COSMO Fruttariano: Max Gaetano, Carpotecnia e Alimentazione Naturale

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COSMO Fruttariano: Max Gaetano, Carpotecnia e Alimentazione Naturale CUCINA CARPOTECNICA, BEN-ESSERE, GIOIA, FELICITA', DIVERTIMENTO, BELLEZZA, GODURIA.. FRUITARIAN COSM

COSMO FRUTTARIANO: CUCINA CARPOTECNICA, BEN-ESSERE, GIOIA, FELICITA', DIVERTIMENTO, BELLEZZA, GODURIA.. FRUITARIAN COSMOS - HAPPINESS - JOY - WELFARE - FUN - BEAUTY - PLEASURE
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EVENTI FRUTTARIANI

06/01/2026

TOP GRANDS BUFFETS: frutta TROPICALE e mediterranea a volontà AYCE a Montpellier (Mauguio) FRANCIA
Max Gaetano: per andare in Spagna e Portogallo si passa dalle spiagge di Montpellier dove si trovano locali con frutta tropicale a volontà, frutta mediterranea e mele rosse...fichi come se piovessero: per fruttariani e frugivori di Okinawa



LEGGI: homotropicus.blogspot.com/2025/02/homo-tropicus-un-libro-per-tutti-e-per.html

03/01/2026

L'orto di Rosolino: biodinamico e TROPICALE in SICILIA con BLACK SAPOTE e prossimamente il CANISTEL
Max Gaetano intervista Rosolino Palazzolo e la moglie Floriana Catanzaro a Terrasini (in provincia di PALERMO, insieme a Cinisi terre di Peppino IMPASTATO) con il loro frutteto TROPICALE

Floriana Catanzaro L'orto di Rosolino - Biologico e tropicale in Sicilia Radio cento passi Puglia - Casa memoria Felicia e Peppino Impastato Puglia Amici di Peppino Impastato Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

