03/01/2026
Luisa Impastato: la storia di Peppino e Felicia Impastato
Luisa Impastato, discorso al corteo del 9 Maggio 2025: buon pomeriggio a tutte e tutti e grazie, grazie per essere così numerosi. Oggi ricorre il quarantasettesimo anniversario dell’omicidio mafioso di Peppino Impastato e ancora una volta ci ritroviamo insieme per ricordare le sue lotte, le sue idee e per farle nostre.
Ancora una volta possiamo dimostrare che chi, dopo il suo assassinio, non si è arreso alla volontà di ucciderlo due volte – con il tritolo la prima, facendolo passare per terrorista poi – aveva ragione. Aveva ragione Felicia, che con la sua volontà di difendere la memoria del figlio ha consegnato questa storia alle nuove generazioni, rompendo con determinazione una tradizione mafiosa che imponeva soprattutto alle donne il silenzio. Possiamo ribadire di nuovo che difendere la sua storia e continuare a diffondere la sua memoria ha avuto un senso, perché la sua azione politica non è morta con lui.
Ancora una volta possiamo dimostrare, quindi, che nella storia di Peppino non è stata la mafia a vincere. Peppino ha denunciato la mafia dal cuore stesso del suo territorio, in un tempo in cui farlo voleva dire firmare la propria condanna a morte. Lo ha fatto a partire da se stesso, dalla conflittualità con il mondo a cui apparteneva, da figlio di un mafioso e nipote di un capomafia.
Non lo ha fatto da eroe solitario, ma da militante comunista, da attivista, da uomo libero. Purtroppo però, è vero anche che se ancora ci ritroviamo a rivendicare quelle battaglie in cui continuiamo a riconoscerci, significa che non sono cambiate le condizioni. Solo pochi mesi fa sono state arrestate più di 180 persone, tra Palermo e provincia, Cinisi compresa, e questo ci ha dimostrato ancora una volta la capacità riorganizzativa della mafia e soprattutto la ricerca di nuove forme d’adattamento e di controllo. Ma la mafia non è solo una struttura criminale. La mafia è un sistema di potere. È il volto violento di un modello economico e sociale che sfrutta, devasta, inquina, ricatta. È dove si cementificano i territori, dove si tagliano i diritti in nome del profitto. È dentro le speculazioni, le grandi opere inutili, la precarietà, la povertà pianificata. Peppino ci ha insegnato che la lotta alla mafia è anche lotta per la giustizia sociale. È lotta di classe. È difesa della scuola pubblica, della sanità per tutte e tutti, del lavoro dignitoso. È lotta contro chi privatizza tutto, contro chi sfrutta braccia e menti, contro chi fa affari sulle nostre vite. Mentre noi siamo qui a ricordare chi ha lottato per un’idea di mondo più giusto e libero, in Italia si tagliano i diritti, si reprimono i movimenti, si criminalizza il dissenso. Si spingono leggi autoritarie, si attaccano studenti, si tolgono spazi di parola e di organizzazione.
Ad 80 anni dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo, oggi vediamo un governo che usa parole e pratiche fasciste, che nega la storia della Resistenza, che strizza l’occhio ai poteri forti e reprime chi alza la testa. E fuori dai nostri confini, la guerra diventa linguaggio quotidiano.
Difenderemo sempre questo impegno e questi spazi, così come abbiamo fatto con il casolare dove è stato ucciso 47 anni fa Peppino, da qualche giorno consegnato a Casa Memoria, all’Associazione Impastato e al Centro Impastato, dopo anni di impegno e battaglie per salvarlo dall’incuria e restituirgli la dignità che un luogo di memoria così importante merita. Voglio ringraziare però anche tutte e tutti voi, tutte le persone che ci hanno dimostrato il loro sostegno, che credono in questa storia, che credono in noi, ma soprattutto che non hanno mai smesso per un attimo di dimostrare condivisione e affetto nei confronti di Peppino. Questa per noi è la cosa più importante. Grazie a chi ci accompagna in questo percorso, a chi ha contribuito a costruire collettivamente questo 9 maggio. Grazie a chi ci ha consegnato questa storia. A Musica e Cultura, alla Pro Loco, alla scuola e al Comune di Cinisi. Grazie a Peppino e Felicia per il loro esempio. Voglio ringraziare i rappresentanti delle istituzioni che sono venuti qui da diverse parti d’Italia Ma c’è una persona soprattutto che voglio ringraziare più di tutti e ricordare, e non è casuale che abbia deciso di farlo alla fine, perché so che non sarei riuscita a continuare il mio discorso, perché in questi giorni in particolare ci manca incredibilmente. Voglio ringraziare Piero, Piero Impastato. Un compagno vero, un amico vero, un vero uomo di pace. Piero ci ha sostenuto e supportato sinceramente, accompagnandoci sempre come uno zio affettuoso e che ci manca tantissimo. La sua è un’assenza immensa, che ci impegneremo a colmare con i bei ricordi che ci lascia e assumendoci la responsabilità del suo esempio. Piero e Peppino, le vostre idee non moriranno mai
Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato