My Center City Fitness

My Center City Fitness La palestra MyCenterCity fitness si dota di insegnanti tecnici federali diplomati Fipe (l'unica Fe

Fitness, forma fisica, pesistica, attività sportive, preparazione fisica ed atletica, cura del corpo, salute, dimagrimento, recuperi funzionali, formazione professionale nazionale di tecnici sportivi

Sport: sacrificio o passione?“Ma chi te lo fa fare?”Me lo chiedono da anni. E ogni volta, sento che la risposta cresce d...
14/03/2026

Sport: sacrificio o passione?
“Ma chi te lo fa fare?”
Me lo chiedono da anni. E ogni volta, sento che la risposta cresce dentro di me.
Chi guarda lo sport da fuori vede soprattutto la fatica e il sacrificio.
Ricordo ancora gli allenamenti duri, la stanchezza, le rinunce.
Il dover conciliare gli studi con gli impegni che lo sport ti imponeva.
I pomeriggi passati al campo.
Le serate del “a letto presto”, perché il giorno dopo si gareggia.
Le domeniche trascorse in gara oppure sui libri, nel tentativo di recuperare… mentre tanti amici invece erano a divertirsi altrove.
Chi è stato atleta queste cose le sa e le ricorda…
Ma non con rammarico. Semmai con un pizzico di nostalgia.
È innegabilmente vero: forse chi fa sport vive la propria gioventù in modo diverso.
Ma mentre molti vedevano solo sacrifici, io ero certo e consapevole di stare costruendo qualcosa di molto più grande.
Qualcosa che ancora oggi mi permette di vivere lo sport e provare le stesse emozioni, anche se in ruoli diversi — quasi opposti: prima da atleta, oggi da allenatore.
Perché lo sport è qualcosa di più.
Qualcosa che va al di là di un sudatissimo podio.
È quel momento in cui il corpo ti dice di fermarti…
e tu trovi comunque la forza di fare un passo in più.
Quando nessuno ti vede, ti alleni.
Quando cadi, ti rialzi.
Quando sarebbe più facile mollare, riparti.
Lo sport ti mette davanti a te stesso:
alla tua forza, alle tue fragilità… anche a quelle più profonde.
Non puoi mentire.
Non puoi nasconderti.
Ogni allenamento ti fa capire chi sei davvero.
Poi arriva il momento in cui cambi prospettiva.
Oggi vivo lo sport anche dall’altra parte: come allenatore.
Ed è proprio lì che forse capisci qualcosa di ancora più grande.
Lo sport non costruisce solo atleti.
Costruisce persone.
E io questo lo vedo ogni giorno: in palestra, sul campo, nei messaggi e nei racconti che leggo o ricevo sui social.
E le persone — con i loro modi di essere, i loro pensieri, i loro valori e i loro comportamenti — sono quelle che, giorno dopo giorno, formano la società.
Quando vedo qualcuno superare i propri limiti…
quando vedo crescere la fiducia…
quando vedo nascere in loro quella mentalità che solo lo sport sa insegnare…
quando

Un atleta non ha sempre bisogno di qualcuno che lo corregga. A volte ha bisogno solo di qualcuno che continui a credere ...
04/03/2026

Un atleta non ha sempre bisogno di qualcuno che lo corregga. A volte ha bisogno solo di qualcuno che continui a credere in lui.
Un giorno gli atleti dimenticheranno molti allenamenti. Ma non dimenticheranno mai come li hai fatti sentire.
R. Marconi - ex atleta quattrocentista

“Oltre il fisico, dentro la persona”C’è stato un tempo in cui misuravo tutto in chilometri, carichi e cronometri.Era il ...
12/02/2026

