Fisikamente - Ambulatorio di fisioterapia

Fisikamente - Ambulatorio di fisioterapia FisiKamenTe è aperto..... Un nuovo ambulatorio di fisioterapia nella nostra Città, Vittorio Veneto. Professionalità e qualità al servizio di tutti!

30/10/2025

🦵 “Dottore, quanto è artrosico il mio ginocchio?”

Dalla serie: molti di voi mi chiedono “quanto è artrosico il mio ginocchio?”
Ecco una spiegazione chiara e semplice per capire come si valuta la gravità dell’artrosi.

🦵La scala di riferimento si chiama Kellgren-Lawrence e serve a classificare l’artrosi in 4 gradi principali in base alla radiografia:

L’artrosi del ginocchio non è tutta uguale.
Viene infatti classificata secondo la scala di Kellgren-Lawrence, che valuta la gravità della degenerazione articolare attraverso la radiografia:

🔹 Grado 1: minime alterazioni, piccoli osteofiti (inizio di artrosi)
🔹 Grado 2: osteofiti evidenti, ma spazio articolare ancora conservato
🔹 Grado 3: restringimento evidente dello spazio articolare, deformità moderate
🔹 Grado 4: grave riduzione dello spazio articolare, deformità marcate e dolore costante

👉 Fino al II grado, nella maggior parte dei casi è possibile gestire la patologia in modo conservativo, attraverso:
• infiltrazioni articolari (acido ialuronico, PRP, ozono, ecc.)
• potenziamento muscolare mirato
• controllo del peso
• adattamento del carico e correzione posturale

⚠️ Dal III grado in poi, le strategie conservative diventano meno efficaci, e aumenta il rischio di dover ricorrere a una protesi di ginocchio, totale o parziale.

Prevenire, diagnosticare precocemente e adattare il trattamento significa ritardare l’intervento e mantenere la mobilità naturale più a lungo possibile.

05/10/2025
21/09/2025

“È solo una tendinite alla spalla.”

Peccato che la spalla non esista. O meglio: non esiste una sola spalla, né un solo modo in cui può fare male. Quello che chiamiamo “spalla” è una giunzione articolare complessa, un sistema che unisce: cinque articolazioni, più di venti muscoli, una catena di adattamenti che parte dal rachide e finisce nella mano.

E in mezzo a tutto questo.. sì, ci sono anche quei quattro muscoli famosi:
sovraspinato, infraspinato, sottoscapolare e piccolo rotondo.

Ma ridurre il dolore di spalla a “tendinite della cuffia” è come dire che un’orchestra stona perché il primo violino ha preso una nota sbagliata.

Doppia lettura

Livello 1 – per pazienti

Quando ti dicono che hai un problema alla spalla, spesso è solo la punta dell’iceberg. Il dolore non è (solo) dove lo senti, ma dove il tuo corpo ha smesso di compensare in silenzio. E nella spalla, le compensazioni sono quotidiane, invisibili.. e potentissime.

Un muscolo tira troppo, uno tira troppo poco.
La scapola ruota male, il torace è rigido, il core non sostiene.
Il dolore è la somma finale di tutte queste micro-disfunzioni.

Livello 2 – per clinici

Chiamarla “cuffia dei rotatori” è corretto.
Ma ragionare solo sulla cuffia.. è riduttivo.
Qui si parla di neuromeccanica fine, non solo di RMN.

Ogni muscolo della cuffia modula l’allineamento omerale in co-attivazione con scapola e core, lavora in feedforward su base motoria appresa, diventa sintomatico quando il carico supera la sua funzione di “stabilizzatore silenzioso”.

Sovraccarico da sottoscapolare dominante uguale a perdita di rotazione esterna.
Sovraccarico del sovraspinato uguale a riduzione dello spazio subacromiale.
Infraspinato ipoattivo uguale ad un omero che sale senza freni.
Dominanza del deltoide uguale ad una “spalla forte che fa male”.

Non è infiammazione.
È fallimento di sistema.

In breve, il sovraspinato inizia l’abduzione e guida la centratura omerale, l'infraspinato ruota esternamente e frena il movimento, il sottoscapolare ruota internamente e protegge anteriormente, il piccolo rotondo garantisce il fine tuning della rotazione esterna e stabilità posteriore.