03/01/2026

Luisa Impastato: la storia di Peppino e Felicia Impastato
Luisa Impastato, discorso al corteo del 9 Maggio 2025: buon pomeriggio a tutte e tutti e grazie, grazie per essere così numerosi. Oggi ricorre il quarantasettesimo anniversario dell’omicidio mafioso di Peppino Impastato e ancora una volta ci ritroviamo insieme per ricordare le sue lotte, le sue idee e per farle nostre.
Ancora una volta possiamo dimostrare che chi, dopo il suo assassinio, non si è arreso alla volontà di ucciderlo due volte – con il tritolo la prima, facendolo passare per terrorista poi – aveva ragione. Aveva ragione Felicia, che con la sua volontà di difendere la memoria del figlio ha consegnato questa storia alle nuove generazioni, rompendo con determinazione una tradizione mafiosa che imponeva soprattutto alle donne il silenzio. Possiamo ribadire di nuovo che difendere la sua storia e continuare a diffondere la sua memoria ha avuto un senso, perché la sua azione politica non è morta con lui.
Ancora una volta possiamo dimostrare, quindi, che nella storia di Peppino non è stata la mafia a vincere. Peppino ha denunciato la mafia dal cuore stesso del suo territorio, in un tempo in cui farlo voleva dire firmare la propria condanna a morte. Lo ha fatto a partire da se stesso, dalla conflittualità con il mondo a cui apparteneva, da figlio di un mafioso e nipote di un capomafia.
Non lo ha fatto da eroe solitario, ma da militante comunista, da attivista, da uomo libero. Purtroppo però, è vero anche che se ancora ci ritroviamo a rivendicare quelle battaglie in cui continuiamo a riconoscerci, significa che non sono cambiate le condizioni. Solo pochi mesi fa sono state arrestate più di 180 persone, tra Palermo e provincia, Cinisi compresa, e questo ci ha dimostrato ancora una volta la capacità riorganizzativa della mafia e soprattutto la ricerca di nuove forme d’adattamento e di controllo. Ma la mafia non è solo una struttura criminale. La mafia è un sistema di potere. È il volto violento di un modello economico e sociale che sfrutta, devasta, inquina, ricatta. È dove si cementificano i territori, dove si tagliano i diritti in nome del profitto. È dentro le speculazioni, le grandi opere inutili, la precarietà, la povertà pianificata. Peppino ci ha insegnato che la lotta alla mafia è anche lotta per la giustizia sociale. È lotta di classe. È difesa della scuola pubblica, della sanità per tutte e tutti, del lavoro dignitoso. È lotta contro chi privatizza tutto, contro chi sfrutta braccia e menti, contro chi fa affari sulle nostre vite. Mentre noi siamo qui a ricordare chi ha lottato per un’idea di mondo più giusto e libero, in Italia si tagliano i diritti, si reprimono i movimenti, si criminalizza il dissenso. Si spingono leggi autoritarie, si attaccano studenti, si tolgono spazi di parola e di organizzazione.
Ad 80 anni dalla liberazione dell’Italia dal nazifascismo, oggi vediamo un governo che usa parole e pratiche fasciste, che nega la storia della Resistenza, che strizza l’occhio ai poteri forti e reprime chi alza la testa. E fuori dai nostri confini, la guerra diventa linguaggio quotidiano.
Difenderemo sempre questo impegno e questi spazi, così come abbiamo fatto con il casolare dove è stato ucciso 47 anni fa Peppino, da qualche giorno consegnato a Casa Memoria, all’Associazione Impastato e al Centro Impastato, dopo anni di impegno e battaglie per salvarlo dall’incuria e restituirgli la dignità che un luogo di memoria così importante merita. Voglio ringraziare però anche tutte e tutti voi, tutte le persone che ci hanno dimostrato il loro sostegno, che credono in questa storia, che credono in noi, ma soprattutto che non hanno mai smesso per un attimo di dimostrare condivisione e affetto nei confronti di Peppino. Questa per noi è la cosa più importante. Grazie a chi ci accompagna in questo percorso, a chi ha contribuito a costruire collettivamente questo 9 maggio. Grazie a chi ci ha consegnato questa storia. A Musica e Cultura, alla Pro Loco, alla scuola e al Comune di Cinisi. Grazie a Peppino e Felicia per il loro esempio. Voglio ringraziare i rappresentanti delle istituzioni che sono venuti qui da diverse parti d’Italia Ma c’è una persona soprattutto che voglio ringraziare più di tutti e ricordare, e non è casuale che abbia deciso di farlo alla fine, perché so che non sarei riuscita a continuare il mio discorso, perché in questi giorni in particolare ci manca incredibilmente. Voglio ringraziare Piero, Piero Impastato. Un compagno vero, un amico vero, un vero uomo di pace. Piero ci ha sostenuto e supportato sinceramente, accompagnandoci sempre come uno zio affettuoso e che ci manca tantissimo. La sua è un’assenza immensa, che ci impegneremo a colmare con i bei ricordi che ci lascia e assumendoci la responsabilità del suo esempio. Piero e Peppino, le vostre idee non moriranno mai


Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato

01/01/2026

DATTERI Barhi MATURI in strada zona ELX, SPAGNA: maggior numero di palme e di ORE di SOLE d'EUROPA
Max Gaetano nella zona tra Elche e Alicante nella Comunità autonoma Valenzana, in valenciano Comunitat Valenciana.
Alicante è la PROVINCIA CON PIU' ORE DI SOLE d'Europa e con il maggior numero di palme con DATTERI EDIBILI e di palme ornamentali lungo le strade
I DATTERI BARHI, di origine africana desertica, sono molto diffusi in Medio Oriente dove viene consumato prevalentemente croccante ad inizio stagione, nei mesi di luglio o agosto. Datteri freschi Barhi assumono succesivamente una consistenza umida molto fondente e persino cremosa
Molti datteri Barhi vengono coltivati ​​in Arabia Saudita, a Qassim, una provincia dal clima desertico, rinomata per essere la terra dei frutti.
Molto umidi, contengono molta acqua e sono quindi molto apprezzati nella stagione calda. Hanno un colore ambrato e in bocca sviluppano sapori lievi e naturalmente dolci, con un leggero retrogusto di canna da zucchero. Il nome “Barhi” deriva dalla parola araba “barh” che significa “vento caldo”: quest'ultimo è un elemento essenziale per la buona produzione dei datteri