“Oltre il fisico, dentro la persona”
C’è stato un tempo in cui misuravo tutto in chilometri, carichi e cronometri.
Era il mio tempo.
Vivevo per l’adrenalina.
Per quel momento in cui il mio cuore accelerava,
lo speaker pronunciava il mio nome,
il pubblico applaudiva,
mentre mi posizionavo sui blocchi di partenza.
In quegli istanti non vedevi più nulla.
Non sentivi più nulla.
Ero un atleta che, come tutti gli altri, inseguiva solo risultati.
Oggi, che quel tempo è passato,
entro in palestra con uno sguardo diverso.
Non vedo solo corpi da allenare o titoli da conquistare.
O meglio, non è lì che soffermo la mia attenzione.
Vedo storie.
A volte vedo insicurezze.
Ma dietro ogni dubbio c’è sempre un potenziale da far crescere.
E proprio questo è il cuore del lavoro di un allenatore:
non si tratta solo di migliorare un corpo,
ma di accompagnare una persona a scoprire la propria forza.
Vedo persone che hanno bisogno di credere un po’ di più in sé stesse.
E lo fanno, forse inconsapevolmente,
o a volte nascondendolo, cercando in me un aiuto complice.
È lì che capisco il mio ruolo primario.
Il mio compito non è solo farle diventare più forti, più magre o più belle.
È aiutarle a scoprirsi più sicure.
Più disciplinate.
Più consapevoli.
Quando un allenatore chiede impegno, insegna rispetto.
Quando corregge un gesto, trasmette cura.
Quando sostiene dopo un errore, costruisce fiducia.
Prima cercavo vittorie allenando il mio limite fisico.
Oggi aiuto gli altri a superare limiti mentali.
Il successo di un allenatore non si misura più in medaglie, titoli o applausi come faceva da atleta.
Si misura in uno sguardo diverso allo specchio.
In una schiena più dritta.
In una persona che esce dall’allenamento più forte dentro.
Perché la vera vittoria non è più sul campo.
È nella vita di tutti i giorni.
E chi, come me, ha avuto la fortuna di vivere entrambe le vite lo sa davvero.

Allenare tutti i giorni ciò che ti manca? Ecco perché spesso non funziona…: l’altra verità che spesso il tuo coach non t...
05/02/2026

Allenare tutti i giorni ciò che ti manca? Ecco perché spesso non
funziona…: l’altra verità che spesso il tuo coach non ti racconta
Perchè spesso non funziona (e quando può funzionare).
Come è noto la preparazione tecnica e la preparazione fisica rispondono a logiche adattative differenti.
Nel lavoro tecnico l’obiettivo principale è l’ottimizzazione del gesto motorio: coordinazione inter- e in-tramuscolare, timing, efficienza neuromuscolare.
Per questo motivo la ripetizione frequente dello stesso gesto, anche su base quotidiana, può essere fun-zionale al miglioramento della prestazione, poiché lo stress è prevalentemente neurale e coordinativo, con un impatto strutturale limitato.
Nella preparazione fisica e atletica, invece, l’obiettivo non è il gesto in sé, ma lo sviluppo delle capacità condizionali che lo rendono possibile: forza, potenza, capacità metaboliche, resilienza tissutale.
In questo contesto, l’allenamento rappresenta uno stimolo perturbante dell’omeostasi.
L’adattamento non avviene durante l’esercizio, ma nelle fasi di recupero, attraverso processi di ripristino e supercompensazione che richiedono tempi biologici specifici, dipendenti da fattori differenti quali: intensità e volume dello stimolo, tipo di contrazione, distretto muscolare coinvolto, stato di allenamento del soggetto, carico sul sistema nervoso centrale.
La frequenza di allenamento, pertanto, non è di per sé un errore, ma diventa controproducente quando stimoli sovrapponibili per intensità e obiettivo adattativo vengono applicati senza un recupero sufficiente.
Allenare quotidianamente un distretto muscolare con finalità ipertrofiche o di incremento della forza, senza modulazione del carico, porta spesso ad un accumulo di fatica residua, il mancato completamento dei processi adattativi, la riduzione della qualità dello stimolo con la conseguente stagnazione o regressione del risultato.
Questo principio non riguarda esclusivamente l’atleta orientato alla performance, ma anche il soggetto che si allena perseguendo solo obiettivi estetici.
È frequente osservare individui che allenano ripetutamente gli stessi distretti “carenti” (petto, schiena, braccia, glutei), associando erroneamente l

L’ALLENAMENTO PERFETTO NON ESISTEChi allena davvero questo lo saEsiste l’allenamento su misura.Sì, quello sì.Nel corso d...
02/02/2026