Quattro muscoli. Ma inseriti in un sistema con il core (per pre-attivazione e controllo pressorio), colonna toracica (per escursione scapolare), scapola (per orientamento e ritmo scapolo-omerale), arto superiore (per continuità di movimento e scarico del carico distale)

E quindi?

Ogni volta che dici “spalla dolorosa”, non chiederti solo “quale tendine?”,
ma “quale equilibrio è saltato?” Chi lavora troppo per coprire gli altri? Chi ha smesso di collaborare? Il dolore è un allarme o un abbandono?

“Allora devo rinforzare la cuffia?”
No.
Devi rieducare il sistema.

Devi ripristinare le sinergie tra scapola, core e arto. Devi restituire timing, feedforward, controllo fine. Devi far tornare la spalla quello che è davvero: una staffetta di funzioni, non una somma di muscoli.

La spalla non si infiamma per caso. Si ribella quando smette di essere un'orchestra e diventa un assolo stonato. Non curare il violino. Riaccorda l’intera sinfonia. 🥰

13/09/2025

Ed eccoci nuovamente alle porte del fine settimana, per un nuovo episodio di “Patologie Spiritose, dove affrontiamo i malanni.. tra curiosità e leggerezza!”

Oggi parliamo di un classico delle scuole calcio, dei campi da basket e delle piste d’atletica: la sindrome di Osgood-Schlatter! Se tuo figlio (o il tuo atleta) ha male sotto al ginocchio e una “gobbetta” che non c’era.. no, non è un nuovo superpotere. È il ginocchio che sta crescendo e si sta facendo sentire! 😅

Cos’è e dov’è?

È un'infiammazione localizzata nella zona della tuberosità tibiale anteriore, cioè quella sporgenza ossea appena sotto la rotula dove si inserisce il tendine rotuleo.

Succede durante la crescita, quando le ossa si allungano velocemente ma i muscoli e i tendini non riescono a tenere il passo. Il risultato?
Un'infiammazione da trazione che può rendere ogni salto, corsa o scatto.. un piccolo tormento. 😖

Curiosità divertente

La sindrome prende il nome da due medici (Osgood e Schlatter) che la descrissero.. nel 1903, osservando giovani atleti americani. In pratica, è una “patologia sportiva vintage” che continua a fare carriera!

Come si sviluppa?

Compare in ragazzi e ragazze tra i 10 e i 15 anni, in fase di sviluppo scheletrico. Le cause principali sono sport ripetitivi con salti, cambi di direzione e corsa, crescita rapida, rigidità del quadricipite e sovraccarico funzionale del tendine rotuleo.

Il corpo “protesta” proprio nel punto di inserzione, e la tuberosità tibiale può diventare gonfia e dolente al tatto.

Nella vita quotidiana

Il dolore si presenta durante o dopo l’attività fisica, e può peggiorare correndo o saltando, salendo o scendendo le scale e stando inginocchiati.

In certi casi compare una vera e propria “bozza ossea” che può rimanere anche da adulti, pur senza dolore.

Parole complicate, spiegate semplici

- Tuberosità tibiale anteriore: la zona sotto la rotula dove si attacca il tendine del quadricipite.

- Tendine rotuleo: il “cordone” che collega la rotula alla tibia e trasmette la forza del quadricipite.

Accenni di fisioterapia

Il trattamento è conservativo e comprende educazione al carico e riduzione temporanea dell’attività sportiva, stretching del quadricipite e degli ischiocrurali, rinforzo del core e degli stabilizzatori del bacino. Aiutano tecniche di rilassamento miofasciale e una valutazione funzionale sanitaria delle catene cinetiche (anca, piede, postura).

Nel dolore acuto si usano ghiaccio e, se serve, kinesiotape o bendaggi funzionali.

Curiosità scientifica

In rari casi, se il carico non viene gestito bene, può verificarsi una piccola avulsione della tuberosità tibiale (frammento osseo staccato). Ma nella stragrande maggioranza dei casi, la sindrome di Osgood-Schlatter si risolve spontaneamente con la fine della crescita ossea.

Conclusione

La sindrome di Osgood-Schlatter è una protesta di un ginocchio che sta cercando di diventare grande.. ma ha bisogno di una pausa ogni tanto. Con un po’ di attenzione, stretching e il giusto dosaggio di sport, il piccolo atleta può tornare presto a correre felice.

A sabato prossimo per il prossimo episodio! 😄

15/08/2025

Indirizzo

Via Canova 74
Vittorio
31029

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00

Telefono

+393347024067

Sito Web

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