́tiles

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30/12/2025

HUIT TROPICAL: più grande coltivatore di FRUTTA TROPICALE in EUROPA, 300 varietà a Torrox - AXARQUÍA
Max Gaetano presenta la Huit Tropical di Ramon Sanchez: la più variegata produzione di FRUTTA tropicale in Europa con oltre 300 varietà di frutta tropicale a Huit, TORROX, Axarquía, Malaga, ANDALUSIA, Spagna
In particolare Canistel (EGG FRUIT), Chico Sapote, Paw Paw, Pitaya, Pommarosa, Black Sapote, White Sapote, Jak Fruit, Mamey..., il PARADISO per FRUTTARIANI, frugivori e per chi segue la nutrizione SPECIE SPECIFICA ovvero il FRUTTARISMO...a TORROX che è considerato il miglior clima d'Europa, caldo e poco umido... quindi anche il PARADISO per chi cerca il clima ed i luoghi SPECIE SPECIFICI...

Ecco alcune delle 300 varietà di RAMON SANCHEZ RAMIREZ, esperto TROPICALE della HUIT TROPICAL:
• Aguacate
• Ambarella
• Atemoyas
• Australian Cherry
• Badea
• Bignay
• Canister
• Chico Zapote
• Cereza de Brasil
• Feijoa
• Fruta Chuches
• Fruta de los Dioses Gac
• Fruta Estrella
• Garcinia Amarilla
• Granada
• Grumichama
• Guanábana
• Guayabito Fresa
• Guayabito Limón
• Jambolán
• Litchis
• Lucuma
• Macadamia
• Mango
• Manzana Cafre
• Maracuyá
• Myrtoides
• Níspero
• Ojo de Dragón
• Papaya
• Papaya de Montaña
• Pasiflora Decaisneana
• Paw paw
• Pitaya
• Pomarrosa
• Uva Fresa
• Zapote Blanco
• Zapote Chocolate

• Acerola
• Plátano Bocadito
• Plátano Manzana
• Plátano Musa Velutina
• Chirimoya Cumbe
• Chirimoya León
• Ciruela del Gobernador
• Cutite
• Finger Lime
• Guaraní
• Jak Fruit
• Jobo. Espondias Mombin
• Kuini
• Lili pili
• Lima Kafir
• Wampi
• Water Berry

• Achiote
• Annona Glabra
• Annona Montana
• Bastar Oleaster
• Cabelluda
• Caimito
• Eugenia Florida
• Guamugil
• Jabuticaba
• Mamey
• Mamoncillo
• Manzana de Agua
• Piña
• Pitangatuba
• Pitomba
• Santol
• Uvaia
• Zapote Verde

L'azienda agricola ha iniziato a svilupparsi nel 1998 con l'aiuto di alcuni amici e di alcuni terreni donati dai miei genitori. Quei primi anni sono stati difficili perché le risorse erano molto scarse. Ci sono voluti molto tempo e impegno, ma grazie all'aiuto di mia moglie e della mia famiglia siamo riusciti ad andare avanti. Col tempo, il terreno è diventato troppo piccolo, quindi abbiamo dovuto investire e acquistare un'altra parte di proprietà della famiglia dell'azienda agricola principale , e così i terreni combinati "Las Cruces" e "La Melga" ora formano HUIT TROPICAL

HUIT TROPICAL è un'azienda agricola nata come attività ricreativa e oggi è il principale esponente della produzione di frutta tropicale nella Pen*sola Iberica. Coltiviamo più di 300 varietà provenienti da tutto il mondo, con il nostro maggiore successo negli avocado e nei mango in diverse varietà, che coprono il calendario di produzione da agosto a dicembre

Dopo 20 anni trascorsi ad assaporare esplosioni di sapori provenienti da diverse parti del mondo, ho pensato che fosse giunto il momento di condividerli, ed è per questo che vi propongo un'ampia varietà di frutti tropicali, che spero possano soddisfare più di una persona interessata.