L’ALLENAMENTO PERFETTO NON ESISTE
Chi allena davvero questo lo sa
Esiste l’allenamento su misura.
Sì, quello sì.
Nel corso degli anni non mi è stato raro cercare confronti con allenatori esperti, blasonati, uomini e donne che hanno visto passare generazioni di atleti di ogni categoria e in ogni disciplina.
Ho ascoltato.
Ho preso appunti.
Ho provato.
Ho dubitato.
E ogni volta ho portato a casa la stessa verità: i metodi non allenano.
Le persone sì.
Ogni corpo ha una storia.
Cicatrici. Paure. Ferite nascoste.
Ogni mente ha fame di sogni. Di risultati. Di gloria.
Se alleni davvero, devi saperle leggere.
Prima di programmare.
Prima di chiedere.
Prima di spingere, prima di cercare il limite.
Non esistono metodi miracolo.
Esistono sguardi che capiscono.
Mani che aggiustano.
Tempi che rispettano. E la ferma determinazione di fare quello che è giusto per l’atleta, anche quando ciò è diverso da tutto il resto.
Allenare non è imporre.
E’ accompagnare.
E’ stare a fianco.
Un passo indietro quando vacilla.
Un passo avanti quando è pronto a dare di più.
Sapere quando stringere i denti.
Sapere quando respirare. E’ avere la giusta senzibilità.
Alla fine resta solo questo: un allenamento che somiglia a chi lo vive.
Un percorso che non fa rumore, ma lascia segni profondi.
La vera forza non è fare tutto.
E’ fare ciò che serve.
Per quel corpo.
Per quella mente.
In quel momento.

Essere prima di sembrare: allenarsi per durareQuello che molto spesso il tuo “coach” non ti raccontaOrandum est ut sit “...
20/01/2026

Essere prima di sembrare: allenarsi per durare
Quello che molto spesso il tuo “coach” non ti racconta
Orandum est ut sit “mens sana in corpore sano” (bisogna pregare affinché ci sia una mente sana in un corpo sano).
Così scriveva Decimo Giunio Giovenale più di duemila anni fa.
Oggi, con la complicità dei social, viviamo immersi nell’apparenza esasperata. In quello spazio, dove i corpi sembrano sempre perfetti e le prestazioni diventano soltanto oggetti da esibire, lasciamo che il valore dell’esperienza scivoli lentamente dall’essere al sembrare. La soddisfazione non nasce più da ciò che sentiamo, ma da ciò che riusciamo a mostrare di noi, riducendo il tutto a un freddo numero di “like”. Così, senza accorgercene, riduciamo la nostra gratificazione a un’ombra che si misura negli occhi degli altri, dimenticando che il vero valore nasce dentro di noi.
Ma quanto di tutto questo è reale? Quanto è davvero necessario? È davvero questo ciò che ci serve? E, soprattutto, quanto può durare nel tempo? Da atleta ho imparato a spingere. Dovevo farlo. Era la mia unica missione. Da coach ho imparato quando fermarmi.
Non è stata una lezione immediata: è arrivata col tempo.
Nel mezzo ci sono stati allenamenti fatti bene e allenamenti fatti male, gare con risultati e gare con sconfitte, e momenti in cui il corpo mi presentava il conto.
Oggi vedo lo stesso schema nelle persone che seguo, a tutte le età e a tutti i livelli. La testa va avanti, sempre. Il corpo, prima o poi, chiede di essere ascoltato.
Quando sei giovane, spingi perché puoi. Quando sei un ex atleta, spingi perché “l’hai sempre fatto” e in qualche modo quei gesti ti appartengono.
Quando sei un amatore, spingi perché senti che il tempo è breve e vuoi che ogni attimo conti il più possibile.
Ma il problema non è spingere: il problema è non sapere più perché lo stai facendo.
Forse per dimostrare. Forse per provare a dimostrarti, dimenticando che la vera forza non nasce dall’ostentazione né dal confronto, ma dal senso profondo di ciò che facciamo, dal piacere consapevole di esserci, corpo e mente insieme. Allenarsi per sembrare nasce spesso da quella voce interna che dice: “devi dimostrare”. Che sia agli altri o a te stes

01/01/2026
Atleti per sempre: ricordi, riflessioni ed emozioni di un atleta di ieri e un allenatore di oggiUn atleta non smette mai...
22/12/2025

