09/01/2016
NO CHE NON MI ARRABBIO...
5 Strategie per non perdere le staffe:
1) CAMBIARE LE PRIORITA'.
Chiedersi cos'è importante per sé: lo scopo della rabbia (per esempio, rispondere a un'offesa) oppure un obiettivo più alto come, per esempio, trovare un accordo per non rompere un'amicizia? A lungo andare queste valutazioni vengono interiorizzate e si finirà per scegliere in modo istintivo ciò che si è stabilito essere meglio.
2) "SFOGARSI" NON SERVE.
Abbandonarsi alla rabbia non ci fa sentire meglio. Anzi: più la esprimiamo più aumenta. Lo sfogo, infatti, non scarica l'attivazione fisiologica (pulsazioni, pressione del sangue, adrenalina ecc.), ma la incrementa.
Inoltre, poichè la nostra sfuriata innesca reazioni di rabbia anche nell'altro, la tensione resta alta.
3) Farsi domande del tipo: "Aveva davvero intenzione di offendermi?" oppure "Perchè ha agito così?", aiuta a reinterpretare i fatti considerando più sfumature: la rabbia, infatti, ci porta a vedere tutto nero. Se ci abituiamo a considerare la prospettiva dell'altro, diventerà spontaneo tenerne conto prima che la rabbia esploda.
4) CONTARE FINO A 10.....prima di lasciarsi andare: trattenersi e non reagire per qualche istante può rendere meno intensa la reazione.
5) PENSARE IN MODO ASSERTIVO.
Se un collega (o un compagno) vi fa un torto potete:
a) attaccarlo con frasi offensive o frecciatine (comportamento aggressivo);
b) fare finta di niente ma covare rancore (comportamento passivo);
c) chiarire con frasi del tipo: "Mi sono sentito trattato ingiustamente". L'ultima opzione si riferisce ad un comportamento assertivo. Si rispetta l'altro ma anche se stessi, i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri valori.
Si tiene conto del fatto che possono esserci punti di vista differenti...così come differenti possono essere le esigenze. Esercitarsi a pensare così ci rende meno impulsivi.
(Dott.ssa S.Cirelli)