durante tensioni: Ascolto attivo in conversazioni difficili, senza fughe o difese.
Gottman e Silver (2015, "What Makes Love Last?") rilevano che coppie capaci di gestire conflitti con ratio 5:1 positivi/negativi hanno il 94% probabilità di successo decennale.

4️⃣I bisogni espressi non diventano un peso e Chiedere chiarezza o rassicurazione non spaventa.
Ricerche dell’Università della California (Fiske et al., 2019, Emotion) mostrano che spazio emotivo reciproco aumenta ossitocina del 68%, rafforzando legami di partnership.

5️⃣Direzione chiara e i Piani evolvono. Arbor Vitae (2021, "Benessere di coppia") identifica obiettivi condivisi come indicatore predittivo primario di riuscita relazionale, con +50% resilienza a stress esterni.

6️⃣Sistema nervoso che si calma progressivamente. Emerge sicurezza profonda.
Uno studio di Acevedo et al. (2020, Journal of Social and Personal Relationships) lega questi segnali a riduzioni di cortisolo del 35%, creando un sistema nervoso sicuro per una relazione duratura.

12/01/2026

⌛Trovare il tempo quando non lo si ha descrive la dimensione neurobiologica della priorità affettiva: quando una persona diventa significativa, il sistema limbico — in particolare l’amigdala e la corteccia cingolata anteriore — ricalibra la percezione dello sforzo e del carico cognitivo.

Studi longitudinali sul comportamento di coppia dell’Università di Rochester mostrano che le relazioni stabili ad alto tasso di soddisfazione emotiva presentano un incremento del 27% nei micro-rituali di attenzione quotidiana, anche in condizioni di stress lavorativo.

Da un punto di vista medico, il gesto di “trovare tempo” coincide con ciò che in psicofisiologia chiamiamo attivazione del sistema di caregiving: un aumento di ossitocina e serotonina che modula il sistema nervoso autonomo, riduce l’attività del sistema simpatico e facilita comportamenti di presenza, cura e regolazione reciproca.

In altre parole:
– quando ami, non offri ciò che possiedi, ma ciò che scegli di creare;
– quando ami, non cerchi il tempo, lo costruisci.
- quando dai prioriita a qualcuno e trovi il tempo che non hai, favorisce la produzione di neurotrasmettitori che ti danno benessere.

Ed è esattamente lì che l’amore smette di essere sentimento e diventa azione incarnata, riconoscibile, misurabile, trasformativa.

10/01/2026

❌Simili, ma non uguali. E quel 9% di differenza può cambiare molto. 👀

Il cervello di uomini e donne è simile (siamo la stessa specie), ma alcune differenze neuroanatomiche e funzionali, incidono sui comportamenti quotidiani.

📏 Peso cerebrale
In media:
– donna ≈ 1.200 g
– uomo ≈ 1.350 g
Ma se rapportato al peso corporeo, la differenza si annulla.

🧩 Neuroni e connessioni
Le donne hanno meno neuroni, ma più connessioni (+10% in alcune aree).
Studi della Harvard Medical School, tramite neuroimaging (RM, PET, SPECT, fMRI), mostrano una maggiore densità neuronale nella corteccia temporale femminile, legata a linguaggio ed emozioni.

🔗Connessioni cerebrali
Uno studio dell’Università della Pennsylvania su 949 persone ha mostrato che:
– nei maschi le connessioni sono soprattutto intraemisferiche → focus, problem solving
– nelle femmine sono anche tra i due emisferi → integrazione logica + emozione

🧠 Metafora 🥴
– cervello maschile = stanze separate (massima concentrazione)
– cervello femminile = loft aperto (multitasking e visione globale)

✨ Nessuno migliore dell’altro.
Solo diversi modi di funzionare. Ed è proprio questa diversità a renderci complementari.

👇 Tu in quale ti riconosci di più?

07/01/2026

❌Non è libertà Negare o rifiutare il corpo, proprio o altrui.
Relegare il corpo a semplice contenitore significa recidere una parte essenziale della nostra identità.
Il corpo è la prima “casa” che abitiamo, il luogo in cui prende forma il nostro diritto di esistere.