Atleti per sempre: ricordi, riflessioni ed emozioni di un atleta di ieri e un allenatore di oggi
Un atleta non smette mai di esserlo, nemmeno quando cambia ruolo. Nei gesti, nelle movenze quotidiane, nei modi di fare o di affrontare le situazioni. Lo sport ti resta dentro, anche quando la gara finisce e la tua stagione diventa oramai solo quella dei ricordi.
Ci sono momenti in cui la palestra è silenziosa e quasi vuota, ed è lì che i miei ricordi affiorano, come se il mio tempo non fosse mai passato. È lì che la mente spesso ritorna, in maniera ancora più prepotente, ad un tempo che fu, riuscendo ancora a farmi ba***re forte il cuore proprio come quando correvo su un campo di gara. Perché un atleta rimane sempre un atleta: anche quando smette di gareggiare, anche quando il tempo passa e il suo ruolo nella vita cambia.
Lo sport non è solo ciò che fai, è ciò che sei. È parte della tua vita, del tuo modo di sentire e di affrontare, negli anni successivi, tutto ciò che essa ti riserva.
“L’emozione non ha voce”, cantava anni fa Adriano Celentano, e io lo sento ogni volta che qualcuno, per la prima volta, entra qui con lo sguardo incerto, quasi impaurito. Pensa di non essere all’altezza, di non riuscire a farcela, spesso convinto che la vita di sport non faccia per lui.
Da atleta conoscevo solo un limite: il mio. La fatica, il dolore, la vittoria o la sconfitta: tutto era chiaro, misurabile, vissuto sulla mia pelle.
Oggi invece osservo persone comuni, uomini e donne che lottano contro la stanchezza di un quoti-diano duro, fatto di lavoro, pensieri e, a volte, problemi che tolgono la voglia; ragazze e ragazzi giovani che, tra dubbi e insicurezze, iniziano ad affacciarsi alla vita in modo più adulto, pur non es-sendo ancora davvero adulti. E io devo imparare a leggere ciò che non viene detto, a riconoscere la fatica nascosta dietro un sorriso, lo sforzo e il coraggio che nascono da ogni piccolo passo. Alle-nare persone comuni è un mestiere sottile. Non si tratta di ba***re record o conquistare medaglie tra gli applausi del pubblico presente, ma di vedere crescere, giorno dopo giorno, chi, nonostante tutto, decide di provarci. Ed è proprio questo il senso del mio lavoro

ARTICOLO TROVATO OGGI GIROVAGANDO IN INTERNET.. Non mi è dato sapere chi sia il redattore che comunque ringrazio di cuor...
02/09/2025

ARTICOLO TROVATO OGGI GIROVAGANDO IN INTERNET..
Non mi è dato sapere chi sia il redattore che comunque ringrazio di cuore!!

La storia sportiva di Roberto Marconi

Roberto Marconi nasce come atleta di atletica leggera, specializzato nei 400 metri piani, disciplina che lo porta a competere a livello nazionale come quattrocentista. È in pista che costruisce le fondamenta della sua carriera: disciplina, determinazione e conoscenza diretta delle esigenze di chi pratica sport ad alto livello.

Dopo gli anni di gare, Roberto trasforma la sua esperienza in una missione professionale: mettere le proprie competenze a disposizione di chi desidera migliorare la propria performance. Diventa così preparatore atletico e personal trainer certificato FIPE, arricchendo il suo percorso con la qualifica di Federal Career Coach e di Formatore Tecnico CONI/EPS 3° livello.

Oggi, presso il Centro Spezia Fitness (MyCenterCity Fitness), affianca atleti professionisti di alto profilo e sportivi amatori, offrendo programmi personalizzati di preparazione atletica, dimagrimento e recupero funzionale pre e post traumatico. La sua filosofia è chiara: unire competenza tecnica, esperienza vissuta sul campo e attenzione alla componente psicologica dell’allenamento.

13/02/2025

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Claudio Strata, Lamberto Lambertucci, Lorenzo Scanferla, Elena Ricci, Marco Bianchi, Lorenzo Menchini

Storie di campioni..Simone Vannozzi e Marco Panichi (rispettivamente allenatore e preparatore atletico di Jannik Sinner)...
04/02/2025

Storie di campioni..Simone Vannozzi e Marco Panichi (rispettivamente allenatore e preparatore atletico di Jannik Sinner)
in allenamento alla MyCenterCity fitness..

Indirizzo

📍Via Dei Mille 10
La Spezia
19122

Orario di apertura

Lunedì 07:15 - 21:15
Martedì 07:15 - 21:15
Mercoledì 07:15 - 21:15
Giovedì 07:15 - 21:15
Venerdì 07:15 - 21:15
Sabato 07:15 - 18:15

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