Rio Huit, Huit, Spain
+34 652 80 73 65
huittropical@gmail.com
huittropical.com

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28/12/2025

L'orto di Rosolino: biodinamico e TROPICALE in SICILIA con BLACK SAPOTE e prossimamente il CANISTEL
Max Gaetano intervista Rosolino Palazzolo e la moglie Floriana Catanzaro a Terrasini (in provincia di PALERMO insieme a Cinisi terre di Peppino IMPASTATO) con il loro frutteto TROPICALE in particolare il BLACK SAPOTE (sapote nero, zapote nero, cachi cioccolato, black sapote, zapote prieto) a cielo aperto e prossimamente il famoso CANISTEL: Lucuma campechiana è un albero della famiglia delle Sapotacee, coltivato in vari Paesi dell'America Latina per la produzione del suo frutto.
Il frutto è noto con il nome originario maya caniste, adattato in "canistel" nei paesi di lingua sp****la. Nei luoghi dove è tradizionalmente coltivato è anche chiamato "zapote amarillo", "huicon", "huicomo" (nei territori Maya del Messico), "siguapa" (in Costa Rica). Viene anche indicato come "zapote uovo", per la consistenza della sua polpa.
L'epiteto specifico deriva dallo Stato messicano di Campeche, dove è molto diffuso.
L'albero raggiunge al massimo 8–10 m di altezza e produce un frutto molto variabile in grandezza, dai 6 ai 15 cm di lunghezza e dai 4 ai 7 di larghezza, per cui anche la forma è molto variabile.
Nel frutto maturo la buccia si presenta giallo-limone tendente all'arancione mentre la sua polpa è gialla, dolce e pastosa, con una consistenza frequentemente assimilata a una crema di uovo cotto, per questo nei paesi di lingua inglese come Belize e Giamaica è anche chiamato "eggfruit", frutto uovo
L'albero è diffuso nel Messico meridionale e in tutta l'America centrale
Il canistel è un fruttifero tropicale non estremo che si adatta ad alcuni ambienti del subtropico come la Florida, dove ha resistito a leggere e brevi ondate di gelo non inferiore a -1º. È resistente a periodi di siccitá. Si è tentato di coltivarlo in California, ma con esito finora fallimentare.

Diospyros nigra, il sapote nero, è una specie di cachi. I nomi comuni includono cachi cioccolato, black sapote e, in spagnolo, zapote prieto. L'albero da frutto tropicale è originario del Messico, dell'America Centrale e della Colombia. Il nome comune sapote si riferisce a qualsiasi frutto morbido e commestibile. Il zapote nero non è imparentato né col zapote bianco, né col zapote mamey . Oltre ai cachi e al zapote nero, il genere Diospyros comprende numerose altre specie di alberi da frutto.
L'etimologia di Diospyros è "frutto divino": deriva dalle parole greche "dios" e "pyron". I significati sono molteplici, tra cui "pera di Dio", "grano di Zeus" e "fuoco di Giove"
Gli alberi maturi possono crescere fino a oltre 25 m di altezza e sono sempreverdi . È sensibile al gelo, ma può tollerare gelate leggere. Le foglie sono ellittico-oblunghe, affusolate ad entrambe le estremità, di colore verde scuro, lucide e lunghe 10-30 cm. Alcuni alberi sono dioici, mentre altri sono monoici, anche se alcuni di questi sono auto-incompatibili. La fruttificazione avviene dopo circa 3-4 anni dalla semina, e gli alberi sono molto produttivi
Il frutto del sapote nero è simile al pomodoro e misura 5-10 cm di diametro, con una BUCCIA NON COMMESTIBILE che vira dal colore oliva a un intenso giallo-verde quando è matura e una polpa che è bianca e non commestibile quando è acerba. I frutti, la cui consistenza è stata paragonata a quella della papaya, contengono solitamente semi, fino ad un massimo di 12. Il frutto maturo può avere "il sapore e la consistenza del budino al cioccolato".
I frutti ACERBI sono astringenti, caustici, amari, irritanti e sono stati usati come VELENNO per i pesci nelle Filippine
La propagazione avviene solitamente dai semi, che possono mantenere la vitalità per diversi mesi e richiedono circa 30 giorni per la germinazione. Tuttavia, alcuni alberi sono privi di semi e possono essere propagati tramite margotta.