Nella clinica psicologica, numerosi studi mostrano che la disconnessione corporea aumenta vulnerabilità emotiva, insicurezza e ipersensibilità al giudizio esterno (American Psychological Association, 2023).
Quando una persona nega le proprie peculiarità corporee e le sue funzioni, il sistema nervoso interpreta questo gesto come una forma di auto-esclusione.

È ciò che viene definita ferita del rifiuto, una delle più istintive perché legata al bisogno primario di appartenenza e di sopravvivenza.
La fragilità che ne deriva riguarda l’identità di sé e la sicurezza emotiva e più siamo disconnessi, più siamo fragili e permeabili agli stimoli e alle pressioni dell’ambiente.
Questo è valido anche per la stigmatizzazione del maschile, che sta dilagando.

Gli studi sull’embodiment dimostrano che chi coltiva un senso di consapevolezza somatica stabile sviluppa maggiore sicurezza emotiva, capacità decisionale e autoregolazione (Harvard Mind-Body Lab, 2021).

Essere “fluidi come l’acqua”, quando significa ignorare la struttura corporea che ci sostiene, può rendere più fragili e dunque meno tolleranti verso diversità.
Al contrario, riconoscere il proprio corpo, la propria storia biologica e le proprie risorse interne non limita: rafforza e paradossalmente rende più facile sperimentare e tollerare le diversità.

La vera tolleranza nasce da individui solidi, centrati, a contatto con la propria appartenenza somatica , anche se non corrisponde alla identità di genere e quindi capaci di esplorare senza perdersi e rispettare profondamente gli altri.

Anche il flessibile salice, ha radici.

PUNTATA INTERA: https://www.youtube.com/watch?v=1ClOtuLDcF4

Courtesy of www.heatherparisi.tv

di genere

06/01/2026

❌Non va rieducato. L’uomo sano non ha bisogno di essere corretto, riformato o addestrato.
Ha bisogno di restare in contatto con la propria energia.

Quando un uomo è integro, presente, centrato,
la donna non è qualcosa da possedere
né qualcuno da cui difendersi.

È musa ispiratrice.
È direzione.
È spinta produttiva.

La storia, l’arte, l’impresa, la creazione lo dimostrano da sempre:
👉 la presenza femminile è uno dei più potenti catalizzatori dell’energia maschile.

Non perché l’uomo dipenda dalla donna,
ma perché un uomo a contatto con sé stesso è naturalmente spinto a dare e diventare migliore a chi è per chi lo ispira.
Lo integra.
Lo trasforma in visione, azione, costruzione.

E non è filosofia. È osservazione dei fatti. È psicofisiologia.
L'uomo si nutre di testosterone e questo di azione e obiettivi e quando è in relazione, la spinta primaria dell'uomo è produrre, non per il suo solo bene, ma della intera famiglia, moglie in primis.
Ecco perché una donna è il moltiplicatore dell uomo e l'uomo non è affatto da rieducare.

Gli studi di Tom Corley sui Rich Habits, condotti su 233 milionari, mostrano che gli uomini di successo duraturo non sono isolati né disconnessi:
costruiscono la loro abbondanza dentro relazioni stabili, nutrienti, regolanti.

Perché quando un uomo è emotivamente nutrito
non spreca energia a difendersi.
La investe.

Ecco perché il problema non è la rieducazione del maschile.
Il problema è pensare che il maschile non sia sano.

Un uomo così non va cambiato.
Va riconosciuto, valorizzato e rispettato.

📌 Se questo ti risuona, salvalo.
📌 Se ribalta qualcosa che credevi vero, commenta.
📌 Se conosci qualcuno che dovrebbe leggerlo, condividilo in privato.

05/01/2026

⚠️Non sono libertà, ma un messaggio al corpo che dice “non vale la pena”.

Il benessere non è solo il pensiero "meriti il meglio", è uno stato psicofisiologico.

Uvnäs‑Moberg, Handlin e Petersson (2015) spiegano che la stimolazione sensoriale tipica della cura (calore, tocco lieve, pressione leggera, massaggio, gesti di self‑soothing sul corpo) facilita il rilascio di ossitocina, l'ormone del legame e del benessere femminile, attivando un pattern anti‑stress e di calma.
Quando ti prendi cura del corpo e del tuo habitat, stai dando al cervello un segnale di sicurezza che rende più facile sentirti “femminile” dall’interno, non per compiacere qualcuno, ma per tornare a casa in te stessa.