Quando arriva il biodinamico in Sicilia? L’azienda è nata nel 1986, fondata dal padre Nino come azienda agrumicola e dal 1994 è stata convertita al biodinamico. Proprio grazie al padre è nata la passione di Rosolino per l’agricoltura che ci racconta di quando suo padre lo spingeva ad aiutarlo in campagna. L’azienda agricola è specializzata nella produzione di frutti tropicali biodinamici e sì, a pochi km da Palermo, ci si ritrova, come per magia, catapultati in Sud America! L'orto di Rosolino si trova a Terrasini nella propaggine ovest della provincia di Palermo, a meno di un chilometro dall’uscita Montelepre dell’autostrada A29, una località molto verde e rigogliosa, baciata dal sole.
L' orto di Rosolino è ovviamente l'orto di Rosolino Palazzolo, nel cuore dello Zucco (Terrasini-Palermo) produce verdura e frutta tropicale biodinamica dal 1994.
GOOGLE: ORTO DI ROSOLINO
Indirizzo: Contrada Pizzo Tondo, 90049, 90049 Terrasini Favarotta PALERMO
Telefono: 348 311 3365
Orari: domenica Chiuso
LUNEDI - SABATO 09–13:30
LEGGI: HOMO TROPICUS
LEGGI: SPECIE UMANA PROGETTO 3M
FACEBOOK: COSMO FRUTTARIANO
TIKTOK: MAXGAETANOFRUTTARISMO

23/11/2025

Salviamo la famiglia che vive nel bosco

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23/11/2025

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Sudafrica.
È accaduto qualcosa di straordinario, nel silenzio della natura. Due branchi di elefanti selvaggi hanno abbandonato il loro territorio e hanno camminato per oltre 12 ore attraverso la giungla. Non si trattava di un vagabondare senza meta: avevano una destinazione precisa. La casa di Lawrence Anthony, l’uomo che era appena morto.
Come potevano saperlo? Nessun messaggero, nessun telefono nella giungla. Lo sapevano e basta.
Lawrence Anthony, conosciuto come “l’uomo che sussurrava agli elefanti”, aveva dedicato la sua vita a proteggerli. Li aveva accolti, rispettati, amati. Aveva parlato con loro con pazienza, offrendo rifugio nei momenti più difficili. E gli elefanti, grati, hanno percorso quella lunga strada fino alla sua casa nello Zululand.
La meraviglia non fu solo il viaggio, ma ciò che accadde dopo. Rimasero lì, in silenzio, per giorni interi. Come se vegliassero sul loro amico. Come se lo stessero salutando un’ultima volta.
Gli elefanti comprendono la malattia, la morte, il lutto. Piangono, ringraziano, ricordano. Lo fanno con una dignità che ci lascia senza parole. Forse sentono ciò che noi non riusciamo a percepire. Forse vedono un mondo invisibile ai nostri occhi.
Nel suo libro “L’uomo che sussurrava agli elefanti”, Anthony racconta come sia riuscito a connettersi con un branco difficile, imparando la loro lingua, la loro essenza. Attraverso quelle pagine, comprendiamo una verità profonda: non solo gli uomini soffrono e sperano durante le guerre e le perdite. Anche gli animali conoscono dolore, amore e memoria.
È tempo di svegliarci e guardarli davvero negli occhi. Dentro di loro c’è una saggezza antica, luminosa, che chiede solo di essere riconosciuta.
Quando un elefante cammina per onorare il ricordo di un uomo, il mondo intero dovrebbe fermarsi. E ascoltare.

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02/11/2025

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04/10/2025

Omaggio ai giovedì culturali di Armando D'Elia e al BIOLOGO nutrizionista ANIMALISTA VITTORIO TOGNI
MIlano, 6/10/2016 - Conferenza di Max Gaetano con dibattito in omaggio al grande professor Armando D'Elia, il più grande e preparato sostenitore scientifico del veganismo e del fruttarismo SOSTENIBILE e con intervento verso il minuto 40 del biologo nutrizionista Vittorio Togni grande attivista ANIMALISTA
Nell'anniversario del giorno della sua nascita, il 6/10/1912, 104 anni dopo, si scoprono i progressi fatti dalla scienza dopo la scomparsa di D'Elia avvenuta nel 1999
Il professore era anche famoso per la grandissima opera di divulgazione a cui aveva dedicato tutta la sua vita e che si esplicitava in particolare con i giovedi culturali, cioè le conferenze che organizzava ogni GIOVEDI in un salone della sua casa di Roma
Ai giovedi culturali di Armando D'Elia è passata mezza comunità scientifica di Roma (ad esempio Umberto Veronesi che poi lo mandò a fare delle brevi apparizioni televisive ) e fruttariani e vegani di tutta Italia.

Nel seguente video potete trovare un audio inedito con la voce del mitico professore https://www.youtube.com/watch?v=9ZzxU...



LEGGI: http://homotropicus.blogspot.com/2025...

LEGGI: http://specieumanaprogetto3m-nuovaedi...

www.youtube.com/user/IckeItaliaMeetup

https://www.youtube.com/watch?v=Y_Zcz8oZUigSiamo così impegnati a discutere su chi dovrebbe pagare le nostre spese sanit...
02/10/2025

https://www.youtube.com/watch?v=Y_Zcz8oZUig
Siamo così impegnati a discutere su chi dovrebbe pagare le nostre spese sanitarie che stiamo ignorando la questione più importante: QUANTO paghiamo. Gli Stati Uniti spendono 4,3 trilioni di dollari all’anno per l’assistenza sanitaria. Se risolviamo la crisi sanitaria in questo Paese, risolviamo anche la crisi economica. Sradicare le malattie croniche e riportare in salute gli americani deve essere la nostra priorità numero uno
tratto dal canale you tube di Kennedy TeamKennedy
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Who Has The Highest Chronic Disease Burden In The World?
We’re so busy debating who should be paying our health care costs that we’re ignoring the more important issue: how MUCH we pay. The U.S. spends $4.3 trillion per year on health care. If we solve the health care crisis in this country, we also solve the economic crisis. Eradicating chronic disease and getting Americans healthy again needs to be our #1 priority.



Siamo così impegnati a discutere su chi dovrebbe pagare le nostre spese sanitarie che stiamo ignorando la questione più importante: QUANTO paghiamo. Gli Stat...

il più grande talento della storia del TENNIS...
17/09/2025

il più grande talento della storia del TENNIS...

Happy Tuesday, Rebel Vegans! This next Rebel Vegan Icon might be another one that surprises you!

#50 Rebel Vegan Icon is Nick Kyrgios - the Australian tennis star is also a vegan!

Nick Kyrgios decided to go vegan for animal welfare reasons and not for health reasons!

Of course there are several athletes who have claimed to be on a vegan diet but when you look into it further, they're only plant-based for health reasons.

This is not the case for Nick! In an interview he said that he cannot stand the suffering of animals and after the Australian bushfires killed millions of animals, this made him feel good about his decision to stay vegan!
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