Veçoso e colleghi (2024), in uno studio controllato sull’introduzione dell’uso frequente di make‑up in donne adulte, riportano una riduzione dei sintomi depressivi e un calo marcato del cortisolo salivare dopo la prima applicazione, insieme a un miglioramento della percezione di sé allo specchio.

Sgoifo e colleghi (2021) mostrano che una routine cosmetica di auto‑applicazione con massaggio può migliorare la resilienza allo stress: meno ansia di stato, profilo dell’umore più favorevole e attenuazione della risposta di cortisolo a uno stress test.

Quindi: la femminilità esterna, quando è cura incarnata (embodiment), non è “apparenza”, è regolazione psicofisiologica.

La domanda non è “quanto sei moderna?”.
È: stai nutrendo il tuo sistema o lo stai lasciando andare?

Dimmi nei commenti: ti cambia l’energia quando ti prendi cura di te stessa?

04/01/2026

⚠️L’uomo diventa tossico quando viene rieducato, non quando è nella sua vera energia maschile.

Oggi si ripete che l’uomo debba essere “rieducato”, come se la sua natura, perfettamente funzionale alla società fosse invece un pericolo sociale.

Ma la scienza racconta tutt’altro:
è l’inibizione dell’energia maschile a generare confusione, frustrazione, disconnessione emotiva, disfunzioni emotiva.

Quando un maschio viene spinto a comportamenti iper-empatici o “femminilizzati” a comando, il testosterone crolla, alterando l’equilibrio endocrino che sostiene identità, motivazione e stabilità (PubMed, 2019).

E i livelli di testosterone non definiscono solo aggressività: sono collegati a competenze sociali, regolazione emotiva e capacità di leggere il contesto (Biological Psychiatry, 2025).
Un uomo con testosterone integro risponde, comprende, agisce.

Al contrario, la soppressione – anche moderata – non rende “più buoni”:
• Snyder, 2000: irritabilità, stanchezza, vulnerabilità allo stress.
• Zitzmann, 2006: calo di autostima, iniziativa e regolazione emotiva.
• Corona et al., 2014: più ansia, umore instabile, minori comportamenti prosociali.

Non è l'energia maschile a essere pericolosa.
Diventa disfunzionale quando viene repressa.
Un uomo privato della propria spinta naturale entra in contraddizione interna: si indebolisce, e l’indebolimento – non la forza – genera disfunzione.

La frase della poesia è la sintesi della natura maschile:
“Non voglio niente da te, voglio tutto da me stesso.”
Non il possesso, ma l’elevazione.
Non il controllo, ma la responsabilità.
Un uomo nella sua energia non va rieducato.
Va valorizzato e rispettato.
Perché un uomo connesso al suo nucleo profondo non è tossico:
è presente, stabile, protettivo.
E la donna diventa per lui ispirazione, massima spinta motivazionale, non qualcosa da trattenere o distruggere.

01/01/2026

Se vuoi un felice anno nuovo ascolta questa verità scomoda.

Ogni volta che hai evitato un dolore, ogni volta che non hai cercato di capire perché quella persona o quella situazione ti sia capitata, ogni volta che hai detto "è il karma o è dio o è l'universo, che ha voluto così", non te ne sei assunto la responsabilità, ogni volta che hai scelto di ripetere, piuttosto che cambiare, hai lasciato un granello di sabbia lì, immobile.
Il corpo registra.
Il corpo chiede.
Il corpo aspetta che tu scelga e trasformi.

E mentre tutti oggi si augurano un anno migliore, pochi capiscono una cosa essenziale:
Le perle nascono dal fastidio che finalmente scegli di impreziosire.
Non dalla fortuna.
Non dal calendario.
Dalla tua decisione di non lasciare più niente irrisolto dentro di te.

Se questa verità ti ha toccato, non scorrere via.
Salvala.
Commenta.
Condividila.
È così che si entra davvero in un anno nuovo.

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